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	<title>Antiche Fornaci Giorgi</title>
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	<description>dal 1735 a Ferentino cotto fatto a mano</description>
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		<title>Festa della Latinità &#8211; 20 Agosto 2010 dalle ore 17:00 presso Antiche Fornaci Giorgi &#8211; Ferentino</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/festa-della-latinita-16-luglio-2010-dalle-ore-1700-presso-antiche-fornaci-giorgi-ferentino/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Festa della Latinità
 20 agosto 2010 presso le Antiche Fornaci Giorgi di Ferentino
 a cura dell’associazione Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti e Rapsodia
 
ore 17:00 &#8211; Stage di percussioni a cura di Maurizio Conte
 ore 21:30 &#8211; Maurizio Conte presenta il suo nuovo cd
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #339966;"><span style="color: #ff0000;">Festa della Latinità</span><br />
 20 agosto 2010 presso le Antiche Fornaci Giorgi di Ferentino</span><br />
 a cura dell’associazione Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti e Rapsodia<br />
 </strong></p>
<p>ore 17:00 &#8211; Stage di percussioni a cura di Maurizio Conte<br />
 ore 21:30 &#8211; Maurizio Conte presenta il suo nuovo cd</p>
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		<title>Teresa Giorgi (1921-2010)</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/teresa-giorgi-1921-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 17:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ morta oggi pomeriggio Teresa Giorgi.
Ferentino, 19 Novembre 1921 – Ferentino, 8 Luglio 2010
La figlia Annamaria, il genero Franco, il fratello Pietro e i nipoti Alessandra e Marco ne danno triste annuncio.
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ morta oggi pomeriggio Teresa Giorgi.</strong></p>
<p>Ferentino, 19 Novembre 1921 – Ferentino, 8 Luglio 2010</p>
<p>La figlia Annamaria, il genero Franco, il fratello Pietro e i nipoti Alessandra e Marco ne danno triste annuncio.<br />
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		<title>Dualità: dramma &amp; speranza. Antiche Fornaci Giorgi &amp; Il Cartello donano installazione ad Onna, L’Aquila</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/dualita-dramma-speranza-antiche-fornaci-giorgi-il-cartello-donano-installazione-aonna-l%e2%80%99aquila/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/blog/dualita-dramma-speranza-antiche-fornaci-giorgi-il-cartello-donano-installazione-aonna-l%e2%80%99aquila/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 08:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 5 all&#8217;8 Luglio 2010 e dal 12 al 15 Luglio 2010 sarà realizzata presso le Antiche Fornaci Giorgi di Ferentino una installazione in ferro e cotto da donare al Comune di Onna, L&#8217;Aquila, nell&#8217;ambito del workshop OttoArte XIII, tenuto dall&#8217;associazione Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti.
 Partecipano: Sara Antonimi, Walter Bultrini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #339966;">Dal 5 all&#8217;8 Luglio 2010 e dal 12 al 15 Luglio 2010 sarà realizzata presso le Antiche Fornaci Giorgi di Ferentino una installazione in ferro e cotto da donare al Comune di Onna, L&#8217;Aquila, nell&#8217;ambito del workshop OttoArte XIII, tenuto dall&#8217;associazione Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti.</span><br />
 Partecipano: Sara Antonimi, Walter Bultrini, Gian Carlo Canepa, Anna Maria Corsi, Rita De Luca, Ilenia Carminita Di Pucchio, Giampiero Fiaschetti, Marco Infussi, Samantha Emanuele, Corrado Savone, Alberto Spaziani, Carlo Tarda, Laboratorio Azimut.</strong></p>
<p>L’installazione, da realizzare nel corso del work shop <strong>8Arte XIII edizione presso le Antiche  Fornaci Giorgi di Ferentino</strong>, consisterà in una struttura portante di ferro, composta da due telai triangolari equilateri distanti l’uno dall’altro cm 20 con la funzione di tenere insieme quaranta formelle quadrate di terracotta. Questo numero corrisponde a quello delle vittime, avute ad Onna nel tragico terremoto dell’anno scorso.<br />
 Il telaio esterno  misurerà cm 340 per lato, mentre quello interno cm 300 (da confermare), le formelle di cm 20×20 saranno fatte a mano con stampi in legno, essiccate naturalmente e poi cotte in grandi forni a legna secondo la tradizionale lavorazione delle “Antiche  Fornaci Giorgi” di Ferentino, che producono cotto fatto a mano, ceramica smaltata, vasellame e sculture dal 1735. Così sarà anche per l’argilla, estratta da un’attigua cava della dorsale collinare, dove è ubicato il monastero di Sant’Antonio Abate, fondato da Papa Celestino V quando era ancora monaco, rafforzando così quel legame spirituale tra Ferentino e l’Aquila, per via del Pontefice aquilano poi santificato.</p>
<p>Le formelle saranno opera di non pochi artisti, oltre ad alcuni allievi dell’Accademia di Belle Arti; ma tutti dovranno attenersi a una comune linea guida. Su un fronte della formella l’artista, prima della cottura inserirà piccoli inerti raccolti (il 20 giugno 2010) tra gli edifici terremotati con l’ausilio degli abitanti di Onna, mentre sull’altra parte eseguirà un personalizzato intervento ceramico. L’installazione sarà quindi caratterizzata da due prospetti completamente diversi; il primo di semplice cotto, variegato solo di frammenti come testimonianze dell’evento tellurico; nell’altro brilleranno policrome pitture per essere messaggi di speranza e rinascita del borgo distrutto.</p>
<p>L’installazione non sarà muta: comunicherà per via di elementi che emetteranno delicati e naturali suoni, anche con un po’ di vento o di pioggia.</p>
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		<title>Pasquale Giorgi (1931-2010)</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/pasquale-giorgi-1931-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 15:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; morto stamattina Pasquale Giorgi.
Ferentino, 27 Gennaio 1931 &#8211; Ceccano, 16 Giugno 2010
I fratelli Pietro e Teresa, i nipoti Annamaria, Alessandra e Marco ne danno triste annuncio.
.
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; morto stamattina Pasquale Giorgi.</strong></p>
<p>Ferentino, 27 Gennaio 1931 &#8211; Ceccano, 16 Giugno 2010</p>
<p>I fratelli Pietro e Teresa, i nipoti Annamaria, Alessandra e Marco ne danno triste annuncio.</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Nasce root: progetto educativo finanziato da Antiche Fornaci Giorgi</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/nasce-root-progetto-educativo-finanziato-da-antiche-fornaci-giorgi/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 22:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antichefornaci.it/?p=455</guid>
		<description><![CDATA[Root è un progetto educativo curato dal collettivo amolenuvolette.it e finanziato da Antiche Fornaci Giorgi, lanciato il 1 giugno 2010 in fase beta.
Il servizio è gratuito e consiste in una directory contenente 2+ terabytes di testi, immagini ed altri media, attinenti principalmente la storia dell&#8217;arte e delle scienze, con spazio a curiosità e stranezze.
Non intende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Root</strong></em> è un progetto educativo curato dal collettivo <em>amolenuvolette.it</em> e finanziato da <em>Antiche Fornaci Giorgi</em>, lanciato il 1 giugno 2010 in fase beta.</p>
<p><strong>Il servizio è gratuito e consiste in una directory contenente 2+ terabytes</strong> di testi, immagini ed altri media, attinenti principalmente la storia dell&#8217;arte e delle scienze, con spazio a curiosità e stranezze.</p>
<p>Non intende essere un&#8217;enciclopedia ma una mediateca, anche se un pochino disordinata.</p>
<p>I media presenti nel progetto sono principalmente in alta risoluzione e provengono dalle ricerche del collettivo <em>AmoLeNuvolette </em>e dei francesi <em>Abrupt Clio Team</em>. E&#8217; previsto anche l&#8217;inserimento di un pool di immagini inerenti l&#8217;architettura, con particolare accento sul cotto fatto a mano, scultura e storia della decorazione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #339966;">Se siete interessati alla storia delle arti visive, materiale per costruire lezioni o semplicemente per aprire la mente e cercare idee, ecco l&#8217;indirizzo:</span> <a title="root : 2+ terabytes of raw data" href="http://www.amolenuvolette.it/root" target="_blank">http://www.amolenuvolette.it/root</a> .</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img title="Think 500 years" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Think 500 years" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>We are proud to launch today <em><strong>root</strong></em>, an educational project powered by <em>amolenuvolette.it</em> and sponsored by <em>Antiche Fornaci Giorgi</em>.</p>
<p><em><strong>Root</strong></em><strong> is a free directory containing 2+ terabytes of raw media about art history, science and weirdo.</strong></p>
<p>It is not an encilopedia, it is nearer to a mediateque, although disordered as it is now in public beta. <br />
 High-res images were selected by italian design collective <em>AmoLeNuvolette</em> and french researchers <em>Abrupt Clio Team</em>. An image pool about architecture, handmade bricks, pottery, ceramic tiles, sculpture and decoration is scheduled for the near future.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #339966;">If you are interested in art history, in selected material for lectures, or simply looking for new ideas, here is the url:</span> <a title="root : 2+ terabytes of raw data" href="http://www.amolenuvolette.it/root" target="_blank">http://www.amolenuvolette.it/root</a> .</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cambiamento climatico: lo stato della conoscenza sul clima dopo la pubblicazione del rapporto IPCC 2007</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/cambiamento-climatico-lo-stato-della-conoscenza-sul-clima-dopo-la-pubblicazione-del-rapporto-ipcc-2007/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/blog/cambiamento-climatico-lo-stato-della-conoscenza-sul-clima-dopo-la-pubblicazione-del-rapporto-ipcc-2007/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 21:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antichefornaci.it/?p=450</guid>
		<description><![CDATA[Dal dossier &#8220;Effetto Global Deal&#8220;, WWF Italia 2009.
Premessa
Le ricerche scientifiche sul cambiamento climatico e i suoi impatti pubblicate dopo il più recente Rapporto del Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici (IPCC) del 2007, rivelano che il cambiamento climatico sta accelerando a un ritmo molto più veloce rispetto alle previsioni dello stesso IPCC.
 Questo breve resoconto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal dossier &#8220;<em>Effetto Global Deal</em>&#8220;, WWF Italia 2009.</p>
<h3>Premessa</h3>
<p>Le ricerche scientifiche sul cambiamento climatico e i suoi impatti pubblicate dopo il più recente Rapporto del Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici (IPCC) del 2007, rivelano che il cambiamento climatico sta accelerando a un ritmo molto più veloce rispetto alle previsioni dello stesso IPCC.<br />
 Questo breve resoconto vuole riassumere alcune delle evidenze principali scaturite da questi studi, con un particolare riferimento alle nuove ricerche relative agli impatti del cambiamento climatico in Europa.</p>
<h3>Introduzione</h3>
<p>Nel 2007 il Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici (IPCC) ha pubblicato un rapporto che ha fatto il punto sulle nostre conoscenze scientifiche sul cambiamento climatico e ha contribuito a chiarire meglio il ruolo dell’attività umana nel produrre tale cambiamento. Sempre nel 2007, l’IPCC è stato anche insignito del premio Nobel per la Pace, come chiaro riconoscimento del fatto che il cambiamento climatico rappresenta una sfida prioritaria per la sicurezza dell’umanità nel ventunesimo secolo. Coinvolgendo oltre 3.800 scienziati provenienti da più di 150 Paesi in un lavoro di sei anni, il Quarto Rapporto dell’IPCC, pubblicato tra gennaio e novembre 2007, ha analizzato studi scientifici pubblicati fino alla fine del 2006 e in alcuni casi fino agli inizi del 2007.<br />
 Dalla pubblicazione di questo fondamentale rapporto, la ricerca scientifica sul cambiamento climatico e i suoi impatti è proseguita e nuovi studi stanno rivelando che il riscaldamento globale avanza a ritmi molto più rapidi rispetto alle previsioni degli studi precedenti, compreso lo stesso Quarto Rapporto dell’IPCC.<br />
 Nuovi studi di scenario forniscono anche indicazioni più dettagliate degli impatti che potrebbero verificarsi se il riscaldamento continuasse. Sembra che importanti aspetti legati al cambiamento climatico siano stati sottovalutati ed alcuni impatti si stiano verificando prima del previsto. Per esempio, precoci segnali di cambiamento suggeriscono che il riscaldamento globale aumentato di quasi 1°C, potrebbe aver già innescato il primo Tipping Point (punto critico) del sistema climatico della Terra, ovvero la scomparsa dei ghiacci artici durante l’estate. Questo processo potrebbe aprire la strada a un rapido e brusco cambiamento climatico, più di quanto abbiano sinora fatto i cambiamenti graduali sin qui registrati. Ciò implica che le nostre risposte nei confronti della mitigazione (riduzione significativa delle emissioni) e dell’adattamento al cambiamento climatico devono essere ancora più rapide e ambiziose.</p>
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<p><img title="Think 500 years" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Think 500 years" /></p>
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<h3>Tipping points: i Punti Critici</h3>
<p>Agli inizi del 2008 un team di scienziati ben noti in questo ambito, ha pubblicato uno studio sui cosiddetti “Tipping elements”, cioè i punti critici del sistema climatico terrestre (Lenton et al., 2008). Lo studio illustra alcuni degli elementi critici in alcune aree del nostro pianeta che potrebbero sorpassare una soglia per cui il verificarsi di una piccola perturbazione potrebbe qualitativamente alterare lo stato o lo sviluppo del sistema provocando, a cascata, una ampia scala di impatto sui sistemi umani ed ecologici.<br />
 Le attività umane hanno infatti la potenzialità di far transitare i sistemi naturali verso altri stati che potrebbero produrre effetti negativi per le società umane stesse. Questi fenomeni sono stati descritti come “Tipping points” seguendo la nozione popolare che, in un particolare momento nel tempo, un piccolo cambiamento può provocare conseguenze ampie e di lungo termine, come ricorda il detto “piccole cose possono produrre grandi differenze” (<em>butterfly effect</em>).<br />
 Lo studio indica 15 aree o fenomeni sui quali le ricerche sin qui svolte indicano la possibilità di un passaggio critico nell’arco di periodi che vanno da uno a 10, 50, 300 o molti più anni. Il fatto che alcuni di questi tipping elements, sottoposti ad un continuo cambiamento climatico antropogenico, possano raggiungere il loro punto critico tra pochi anni o entro un secolo, impone risposte politiche urgenti per <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">evitare che ciò possa accadere.</span><br />
 <strong>Le 15 situazioni riguardano: la formazione del ghiaccio artico estivo, il ghiacciaio della Groenlandia, il ghiacciaio Antartico occidentale (WAIS), la circolazione termoalina dell’Atlantico (THC), la cosiddetta El Nino – Southern Oscillation (ENSO), il monsone estivo indiano (ISM), il monsone occidentale Sahara/saheliano (WAM), la foresta tropicale amazzonica, la foresta boreale, l’Antarctic Bottom Water (AABW), la tundra, il permafrost, gli idrati di metano nel mare, la perdita di ossigeno negli oceani e l’ozono artico.</strong></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img title="Think 500 years" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Think 500 years" /></p>
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<h3>Il cambiamento climatico oggi: più intenso e più vicino del previsto.</h3>
<p><strong>ARTICO</strong>. L’Oceano Artico sta perdendo i suoi ghiacci 30 anni prima o anche più rispetto alle proiezioni presentate nel Quarto Rapporto dell’IPCC (Stroeve et al., 2007). La comunità scientifica che studia l’Artico conviene che i principali aspetti di questa accelerazione siano causati da meccanismi di feedback, i cui effetti sono stati seriamente sottovalutati nel Rapporto. Per esempio, a causa della riduzione dei ghiacci artici le acque oceaniche sono state riscaldate di più dal sole, il che renderà ancora più difficile il riformarsi dei ghiacci negli inverni successivi.<br />
 Non a caso autorevoli scienziati affermano che siamo vicini al sorpasso di un punto critico del sistema di ghiacci in Artico. Questo significa che l’Oceano Artico molto presto potrebbe essere libero dai ghiacci nei periodi estivi. E si prevede che i ghiacci estivi potrebbero completamente scomparire in alcune aree tra il 2013 e il 2040 – una condizione mai vista sulla Terra da più di un milione di anni. Tra l’altro, un Oceano Artico senza ghiacci d’estate amplificherà ulteriormente il riscaldamento globale, attraverso il maggiore assorbimento di calore a causa della superficie oceanica scura (rispetto alla superficie chiara dei ghiacci) e attraverso cambiamenti nelle correnti oceaniche. Tutto ciò può verosimilmente aprire le porte a un cambiamento climatico ancora più rapido e brusco di quanto sia stato previsto finora (WWF 2008, SEARCH 2008).<br />
 Il 2008 è stato il secondo anno, dopo il 2007, con la più bassa superficie di ghiacci artici alla fine di settembre, periodo in cui termina lo scioglimento naturale dei ghiacci dovuto al periodo estivo. Da quando esistono le registrazioni da satellite, cioè dal 1979, la superficie estiva dei ghiacci si è ridotta del 34%. Nel 2005 erano 5.57 milioni di kmq, nel 2007 erano 4,28 milioni di kmq (l’anno più basso da quando esistono le registrazioni da satellite) mentre nel 2008 è stata registrata la superficie di 4,67 milioni di kmq. (Fonte: National Snow and Ice Data Center, 2008).</p>
<p><strong>ANTARTICO</strong>. I ghiacciai costieri nella Penisola Antartica stanno perdendo ghiaccio più velocemente e stanno contribuendo in misura maggiore all’innalzamento del livello del mare rispetto a quanto riportato nel Quarto Rapporto IPCC (Pritchard e Vaughan, 2007).</p>
<p><strong>LIVELLO DEI MARI.</strong> Dal 1990, il livello globale del mare si sta innalzando di una volta e mezzo più velocemente di quanto previsto nel Terzo Rapporto dell’IPCC (pubblicato nel 2001) (Rahmstorf et al., 2007). Oltre a questo, nuovi studi hanno previsto che l’innalzamento del livello del mare entro la fine del secolo corrisponderà a più del doppio del valore massimo stimato (0,59 m) nel Quarto Rapporto (Rahmstorf, 2007, Rohling et al., 2008). Un aumento del livello del mare di oltre 1,2 m metterebbe a rischio vaste aree costiere, in Europa e nel resto del mondo.</p>
<p><strong>ACCELERAZIONE DELLE CONCENTRAZIONI DI GAS SERRA IN ATMOSFERA</strong>. Nel settembre del 2008 sono stati resi noti dal prestigioso ed autorevole programma internazionale Global Carbon Project, i risultati del Carbon Budget 2007. I maggiori specialisti mondiali del ciclo del carbonio hanno fornito tutti i dati relativi al ciclo stesso nel 2007. L’incremento annuale di anidride carbonica nella composizione chimica dell’atmosfera è stato di 2,2 ppm (parti per milione di volume), nel 2006 era stato di 1,8 ppm, mentre la media annuale nei precedenti 20 anni era stata di 1,5 e per il periodo 2000-2007 la media è superiore a 2,0 ppm.<br />
 Questo incremento ha condotto la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera a 383 ppm nel 2007, cioè il 37% al di sopra della concentrazione esistente all’inizio della Rivoluzione Industriale (quando nel 1750 era di 280 ppm). Gli scienziati hanno documentato che l’attuale concentrazione è la più alta degli ultimi 650.000 anni e, con ogni probabilità, degli ultimi 20 milioni di anni. Le emissioni di carbonio dovute all’utilizzo dei combustibili fossili sono salite dai 6,2 miliardi di tonnellate del 1990 alle 8,5 miliardi di tonnellate nel 2007. Il tasso di crescita è stato del 3,5 % l’anno nel periodo 2000-2007, un incremento di quasi quattro volte rispetto allo 0,9% annuo del periodo 1990-1999.<br />
 L’attuale tasso di crescita delle emissioni per il periodo 2000-2007 eccede le più alte previsioni di crescita per il decennio 2000- 2010 previsto dallo “Special Report on Emissions” (SRES) realizzato dall’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC). I maggiori incrementi delle emissioni si sono avuti nei paesi di nuova industrializzazione, in primis Cina ed India. Le emissioni dovute ai combustibili fossili ed alle industrie cementifere hanno rilasciato approssimativamente 348 miliardi di tonnellate di carbonio nell’atmosfera dal 1850 al 2007. La capacità dei sistemi naturali, compresi ovviamente gli oceani, di “catturare” tutto questo carbonio sta progressivamente riducendosi. L’efficienza della capacità di sequestro da parte dei sistemi naturali è scesa del 5% nell’arco degli ultimi 50 anni. Cinquant’anni fa per ogni tonnellata di biossido di carbonio emessa in atmosfera i “serbatoi” naturali ne sequestravano 600 kg. Oggi ne rimuovono 550 kg.<br />
 Negli ultimi 15 anni, circa la metà delle emissioni di CO2 derivate dall’attività umana è stata assorbita dalle terre e dagli oceani. Ma la capacità di questi “serbatoi” naturali sta diminuendo (Le Quéré et al., 2007) a ritmi più alti di quelli previsti negli studi precedenti. Vale a dire che una maggiore percentuale della CO2 emessa dalle attività umane rimarrà nell’atmosfera e contribuirà al riscaldamento globale (Canadell et al., 2007). Le emissioni antropogeniche di anidride carbonica sono cresciute di almeno quattro volte più velocemente dal 2000 rispetto al decennio Novanta a dispetto degli sforzi avviati in diversi paesi che hanno sottoscritto il Protocollo di Kyoto (nell’ambito della Convenzione Quadro sui Mutamenti Climatici delle Nazioni Unite). Gli autorevoli scienziati del Global Carbon Project ci ricordano che tutti questi mutamenti che caratterizzano il ciclo del carbonio stanno producendo un grande forcing del sistema climatico in una maniera molto più rapida di quanto precedentemente ci si aspettasse (Global Carbon Project, 2008 e Canadell et al., 2007).<br />
 La percentuale attuale di crescita delle emissioni rispetto al 2000 è stata maggiore di qualunque scenario indicato dall’IPCC sia nel Terzo che nel Quarto Rapporto (Raupach et al., 2007). Un riesame degli impatti climatici riportati nel Quarto Rapporto IPCC indica che servono tagli dell’80% nelle emissioni globali di gas serra entro il 2050 per mantenere l’aumento medio delle temperature globali sotto i 2°C – e per limitare gli impatti climatici entro livelli più “accettabili”. Un taglio di questo genere farebbe stabilizzare la concentrazione atmosferica di gas a effetto serra a 400-470 parti per milione di CO2 equivalenti. Tuttavia, anche con un taglio dell’80% alle emissioni, i danni sarebbero significativi, e sarebbero richiesti molti più sforzi di quelli attualmente pianificati per evitare i più gravi (Parry et al., 2008). Ovviamente un taglio dell’80% nelle emissioni globali richiederebbe all’UE di fare di più, dal momento che i paesi in via di sviluppo hanno delle esigenze energetiche di base che verosimilmente comporteranno un certo aumento delle emissioni nei prossimi decenni. Il WWF auspica che si arrivi a zero emissioni nette in Europa entro il 2050.</p>
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<h3>Cosa accadrà se non agiamo in fretta</h3>
<p>Molte delle evidenze scientifiche emerse dopo la pubblicazione del Quarto Rapporto dell’IPCC hanno fatto suonare il campanello d’allarme sulla velocità e la portata dei cambiamenti che stanno interessando il clima globale. Inoltre, studi e modelli di scenario ci stanno mostrando quanto succederà se non affrontiamo con decisione e urgenza le cause del cambiamento climatico e se non sviluppiamo misure più forti per adattarci a quei cambiamenti che ora sono inevitabili.</p>
<p><strong>CIBO, AGRICOLTURA E PESCA</strong>. Il benessere della società dipende dalla disponibilità e dalla distribuzione del cibo. Lobell e Field (2007), hanno dimostrato che il trend di aumento delle temperature mondiali dal 1981 ha già portato una riduzione dei raccolti globali di mais, frumento e orzo. La perdita annuale dei raccolti si può quantificare in circa 40 milioni di tonnellate o 5 miliardi di dollari (3,2 miliardi di euro).<br />
 Con le temperature in continuo aumento, Lobell et al., (2008) hanno predetto che le due regioni che più patiranno la riduzione dei raccolti saranno l’Asia e l’Africa meridionale; in particolare, si pensa che le colture più penalizzate saranno quelle più importanti per la maggior parte della popolazione che vive in quelle parti del mondo. Tubiello e Fischer (2007) hanno mostrato come la riduzione delle emissioni di gas serra potrebbe ridurre del 75-100% il costo economico della perdita di raccolto causata dai cambiamenti climatici e che il numero delle persone a rischio di malnutrizione calerebbe del 70-80%. Brander (2008) ha concluso che la produttività della pesca potrebbe soffrire un declino locale e anche globale come risultato del riscaldamento globale, e che questo declino potrebbe essere già cominciato.</p>
<p><strong>SALUTE</strong>. I cambiamenti climatici avranno gravi impatti anche sulla salute umana. Shea et al., (2007) hanno concluso che molto probabilmente saranno i bambini a soffrire di più gli effetti dei cambiamenti climatici. Infatti, i bambini sono particolarmente sensibili alle malattie e agli effetti dell’aria inquinata perché il loro organismo è ancora in fase di sviluppo. Sono particolarmente vulnerabili anche in caso di eventi meteorologici estremi perché ovviamente dipendono in tutto e per tutto dagli adulti per il loro sostentamento e la loro salute. Come se non bastasse, oltre a questi effetti diretti ci sono anche degli effetti di lungo periodo che potrebbero sorgere dal cambiamento della disponibilità di cibo e acqua e da possibili migrazioni forzate delle popolazioni costiere.</p>
<p><strong>ECOSISTEMI</strong>. Gli impatti dei cambiamenti climatici vanno al di là delle società umane, e coinvolgono anche gli ecosistemi di tutto il mondo. Rosenzweig et al., (2008) hanno confermato che i cambiamenti climatici stanno impattando in maniera significativa sulla biofisica di tutti gli ecosistemi mondiali. Si stanno sciogliendo i ghiacci di tutti i continenti, i laghi e i fiumi si stanno scaldando, l’erosione delle coste è in aumento, la primavera sempre più anticipata sta avendo gravi conseguenze sulle piante che fioriscono sempre più in anticipo, e sui periodi di migrazione e di riproduzione di alcune specie e, soprattutto negli oceani, alcune specie stanno migrando sempre più a nord a causa dell’aumento della temperatura dell’acqua.<br />
 Williams et al (2008) sostengono che a causa dei cambiamenti climatici, nelle zone tropicali e subtropicali si rileveranno condizioni climatiche sempre più calde, mentre le condizioni climatiche tipiche di regioni tropicali montane e di regioni polari molto probabilmente scompariranno. La scomparsa così rapida di questi climi rischia di far aumentare la probabilità che le specie non riescano ad adattarsi; per esempio, ai tropici sono molte le specie che non riusciranno a farlo. Williams et al., (2008), Tewksbury et al., (2008) e Deutsch et al., (2008) avvertono che il rischio più grande di estinzione di massa risiede nei tropici, dove la biodiversità è anche maggiore. Questi allarmi si aggiungono a quelli avanzati dal quarto rapporto dell’IPCC, che aveva già stabilito che oltre il 30% delle specie sarà a rischio estinzione con un aumento della temperatura di 1,5-2,5 gradi rispetto alle temperature attuali.</p>
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<h3>Prospettive in Europa</h3>
<p><strong>SALUTE</strong>. L’eccezionale ondata di caldo e siccità che ha colpito l’Europa nell’estate del 2003 ha causato circa 35.000 morti: caldo, inquinamento e alte concentrazioni di ozono tra le principali cause. Con le temperature che continuano ad aumentare, i livelli di ozono troposferico si avvicineranno sempre di più a quelli dell’estate 2003, con l’incremento più significativo previsto in Inghilterra, Belgio, Germania e Francia (Meleux et al., 2007). Nella regione mediterranea, a temperature sempre più alte si accompagneranno ondate di calore come quelle dell’estate 2003 che, entro la fine del secolo saranno 3 volte più frequenti.<br />
 È quindi necessario un sostanziale abbattimento delle emissioni di gas serra affinché possano essere evitati i costi economici e in termini di salute di queste intense ondate di calore (Diffenbaugh et al., 2007). Uno studio della Commissione Europea ha stimato che ogni anno circa 369.000 persone muoiono prematuramente in Europa a causa dell’inquinamento e che queste morti premature – insieme alle cure mediche a esse connesse – costano tra il 3 e il 9% del PIL europeo. Tuttavia, una nuova ricerca commissionata da WWF, CAN e Heal ha calcolato che, se l’Europa opterà immediatamente per una politica di riduzione delle emissioni del 30% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, si potranno risparmiare altri 25 miliardi di euro (Holland, 2008). Le stime sono basate su valutazioni economiche che prendono in considerazione i decessi, le spese mediche dovute alle malattie, i giorni di lavoro persi e il costo dei ricoveri ospedalieri. I risultati di questo studio dicono che i ricoveri ospedalieri diminuirebbero di 8.000 unità all’anno e che verrebbero salvaguardate circa 2 milioni di giornate lavorative all’anno.</p>
<p><strong>ACQUA</strong>. A causa del riscaldamento globale, le precipitazioni annuali aumenteranno nella maggior parte d’Europa, tranne in Spagna e in altre regioni di altri stati col rischio pertanto di un aumento dei danni causati da inondazioni. Solo nel bacino del Danubio e in quello della Mosa le stime dei danni futuri causate da inondazioni nei prossimi 100 anni sono dell’ordine di 60-73 miliardi di dollari. Saranno vittima di queste inondazioni circa 2 milioni di persone in 9 paesi, inclusi gli abitanti di Vienna e Liegi (Feyen et al., 2006).<br />
 Al contrario, nel Mediterraneo aumenteranno la frequenza e la durata dei periodi di siccità. Entro la fine del secolo i suoli di queste zone saranno completamente asciutti. (Sheffield e Wood, 2008). I ghiacciai delle Alpi svizzere si stanno sciogliendo sempre più velocemente e provocano la formazione di laghi. Pertanto, il recente trend di scioglimento dei ghiacci è pressoché impossibile da fermare o da invertire, almeno nel prossimo futuro (Paul et al., 2007). Studiando il sistema di produzione di energia idroelettrica delle Alpi svizzere, è possibile prevedere che nel periodo 2070-2099 la produzione di energia idroelettrica calerà del 36% rispetto al periodo 1961-1990, sempre a causa del riscaldamento globale (Schaefli et al., 2007).</p>
<p><strong>TEMPESTE.</strong> A causa del riscaldamento globale, si prevede che l’intensità dei cicloni sulle isole britanniche e nel mare del nord aumenterà, mentre gli effetti collaterali di queste tempeste verranno sentiti in tutta l’Europa centrale (Pinto et al., 2007). Senza l’adozione di misure di adattamento, le perdite economiche causate da queste tempeste aumenteranno del 37% tra il 2060 e il 2100 in Gran Bretagna e Germania (Leckenbush et al., 2007). Nel 2005, i volumi di legname corrispondenti alla raccolta annuale di due paesi come la Svezia e la Lettonia sono stati distrutti a causa di una sola tempesta. Alcuni modelli matematici ci dicono che a causa del riscaldamento globale la velocità dei venti aumenterà nella Svezia meridionale con conseguenze sull’industria del legno svedese (Blennow e Olofson, 2008).</p>
<p><strong>ECOSISTEMI</strong>. L’analisi di 542 specie di piante e di 19 specie animali in 19 paesi europei ha dimostrato senza ombra di dubbio che le attività di queste specie, soprattutto in autunno e primavera (ad esempio, la fioritura e la maturazione dei frutti nelle piante e la migrazione negli uccelli), sono cambiate a causa dei trend di riscaldamento globale che stiamo osservando (Menzel et al., 2006). Gli ecosistemi marini nel Mare del Nord e nel Mare Baltico sono esposti a temperature più calde come mai era successo nella storia da quando questi rilevamenti vengono registrati. Il riscaldamento è troppo veloce perché le specie riescano ad adattarsi in tempo e questo provoca profondi cambiamenti degli ecosistemi (MacKenzie e Schiedek, 2007). Nel nord Europa i danni causati alle foreste di betulle da insetti che divorano le foglie saranno almeno raddoppiati a causa del riscaldamento globale (Kozlov, 2008). Questo aumento dei danni causati dagli insetti può condizionare l’evoluzione futura delle foreste (Wolf et al., 2008).</p>
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<h3>Bibliografia</h3>
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<p><span style="font-size: xx-small;">DEUTSCH, C.A., TEWKSBURY, J.J., HUEY, R.B., SHELDON, K.S., GHALAMBOR, C.K., HAAK, D.C. and MARTIN, P.R. 2008. Impacts of climate warming on terrestrial ectotherms across latitude. Proceedings of the National Academy of Sciences, 105(18), 6668-6672. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">DIFFENBAUGH, N.S., PAL, J.S., <strong>GIORGI, F.</strong> AND GAO, X. 2007. Heat stress intensification in the Mediterranean climate change hotspot. Geophysical Research Letters, 34(L11706), doi:10.1029/2007GL030000, 2007. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">FEYEN, L., DANKERS R., BARREDO J.I., KALAS M., BÓDIS K., DE ROO A., and LAVALLE C. “PESETA &#8211; Flood risk in Europe in a changing climate”. European Commission Joint Research Centre, Institute for Environment and Sustainability. Report EUR 22313 EN.  GLOBAL CARBON PROJECT, 2008, Carbon budget and trends 2007. Vedasi www.globalcarbonproject.org </span></p>
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<p><span style="font-size: xx-small;">HOLLAND, M. “The Co-benefits to health of a strong EU climate change policy”, October 2008. The report was authored by Dr Mike Holland, an independent consultant who has worked with the European Commission and the World Health Organisation on similar cost-benefit analyses. For this paper, Dr Holland used the European Commission’s model. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">IPCC 2007. IPCC Fourth Assessment Report: Climate Change 2007. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">KOZLOV, M.V., 2008. Losses of birch foliage due to insect herbivory along geographical gradients in Europe: a climate-driven pattern? Climatic Change, 87(1-2), 107-117. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">LENTON, T. M., HELD, H., KRIEGLER, E., HALL, W.J., LUCHT, W., RAHMSTORF, S., and SCHELLNHUBER H.J., 2008. Tipping elements in the Earth’s climate system. Proceedings of the National Academy of Sciences 105, 6; 1786 – 1793. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> LE QUÉRÉ, C., RÖDENBECK, C., BUITENHUIS, E.T., CONWAY, T.J., LANGENFELDS, R., GOMEZ, A., LABUSCHAGNE, C., RAMONET, M., NAKAZAWA, T., METZL, N., GILLETT, N. and HEIMANN, M., 2007. Saturation of the Southern Ocean CO2 sink due to recent climate change. Science, 316(5832), 1735-1738. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">LECKEBUSCH, G.C., ULBRICH, U., FRÖHLICH, L. and PINTO, J.G., 2007. Property loss potentials for European midlatitude storms in a changing climate. Geophysical Research Letters, 34 (L05703), DOI:10.1029/2006gl027663, 2007. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> LOBELL, D.B. and FIELD, C.B., 2007. Global scale climate– crop yield relationships and the impacts of recent warming. Environmental Research Letters, 2, 014002, doi:10.1088/1748-9326/2/1/014002.</span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> LOBELL, D.B., BURKE, M.B., TEBALDI, C., MASTRANDREA, M.D., FALCON, W.P. and NAYLOR, R.L., 2008. Prioritizing climate change adaptation needs for food security in 2030. Science, 319 (5863), pp. 607 &#8211; 610, doi:10.1126/science.1152339 </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">MACKENZIE, B.R. and SCHIEDEK, D., 2007. Daily ocean monitoring since the 1860s shows record warming of northern European seas. Global Change Biology, 13(7), 1335-1347. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">MELEUX, F., SOLMON, F. and <strong>GIORGI, F.</strong>, 2007. Increase in summer European ozone amounts due to climate change. Atmospheric environment, 41(35), 7577-7587. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">MENZEL, A., SPARKS, T.H., ESTRELLA, N., KOCH, E., AASA, A., AHAS, R., ALM-KUBLER, K., BISSOLLI, P., BRASLAVSKA, O., BRIEDE, A., CHMIELEWSKI, F.M., CREPINSEK, Z., CURNEL, Y., DAHL, A., DEFILA, C., DONNELLY, A., FILELLA, Y., JATCZAK, K., MAGE, F., MESTRE, A., NORDLI, O., PENUELAS, J., PIRINEN, P., REMISOVA, V., SCHEIFINGER, H., STRIZ, M., SUSNIK, A., VAN V., ARNOLD, J. H., WIELGOLASKI, F. E., ZACH, S. and ZUST, A. 2006 European phenological response to climate change matches the warming pattern. Global Change Biology, 12 (10). 1969-1976. doi:10.1111/j.1365-2486.2006.01193.x </span></p>
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<p><span style="font-size: xx-small;">PARRY, M., PALUTIKOF, J., HANSON, C. and LOWE, J. 2008. Squaring up to reality. Nature reports climate change, 2, 68-70. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">PAUL, F., KÄÄB, A. and HAEBERLI, W., 2007. Recent glacier changes in the Alps observed by satellite: consequences for future monitoring strategies. Global and Planetary Change, 56(1-2), 111-122. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">PINTO, J.G., FRÖHLICH, E.L., LECKEBUSCH, G.C. and ULBRICH U., 2007. Changing European storm loss potentials under modified climate conditions according to ensemble simulations of the ECHAM5/MPIOM1 GCM. Natural Hazards and Earth System Sciences, 7, 165-175. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">PRITCHARD, H.D. and VAUGHAN, D.G., 2007. Widespread acceleration of tidewater glaciers on the Antarctic Peninsula. Journal of Geophysical Research, 112, F03S29, doi:10.1029/2006JF000597. </span></p>
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<p><span style="font-size: xx-small;">RAUPACH, M.R., MARLAND, G., CIAIS, P., LE QUÉRÉ, C., CANADELL, J.G., KLEPPER, G. and FIELD, C.B. 2007. Global and regional drivers of accelerating CO2 emissions. Proceedings of the National Academy of Sciences, 104(24), 10288- 10293. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">ROHLING, E.J., GRANT, K., HEMLEBEN, C., SIDDALL, M., HOOGAKKER, B.A.A., BOLSHAW, M. and KUCERA, M., 2008. High rates of sea-level rise during the last interglacial period. Nature Geoscience, 1, 38-42. </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">ROSENZWEIG, C., KAROLY, D., VICARELLI, M., NEOFOTIS, P., WU, QIGANG, CASASSA, G., MENZEL, A., ROOT, T.L., ESTRELLA, N., SEGUIN, B., TRYJANOWSKI, P., LIU, C., RAWLINS, S. and IMESON, A., 2008. Attributing physical and biological impacts to anthropogenic climate change. Nature, 453, 353-357, doi:10.1038/nature06937. </span></p>
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		<title>Earth Day: lasciamo ai figli un mondo più pulito.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 16:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Con semplici accorgimenti nella spesa e nel consumo degli alimenti ogni famiglia italiana puo&#8217; ridurre le emissioni di duemila chilogrammi di gas ad effetto serra (CO2 equivalenti) all&#8217;anno.
Piccoli trucchi e miti da sfatare che consentono di ridurre la dipendenza dal petrolio e di tagliare le emissioni responsabili del surriscaldamento del pianeta, come dimostra il fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Con semplici accorgimenti</strong> nella spesa e nel consumo degli alimenti ogni famiglia italiana puo&#8217; <strong>ridurre le emissioni di duemila chilogrammi di gas ad effetto serra </strong>(CO2 equivalenti) all&#8217;anno.</p>
<p>Piccoli trucchi e miti da sfatare che consentono di ridurre la dipendenza dal petrolio e di tagliare le emissioni responsabili del surriscaldamento del pianeta, come dimostra il fatto che <strong>il decennio appena trascorso e&#8217; stato il piu&#8217; caldo della storia</strong>. La temperatura media globale sulla terra e sugli oceani dei primi dieci anni del terzo millennio (2000 &#8211; 2009) è stata infatti di <em>57,9 °F </em>(ovvero <em>14,39 °C</em>), superiore dello <em>0,3 %</em> a quella della decade precedente, sulla base dei dati preliminari raccolti dal <em>National Oceanic and Atmosheric Administration</em>.</p>
<p><strong>Ogni pasto percorre mediamente quasi duemila chilometri </strong>prima di giungere sulle tavole a causa della distribuzione commerciale dei prodotti alimentari, con lunghi trasporti ed inefficienze di natura logistica.<br />
 <strong>Un chilo di arance importate dal Brasile brucia infatti 5,5 chili di petrolio e libera 17,2 chili di anidride carbonica in piu&#8217; di quelle siciliane</strong>.<br />
 Il vino dall&#8217;Australia per giungere sulle tavole italiane deve percorre oltre 16mila chilometri con un consumo di 9,4 chili di petrolio e l&#8217;emissione di 29,3 chili di anidride carbonica, mentre le prugne dal Cile devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che libera 22 chili di anidride carbonica e la carne argentina viaggia per 11mila km bruciando 6,7 chili di petrolio e liberando 20,8 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img title="Proprietà Terapeutiche dellArgilla" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Proprietà Terapeutiche dellArgilla" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Possiamo allora seguire queste dieci pillole di saggezza:</strong></p>
<p>1) Preferire l&#8217;acquisto di <strong>prodotti locali</strong> che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti.<br />
 2) Scegliere frutta e verdura di <strong>stagione</strong> che non consumano energia per la conservazione.<br />
 3) Ridurre le<strong> intermediazioni</strong> fino a fare acquisti direttamente dal produttore per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti.<br />
 4) Privilegiare i <strong>prodotti sfusi </strong>che non consumano imballaggi.<br />
 5) Acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di <strong>imballaggi</strong> per quantita&#8217; di cibo consumato.<br />
 6) Fare acquisti di <strong>gruppo</strong> (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa.<br />
 7) <strong>Riutilizzare</strong> le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica.<br />
 8) <strong>Ottimizzare</strong> l&#8217;energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto.<br />
 9) Evitare di servire a tavola con piatti e bicchieri di <strong>plastica</strong> che consumano energia e inquinano l&#8217;ambiente.<br />
 10) Fare la <strong>raccolta differenziata</strong> per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img title="Proprietà Terapeutiche dellArgilla" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Proprietà Terapeutiche dellArgilla" /></p>
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<p><strong>E le Antiche Fornaci Giorgi che fanno?</strong></p>
<p>1) <span style="color: #99cc00;">OK!</span> Infatti noi ci meravigliamo di come i cittadini ciociari preferiscano acquistare i mattoni cinesi che vendono le varie rivendite di materiale edile. E sono anche più brutti!<br />
 2) <span style="color: #99cc00;">OK!</span> Infatti cerchiamo di coltivare le cave di argilla ormai esauste ed i terreni aziendali. E comunque anche noi ci muoviamo secondo il susseguirsi delle stagioni.<br />
 3) <span style="color: #99cc00;">OK!</span> Infatti i clienti come te vengono direttamente alla fonte, così ti facciamo spendere il meno possibile.<br />
 4) <span style="color: #99cc00;">OK! </span>Infatti noi evitiamo eccessivo packaging e branding, così ti facciamo spendere il meno possibile.<br />
 5) <span style="color: #99cc00;">OK!</span> Infatti noi consigliamo sempre di fare tutte le modifiche alla propria casa in una volta sola, si spende meno sul totale!<br />
 6) <span style="color: #99cc00;"><span style="color: #99cc00;">OK!</span> </span>Infatti noi cerchiamo di distribuire i trasporti in modo da dividere le spese tra i vari clienti.<br />
 7) <span style="color: #ff0000;">mmm&#8230;</span> purtroppo noi usiamo ancora il cellophane. Vediamo cosa riusciamo a fare. Hai consigli?<br />
 8) <span style="color: #99cc00;">OK! </span>Infatti tante delle fasi lavorative le lasciamo svolgere ad agenti atmosferici come pioggia, sole e vento. Fanno il lavoro al posto nostro facendoci risparmiare energia e tenendo basso il prezzo del mattone.<br />
 9) <span style="color: #ff0000;">mmm&#8230;</span> purtroppo anche noi usiamo tante confezioni non biodegradabili, a tavola, in ufficio e nelle officine. Idee?<br />
 10) <span style="color: #339966;">SI!</span> Infatti noi riutilizziamo anche tutti i materiali di scarto che produciamo, come le pietre di tufo, i cocci dei mattoni, i pallets rotti e le sterpaglie.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hai appena vinto diecimila euro in mattoni fatti a mano? Pesce d&#8217;Aprile!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 07:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un inverno passato a manovrare su terreni argillosi, con pioggia battente, frane, alberi caduti ed una media di 2 gradi, la primavera è finalmente arrivata. Il morale dopo tutte queste avventure non è proprio altissimo, ma una sana risata può aiutare a far funzionare meglio le cose.
Ho organizzato allora il Pesce d&#8217;Aprile 2010, ponendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un inverno passato a manovrare su terreni argillosi, con pioggia battente, frane, alberi caduti ed una media di 2 gradi, la primavera è finalmente arrivata. Il morale dopo tutte queste avventure non è proprio altissimo, ma una sana risata può aiutare a far funzionare meglio le cose.</p>
<p>Ho organizzato allora il Pesce d&#8217;Aprile 2010, ponendo particolare attenzione alle distanze dal periodo di Quaresima e dalle elezioni politiche, e mi scuso fin d&#8217;ora se ho urtato la sensibilità di qualcuno (le persone che ho sentito al telefono erano tutte piuttosto divertite, ma mi preoccupo per quelli che <em>non</em> ho sentito). Potete <a title="pesce d'aprile 2010" href="http://www.antichefornaci.it/files/pubbli_riddle_aprile_quotidiano_inchiostro.jpg" target="_blank">trovare la stampa qui</a>, e presto i &#8220;fortunati&#8221; riceveranno un nostro regalo.</p>
<p>Dalle più di quattrocento persone che hanno risposto alla sfida (426 per l&#8217;esattezza) quest&#8217;oggi ho appreso qualcosa: la crisi economica è tra le preoccupazioni di padri e madri di famiglia, ma <em>la speranza è palpabile</em>.</p>
<p>Le nostre fornaci sono sopravvissute a due Rivoluzioni Industriali, all&#8217;unità d&#8217;Italia, a due Guerre Mondiali, e dovremmo demoralizzarci per l&#8217;ennesima crisi economica? Nelle pagine più buie in molti si sono rimboccati le maniche, non disprezzando il lavoro manuale, e nessuno è mai morto di fame nè nella nostra famiglia, nè in quelle degli operai. E soprattutto non si è mai deciso di chiudere.</p>
<p>Credo che la ricetta per lavorare serenamente &#8211; anche se si stringono i denti &#8211; sia proprio una bella risata, ben mescolata con idee fresche. In fin dei conti cosa contraddistingue lo stile italiano? Il saper pensare lateralmente, fuori dalla scatola. Alcuni concetti potranno anche risultare bislacchi, ma solo con nuovi prodotti dell&#8217;ingegno possiamo raccogliere le sfide che ormai provengono da tutto il globo.</p>
<p>Nel campo delle idee, ogni popolo troverà soluzioni necessariamente costruite sul proprio bagaglio; e lo stile europeo è facilmente distinguibile da quello americano, da quello orientale e così via. Questi diversi modi di fare non devono essere messi in contrapposizione, devono essere sfruttati.</p>
<p>A questo proposito, <strong>la parola crisi in cinese è composta di due caratteri: uno rappresenta il pericolo e l&#8217;altro rappresenta l&#8217;opportunità.</strong><br />
 Invito quindi chiunque a cogliere la metà buona di questa crisi: l&#8217;opportunità di organizzarsi meglio, di testare i propri limiti, di inventare nuove strade sempre nel rispetto della legalità. E di non pensare al pericolo di fallire, che è una costante di chi fa impresa. <strong>Altrimenti non si chiamerebbe &#8220;impresa&#8221;!</strong></p>
<p>Con i migliori auguri di Buona Pasqua,<em></em></p>
<p style="text-align: right;">Marco Infussi<em><br />
 Antiche Fornaci Giorgi</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Proprietà Terapeutiche dell&#8217;Argilla</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/proprieta-terapeutiche-argilla/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/blog/proprieta-terapeutiche-argilla/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1928, il prof. Laborde, docente alla Facoltà di Farmacia di Strasburgo, dichiarò: «La terra curativa, presa regolarmente o periodicamente, è il dono che purifica, vivifica, compensa e risana, proprietà essenziali della natura. È un potente dinamogeno che ristabilisce un equilibrio stabile risvegliando l’attività delle ghiandole».
Prendendo le dovute distanze dalla poesia, possiamo tranquillamente affermare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1928, il prof. Laborde, docente alla Facoltà di Farmacia di Strasburgo, dichiarò: «<em>La terra curativa, presa regolarmente o periodicamente, è il dono che purifica, vivifica, compensa e risana, proprietà essenziali della natura. È un potente dinamogeno che ristabilisce un equilibrio stabile risvegliando l’attività delle ghiandole</em>».</p>
<p>Prendendo le dovute distanze dalla poesia, possiamo tranquillamente affermare che l&#8217;argilla &#8211; come molti altri rimedi naturali &#8211; possiede alcune proprietà benefiche dovute all’interazione delle varie sostanze di cui è composta.</p>
<p><strong>Antisettica e battericida</strong>: l’argilla curativa è un complesso completamente sterile in grado di contrastare l’attività dei batteri creando un ambiente ostile alla loro crescita senza recare alcun danno all’organismo umano.<br />
 L’argilla aiuta ad eliminare i parassiti intestinali e a ristabilire il giusto equilibrio della flora microbica compromesso da enteriti, coliti, colibacillosi.</p>
<p><strong>Antitossica</strong>: l’argilla è un efficace rimedio contro avvelenamenti da sostanze tossiche; la sua caratteristica assorbente facilita l’espulsione di veleni dall’organismo. Nel corso di vari esperimenti è stato dimostrato che mentre una quantità minima di una soluzione di stricnina somministrata ad alcuni topi ne causa la morte in pochi minuti, la stessa dose somministrata aggiungendo argilla fa sopportare agli animali il veleno senza inconvenienti.</p>
<p><strong>Assorbente</strong>: il suo potere assorbente può variare dal 20 sino al 50% del suo peso. L’argilla è in grado di assorbire enormi quantità di liquidi, ma anche di gas, proprietà che viene sfruttata in molte applicazioni curative, soprattutto in caso di intossicazioni intestinali e problemi dermatologici.</p>
<p><strong>Cicatrizzante</strong>: le sue qualità basiche (a pH quasi neutro) esercitano un’influenza come biocatalizzatore dell’organismo, favorendo l’insieme di reazioni chimiche necessarie alla coagulazione del sangue ed alla rigenerazione della pelle. Questa proprietà dell’argilla viene sfruttata sia per curare ferite esterne sia per curare l’ulcera gastroduodenale.<br />
 <strong><br />
 Energizzante</strong>: l’argilla contiene vari minerali e oligoelementi che vengono ceduti all’organismo attraverso le membrane delle cellule del corpo. Questa proprietà spiega perché essa ha un’azione particolarmente efficace nei disturbi articolari, in caso di fratture, nelle anemie e in tutti i casi di demineralizzazione.</p>
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<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Proprietà Terapeutiche dellArgilla"  title="Proprietà Terapeutiche dellArgilla" /></p>
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<h3><strong>Utilizzo interno</strong></h3>
<p><strong>Bevanda diluita in acqua.</strong> È assolutamente necessario utilizzare acqua di fonte che non sia trattata con il cloro o almeno acqua oligominerale. Dopo aver messo un cucchiaino di argilla (fino a tre come dose massima) in un bicchiere di vetro si mescola l’acqua con un bastoncino di legno (non vanno comunque usati strumenti di metallo), si copre con una garza e si lascia riposare il composto, meglio se al sole, per almeno 10-12 ore prima di berlo.<br />
 Il mattino successivo si berrà solo l’acqua surnatante lasciando il deposito sul fondo del bicchiere.<br />
 L’argilla deve essere assunta sempre lontano dai pasti, preferibilmente di mattina, per circa un mese, facendo poi una pausa per una decina di giorni, quindi ripetendo ancora per un mese l’assunzione di acqua argillosa. Questo schema si può ripetere due o tre volte durante l’anno. L’argilla diluita in acqua depura il sangue e tutto l’organismo, neutralizza le tossine e apporta alle cellule elementi indispensabili alla loro vitalità e alla loro difesa: silicio, alluminio, ferro, calcio, sodio, potassio, magnesio e altri elementi chimici.<br />
 IL pH della sospensione acquosa, inoltre, è vicino alla neutralità, né troppo acido né troppo basico, per cui essa possiede un’interessante attività tamponante antiacida che la rende particolarmente utile in caso di iperacidità gastrica o di ulcere.</p>
<p><strong>Compresse.</strong> Per preparare una compressa bisogna formare una piccola pallina con una miscela di argilla ottenuta con 2 parti di argilla e 2 parti di acqua. Dopo l’essiccazione al sole, le compresse si ingeriscono con un po’ di acqua nelle dosi e per la durata consigliata dal terapeuta. Sono utili soprattutto nell’acidità di stomaco, aerofagia e coliti.</p>
<p><strong>Pillole e bastoncini.</strong> È un metodo di assunzione attualmente usato solo in India, America del Sud e Cina dove, già anticamente, si faceva essiccare l’argilla più pura in pillole o bastoncini.<br />
 Nella medicina tibetana si usa preparare le pillole aggiungendo “sostanze benedette” e recitando mantra; a volte si confezionano dei bonbon di argilla con essenze aromatiche o decotti di piante.<br />
 Si consiglia di succhiare piccoli pezzi d’argilla in caso di gengiviti, stomatiti, piorrea alveolare, angine, raffreddori.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Proprietà Terapeutiche dellArgilla"  title="Proprietà Terapeutiche dellArgilla" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3><strong>Come si utilizza l&#8217;argilla presso terme e centri benessere</strong></h3>
<p>Negli impasti argillosi preparati presso strutture termali, sono spesso aggiunti estratti vegetali ed oli essenziali che rendono più piacevole l&#8217;applicazione ed in alcuni casi ne amplificano l’efficacia.</p>
<p><strong>Il cataplasma di argilla</strong> è utile nella cura di manifestazioni artrosiche, distorsioni, slogature, contusioni: consiste nell’applicare sul corpo la pasta di argilla e acqua distesa su un telo di stoffa.<br />
 Se non viene altrimenti indicato, il cataplasma deve essere a temperatura ambiente; dove è indicato il cataplasma caldo, l’argilla va scaldata a bagnomaria. Per non suscitare una reazione di fastidio, va applicato gradualmente, appoggiandone prima un angolo sulla pelle e proseguendo lentamente finché l’organismo si abitua alla temperatura. Deve essere fissato con bendaggi in modo che non si sposti, ma anche senza stringere e deve essere lasciato riposare dai 30 minuti ad un massimo di 2 ore. Quando è il momento di toglierlo si lava la parte con acqua fredda o tiepida con una spugna.<strong> </strong></p>
<p><strong>L’impiastro</strong>, miscela di argilla e acqua con consistenza molle, è applicato direttamente sulla parte del corpo da trattare in uno strato di circa mezzo centimetro. Trascorso il tempo necessario, che può variare da 2-3 ore fino all’essiccamento, si rimuove l’impiastro facendo uso di un cucchiaio o di una spatola di legno e si lava la parte con una spugnetta inumidita con acqua tiepida. L’impiastro è molto efficace nelle affezioni dell’apparato digerente e dermatologiche (ulcere, dissenterie, coliti, enteriti, piaghe, dermatiti).</p>
<p><strong>Per bagni parziali o totali </strong>si sceglie un’argilla verde macinata fine o grossa da stendere sul fondo di una bacinella (tre-quattro manciate di argilla equivalenti a circa 80-100 grammi) che sarà riempita di acqua calda con il 5% di sale marino integrale, mescolando sino a quando l’argilla sarà sciolta e in sospensione. Questa preparazione può essere utilizzata anche per gargarismi, lavaggi vaginali, clisteri, pediluvi e maniluvi. Per un bagno totale versare in una vasca colma di acqua tiepida 1/2 chilo di argilla e, eventualmente, 10 gocce d’olio essenziale di lavanda, mescolare e immergersi per 15 minuti, eseguendo movimenti con gambe e braccia. Ci si sciacqua, quindi, con acqua tiepida e ci si corica a letto ben coperti per circa un’ora.</p>
<p><strong>Frizioni</strong>: per prepararle è sufficiente ottenere una poltiglia molto liquida di argilla fine in polvere nella quale s’immergerà un pezzo di tela, da far sgocciolare prima di applicarlo sulla parte da trattare. Le frizioni sono utili in caso di piaghe e ferite e in caso di dolori reumatici e artrosici.</p>
<p><strong>Maschere</strong>: versare in una ciotola un bicchiere di argilla a grana fine, mezzo bicchiere di acqua ed un cucchiaio di yogurt. Mescolare fino a ottenere un composto omogeneo da spalmare sul viso e sul collo. Lasciare in posa 15 minuti e risciacquare con acqua tiepida.<br />
 La maschera, uno dei trattamenti cosmetici e terapeutici più utilizzati, si comporta come una potente carta assorbente che toglie le tossine dell’epidermide e contemporaneamente cede sostanze minerali, elementi rivitalizzanti ed energetici. L’azione meccanica superficiale che si esplica durante l’asportazione della maschera stessa, inoltre, consente l’eliminazione delle lamelle cornee superficiali (il moderno <em>scrub</em>) e rende la pelle più chiara, sgrassata e pulita.</p>
<p><strong>Polverizzazione</strong>: si usa l’argilla fine e polverizzata come un talco da applicare direttamente sulla parte interessata. Essa presenta un’efficace azione antisettica e cicatrizzante utile contro gli eritemi, i pruriti, il sudore, gli arrossamenti, le screpolature della pelle, le piccole ferite e contro l’eccessiva sudorazione dei piedi.</p>
<p><strong>Unguenti</strong>: aggiungendo olio extravergine di oliva (oleoliti, olio di mandorle o di jojoba), miele, burro o glicerina alla polvere di argilla fine è possibile ottenere unguenti per uso terapeutico per medicare escoriazioni, geloni, rossori, ulcere e dermatiti in generale. Si adopera un tovagliolo o un pezzo di tela e si spalma l’unguento sulla parte da trattare.</p>
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<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Proprietà Terapeutiche dellArgilla"  title="Proprietà Terapeutiche dellArgilla" /></p>
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<h3><strong>Ed ecco i rimedi della nonna!</strong></h3>
<p><strong>Nel bagno in vasca</strong>: da 300 a 500 grammi d’argilla verde fine disciolti nell’acqua calda rendono la pelle morbida e liscia.</p>
<p><strong>Maschera levigante per il viso:</strong> adatta a tutti i tipi di pelle eccetto quelle particolarmente fragili.<br />
 Diluite due cucchiai di argilla con un po’ di acqua in modo da ottenere una pasta che si stenda facilmente senza gocciolare. Applicatela sulla pelle pulita, in modo generoso, evitando il contorno occhi. Bagnate con dell’acqua tiepida non appena sentite tirare un po’ la pelle, per via dell’argilla che secca. Le pelli sensibili possono giovare di questa ricetta sostituendo l’argilla verde con quella bianca o rossa.</p>
<p><strong>Maschera anti-sebo per i capelli</strong>: adatta soprattutto a capelli grassi.<br />
 La maschera all’argilla applicata sul cuoio cappelluto è utile per togliere l’eccesso di sebo. Apporta inoltre oligominerali ai capelli. Lasciatela agire 15 minuti e risciacquate abbondantemente.</p>
<p><strong>Maschera nutriente per le mani</strong>: mescolate quattro cucchiai d’argilla verde con un cucchiaio di olio di mandorla dolce ed acqua minerale per ottenere un impasto morbido e untuoso. Applicatelo sulle mani, lasciatelo agire 10 minuti e risciacquatelo con acqua tiepida.</p>
<p><strong>Impacco anti-brufolo</strong>: applicate sulla pelle irritata l’argilla verde, mischiata con acqua. Ripetete questo gesto ogni sera, lasciano in posa l’impasto per 5 minuti.</p>
<p><strong>Contro i cattivi odori del frigorifero</strong>: mettete un po’ di argilla verde in una ciotola e collocatela nel frigo. Assorbirà i cattivi odori. Cambiatela una volta alla settimana.</p>
<p><strong>Disinfettante per la casa</strong>: per il bucato o i pavimenti, preparate un litro d’acqua in cui avete versato un pugno di argilla verde in polvere. Fatela sciogliere – si depositerà sul fondo e l’acqua diventerà limpida – potete usare l’acqua come disinfettante, ovviamente senza scuotere il contenitore.</p>
<p><strong>Per le piante</strong>: versate 4 cucchiai d’argilla in due litri di acqua e usatela per innaffiare le piante. Donerà foglie verdi e brillanti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<blockquote><p><span style="color: #339966;"><br class="spacer_" /></span></p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Precauzioni di Utilizzo e Tossicità.</strong> Anche se da un punto di vista strettamente tossicologico non sono noti effetti nocivi dell’argilla sulla salute dell’uomo, data la delicatezza del prodotto, si rammenta di seguire molto scrupolosamente le indicazioni del medico di fiducia o del naturopata.<br />
 Bisognerà, innanzitutto, verificare la personale compatibilità con l’argilla che si intende usare: può accadere, infatti, che l’attività di una determinata argilla sia talvolta eccessiva per una persona particolarmente sensibile, provocando reazioni allergiche o crisi di stanchezza.</span></p>
<p><span style="color: #339966;">Per uso esterno è bene iniziare con applicazioni di breve durata, soprattutto se è la prima volta che si ricorre all’argilla. Se si prova una sensazione di eccessivo calore o di freddo la cura va sospesa.<br />
 È raccomandabile non applicare il prodotto argilloso sul petto, la pancia o i reni durante il periodo della digestione, né in concomitanza con le mestruazioni.</span></p>
<p><span style="color: #339966;">L’argilla per uso interno può dare stitichezza; durante la cura si deve avere l’avvertenza di ridurre il consumo dei grassi. I grassi, infatti, tendono a indurire l’argilla, creando palline che possono intasare le anse dell’intestino.</span></p>
<p><span style="color: #339966;">Chi avverte un senso di nausea nel bere l’acqua argillosa può correggerne il gusto con qualche goccia di limone o miele.</span></p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Nota:</strong> per lavorare l&#8217;argilla sono consigliabili una spatola in legno e recipienti in vetro o terracotta, mai di metallo.<br />
 <strong>Nota bis</strong>: l’argilla preparata con acqua salata (sale marino integrale) e priva di cloro accresce la sua efficacia terapeutica.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
</blockquote>
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		<title>Dettaglio profili delle cornici</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finiture e Decorazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dettaglio profili delle cornici e rispettivi componenti angolari
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dettaglio profili delle cornici e rispettivi componenti angolari</p>
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		<title>Offerte Speciali</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa pagina Antiche Fornaci Giorgi presenta offerte speciali per Mattoni antichi e di recupero, Rimanenze di magazzino, Articoli non più in produzione come alcuni tipi di ceramiche smaltate. Possiamo suddividere i vari lotti con la seguente classificazione:
- Mattoni antichi e di recupero [ A ] : coppi e tegole antichi, pavimenti di recupero, marsigliesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa pagina Antiche Fornaci Giorgi presenta offerte speciali per <em>Mattoni antichi e di recupero</em>, <em>Rimanenze di magazzino</em>, <em>Articoli non più in produzione</em> come alcuni tipi di ceramiche smaltate. Possiamo suddividere i vari lotti con la seguente classificazione:</p>
<p>- <strong>Mattoni antichi e di recupero <sup>[ A ]</sup></strong> : coppi e tegole antichi, pavimenti di recupero, marsigliesi usate, bancali di mattoni misti, rifili da taglio.</p>
<p>- <strong>Rimanenze di magazzino <sup>[ B ]</sup></strong> : per ovviare a qualsiasi imprevisto, si realizzano sempre un numero maggiore di pezzi rispetto a quelli necessari per un dato cliente; nonostante questo surplus sia costituito da prodotti di grande qualità, spesso consiste in piccole superfici: è allora necessario smaltirlo perchè occupa spazio e crea confusione in magazzino.</p>
<p>- <strong>Ceramica Smaltata: Articoli non più in produzione <sup>[ C ]</sup></strong> : le politiche economiche globali, con particolare riferimento al mercato del lavoro nei paesi sottosviluppati, fanno si che alcuni prodotti Made in Italy non siano più competitivi neanche sul mercato nazionale; questo ha costretto le Antiche Fornaci Giorgi a produrre ceramiche fatte a mano e smaltate a mano solo su ordinazione.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Offerte Speciali"  title="Offerte Speciali" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Avvertenza: Escludendo ovviamente la categoria A, si fa presente che i prodotti sono nuovi, in perfetto stato, di prima scelta.</strong></span><br />
 Non è in alcun modo merce fallata, deteriorata, di scarto.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Offerte Speciali"  title="Offerte Speciali" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h2>Categoria A</h2>
<p><strong>- 50.000 pz coppi fatti a mano antichi scelti</strong><br />
 colorazione tipica cangiante<br />
 per tetto ex-novo dall&#8217;aspetto antico oppure per integrare tetti preesistenti in edifici storici<br />
 in pallets da 420 pezzi, solo pezzi integri<br />
 formato: 38 / 40 / 42 cm<br />
 prezzo: a richiesta</p>
<p><strong>- 3.000 pz tegole fatte a mano antiche scelte</strong><br />
 colorazione tipica cangiante<br />
 per tetto ex-novo dall&#8217;aspetto antico oppure per integrare tetti preesistenti in edifici storici<br />
 in pallets da 300 pezzi, solo pezzi integri<br />
 formato: 38 / 40 / 42 cm<br />
 prezzo: a richiesta</p>
<p><strong>- 180mq marsigliesi usate</strong><br />
 colorazione tipica cangiante<br />
 trafilate a macchina, incastro speciale Fornace Pesci<br />
 per tetto ex-novo oppure per integrare tetti preesistenti a marsigliesi<br />
 formato: 40 cm<br />
 prezzo: a richiesta</p>
<p><strong>- Bancali mattoni antichi misti fatti a mano rettangolari</strong><br />
 per la realizzazione di muri a pietra con inserti in mattone<br />
 formati: vari formati<br />
 prezzo: a richiesta</p>
<p><strong>- Bancali mattoni antichi misti fatti a mano quadrati</strong><br />
 per la realizzazione di muri a pietra con inserti in mattone<br />
 formati: vari formati<br />
 prezzo: a richiesta</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Offerte Speciali"  title="Offerte Speciali" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h2>Categoria B</h2>
<p><strong>- 130mq mattone pavimento</strong><br />
 rettificato e levigato<br />
 formato: 40&#215;40x3<br />
 prezzo: 3.500€</p>
<p><strong>- 85mq mattone pavimento</strong><br />
 rettificato e levigato<br />
 formato: 40&#215;40x2<br />
 prezzo: 2.210€</p>
<p><strong>- 25mq mattone pavimento</strong><br />
 rettificato e levigato<br />
 formato: 30&#215;30x2<br />
 prezzo: 500€</p>
<p><strong>- 80mq tavelle sottotetto Briziarelli</strong><br />
 trafilate a macchina, maschiettate<br />
 formato: 20&#215;60x3<br />
 prezzo: da catalogo ingrosso</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Offerte Speciali"  title="Offerte Speciali" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h2>Categoria C &#8211; Ceramica Smaltata</h2>
<p><strong>- 7mq mattonelle smaltate a mano</strong><br />
 colore bianco antico craquele lucido<br />
 formato: 14&#215;14x1.5<br />
 prezzo: €350</p>
<p><strong>- 4mq mattonelle smaltate a mano</strong><br />
 colore smeraldo lucido<br />
 formato: 14&#215;14x1.5<br />
 prezzo: €200</p>
<p><strong>- 20.000 pz mattonelle smaltate a mano</strong><br />
 colore bianco antico, bianco vietri, bianco azzurrato<br />
 formato: 14&#215;28x2<br />
 prezzo: richiedere preventivo</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Curioso Caso del Conflitto Angolare nell&#8217;Ordine Dorico</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/il-curioso-caso-del-conflitto-angolare-nellordine-dorico/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/blog/il-curioso-caso-del-conflitto-angolare-nellordine-dorico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 19:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante non mi trovi quotidianamente a ragionare su come terminare un colonnato, in particolare poi con decorazioni di tipo dorico, mi son posto il problema. Cercando cercando allora, scopro che se ne discute da un bel po&#8217; di tempo&#8230;
Il cosiddetto &#8220;problema dei triglifi d&#8217;angolo&#8221; (o &#8220;conflitto angolare dell&#8217;ordine dorico&#8220;) è una questione architettonica la cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="border: 5px solid white; float: right;" title="cinque soluzioni al conflitto angolare dorico" src="http://www.antichefornaci.it/images/conflitto_angolare_dorico.gif" alt="conflitto angolare dorico" width="257" height="749" /><em><strong>Nonostante non mi trovi quotidianamente a ragionare su come terminare un colonnato, in particolare poi con decorazioni di tipo dorico, mi son posto il problema. Cercando cercando allora, scopro che se ne discute da un bel po&#8217; di tempo&#8230;</strong></em></p>
<p>Il cosiddetto &#8220;<strong>problema dei triglifi d&#8217;angolo</strong>&#8221; (o &#8220;<strong>conflitto angolare dell&#8217;ordine dorico</strong>&#8220;) è una questione architettonica la cui soluzione assillò gli architetti greci tra il VII e il VI secolo a.C.</p>
<p>Nei templi di ordine dorico, al di sopra del colonnato che circonda la cella (<em>peristasi</em>), si trova una trabeazione il cui fregio risulta composto da triglifi e metope in successione alternata: i primi, decorati da quattro scanalature verticali (due centrali e due laterali larghe metà delle centrali) al di sotto di un listello orizzontale, rappresentano le testate delle travi di copertura e sporgono leggermente, mentre le metope, ornate da motivi decorativi vegetali o figurati, dipinti o scolpiti a rilievo, rappresentavano negli arcaici templi lignei le lastre, leggermente rientranti, che chiudevano gli spazi vuoti tra una trave e l&#8217;altra.</p>
<p>A causa della loro origine i triglifi erano disposti in partenza sull&#8217;asse di ciascuna delle colonne; contemporaneamente si riteneva necessario che in corrispondenza dell&#8217;angolo il fregio terminasse con un triglifo, e non con parte di una metopa, che veniva ritenuta un elemento visivamente più debole.</p>
<p>Nel corso della storia dell&#8217;architettura greca furono elaborate diverse soluzioni a questo conflitto.</p>
<p><strong>Soluzione arcaica </strong>(II in figura): inizialmente il triglifo terminale del fregio, disposto sopra le colonne angolari, venne spostato verso l&#8217;esterno rispetto alla sua posizione teorica, comportando una maggiore larghezza dell&#8217;ultima metopa ad esso adiacente: le metope non presentavano pertanto tutte la medesima larghezza e questa disuguaglianza, piuttosto visibile, risultava esteticamente poco accettabile. Di conseguenza si giunse alla soluzione di allargare anche la metopa precedente, in modo che la differenza di dimensioni, necessaria per spostare il triglifo, fosse gradualmente distribuito (circa 5 cm per metopa) e risultasse meno evidente.</p>
<p><strong>Soluzione classica</strong> (IV in figura): veniva avvicinata la colonna d&#8217;angolo a quella adiacente: riducendo infatti la larghezza dell&#8217;ultimo intercolumnio (spazio tra due colonne), veniva ridotta anche la lunghezza complessiva del fregio e di conseguenza il triglifo concludeva il fregio in corrispondenza dell&#8217;angolo, senza che fosse necessario l&#8217;allargamento delle metope (contrazione semplice); nei templi più sofisticati l&#8217;avvicinamento veniva gradualmente sfumato da correzioni anche nell&#8217;intercolumnio precedente (contrazione doppia). Questa soluzione, a cui si potevano aggiungere altre correzioni ottiche, come il rafforzamento delle colonne angolari, realizzate con un diametro leggermente maggiore delle altre, o una loro leggera inclinazione verso l&#8217;interno, sottolineava i lati della facciata e le conferiva una maggiore compattezza.</p>
<p>Talvolta i due metodi erano fusi con sottili variazioni.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><strong>In figura:<br />
 a</strong> legno<br />
 <strong>b</strong> arcaico<br />
 <strong>c</strong> triglifo d&#8217;angolo allargato<br />
 <strong>d</strong> dorico classico<br />
 <strong>e</strong> dorico romano</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><strong>Bibliografia</strong><br />
 * W. Müller e G. Vogel. Atlante di architettura, Hoepli, Milano 1992<br />
 * Giorgio Rocco, Guida allo studio degli ordini architettonici antichi, I. Il dorico, Liguori, Napoli 1994<br />
 * David Watkin, Storia dell&#8217;architettura occidentale, Zanichelli, Bologna 1999.<br />
 * E. Lippolis, M. Livadiotti, G. Rocco, Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo, Bruno Mondadori, Milano 2007</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Riepilogo Formati</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/riepilogo-formati/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/riepilogo-formati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 17:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antichefornaci.it/?p=74</guid>
		<description><![CDATA[Lista dei pezzi disponibili divisi per forme (quadrati, rettangoli, poligoni, curve, listelli, gradini, battiscopa, copertine, cornici, coppi, tegole, forme speciali).
Questo riepilogo fornisce una visione d&#8217;insieme dei formati, senza ulteriori informazioni. Se si è indecisi sulla funzione dei pezzi o su come utilizzarli, consultare il catalogo diviso per tipologia di utilizzo, che contiene invece numerosi suggerimenti.

Riportiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/riepilogo-formati/">Lista dei pezzi disponibili divisi per forme</a> (quadrati, rettangoli, poligoni, curve, listelli, gradini, battiscopa, copertine, cornici, coppi, tegole, forme speciali).</p>
<p>Questo riepilogo fornisce una visione d&#8217;insieme dei formati, senza ulteriori informazioni. Se si è indecisi sulla funzione dei pezzi o su come utilizzarli, consultare il <a href="http://www.antichefornaci.it/category/catalogo-prodotti/">catalogo diviso per tipologia di utilizzo</a>, che contiene invece numerosi suggerimenti.</p>
<hr />
<p><strong>Riportiamo qui solo i formati standard, contrassegnando con un asterisco rosso <span style="color: #b70000;">*</span> le forme di maggiore difficoltà realizzativa.</strong> E&#8217; tuttavia disponibile su richiesta qualsiasi forma / formato / spessore, previa approvazione tecnica.<br />
 Per tradizione, alcuni formati sono affiancati al loro nome gergale.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Quadrato<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/quadrato.jpg" alt="quadrato Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em></p>
<p>10 x 10        pz/mq: 100      <em>tozzetto</em><br />
 11 x 11        pz/mq: 83<br />
 12 x 12        pz/mq: 70<br />
 13 x 13        pz/mq: 60<br />
 14 x 14        pz/mq: 51        <em>quadrotto</em><br />
 15 x 15        pz/mq: 45<br />
 20 x 20        pz/mq: 25<br />
 22 x 22        pz/mq: 21        <em>quadro</em><br />
 25 x 25        pz/mq: 16<br />
 30 x 30        pz/mq: 12<br />
 40 x 40        pz/mq: 7<br />
 50 x 50        pz/mq: 4 <span style="color: #b70000;">*</span><br />
 60 x 60        pz/mq: 3 <span style="color: #b70000;">*</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Rettangolo<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/rettangolo.jpg" alt="rettangolo Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em></p>
<p>2 x 28          pz/mq: 200      <em>matita</em><br />
 3 x 28          pz/mq: 110      <em>imbotto di porte e finestre</em><br />
 5 x 25          pz/mq: 80<br />
 5 x 28          pz/mq: 70        <em>listellino</em><br />
 7 x 25          pz/mq: 57<br />
 7 x 28          pz/mq: 51        <em>listello</em><br />
 7 x 30          pz/mq: 47<br />
 10 x 20        pz/mq: 50<br />
 12 x 25        pz/mq: 34<br />
 13 x 26        pz/mq: 30<br />
 14 x 28        pz/mq: 26        <em>zoccolo</em><br />
 15 x 30        pz/mq: 22        <em>tavellina</em><br />
 16 x 32        pz/mq: 20<br />
 17 x 34        pz/mq: 17<br />
 18 x 36        pz/mq: 16        <em>vaticano</em><br />
 20 x 40        pz/mq: 13        <em>tavella</em><br />
 20 x 50        pz/mq: 10        <em>tavellone</em><br />
 20 x 60        pz/mq: 8 <span style="color: #b70000;">*</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Rombo<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/rombobis.jpg" alt="rombobis Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x c x spessore</em></p>
<p>5.5       pz/mq: 110       <em>francese</em><br />
 10.5     pz/mq: 110<br />
 13        pz/mq: 69         <em>nobile</em><br />
 18        pz/mq: 36</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Parallelogramma / Losanga Rettangolare<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/losangarettangolare.jpg" alt="losangarettangolare Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x c x spessore</em></p>
<p>6          pz/mq: 110<br />
 13        pz/mq: 69<br />
 18        pz/mq: 36</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Trapezio / Losanga Trapezoidale<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/losangatrapezoidale.jpg" alt="losangatrapezoidale Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x c x d x spessore</em></p>
<p>20        pz/mq: 10<br />
 40        pz/mq: 10</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Esagono<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/esagono.jpg" alt="esagono Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em></p>
<p>5.5       pz/mq: 115        <em>francese</em><br />
 9          pz/mq: 48<br />
 12        pz/mq: 35<br />
 13.5     pz/mq: 28<br />
 15        pz/mq: 19<br />
 18        pz/mq: 12<br />
 20        pz/mq: 10</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Losanga Esagonale<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/losangaesagonale.jpg" alt="losangaesagonale Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x c x spessore</em></p>
<p>10 x 25        pz/mq: 30<br />
 6.5 x 30       pz/mq: 44</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Ottagono<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/ottagono.jpg" alt="ottagono Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em></p>
<p>15        pz/mq: 11</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Curva<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/curva.jpg" alt="curva Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>diametro esterno &#8211; diametro interno &#8211; numero pezzi necessari per comporre un cerchio &#8211; a x b x c x spessore</em></p>
<p>25 12 12 12 12<br />
 30<br />
 40<br />
 60<br />
 80<br />
 100</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Listello / Elle <sup>L</sup><img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/listello_elle.jpg" alt="listello elle Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b ( x c <sup>L</sup>) x spessore</em></p>
<p>I listelli da rivestimento sono generalmente di sezione 3 x 3 o 3 x 2, ma possono esser tagliati a qualsiasi misura maggiore di 1 cm.<br />
 Sono ricavati dal taglio di mattoni rettangolari come:</p>
<p>5 x 25          pz/mq: 80<br />
 5 x 28          pz/mq: 70<br />
 7 x 25          pz/mq: 57<br />
 7 x 28          pz/mq: 51<br />
 7 x 30          pz/mq: 47</p>
<p>E&#8217; possibile ottenere un listello da rivestimento a forma di elle, tagliando mattoni rettangolari come:</p>
<p>7 x 28<br />
 14 x 28</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Gradino / Soglia<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/gradino.jpg" alt="gradino Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em></p>
<p><em>finale toroidale con piccolo incavo decorativo</em><br />
 <em>disponibili anche appositi angoli destro e sinistro</em></p>
<p>32 x 20<br />
 35 x 20<br />
 40 x 20</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Battiscopa<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/beccocivetta.jpg" alt="beccocivetta Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em><br />
 <em>finale a becco di civetta con piccolo incavo decorativo</em><br />
 <em>angolo ricavabile smussando a 45° il bordo &#8220;b&#8221; del pezzo</em></p>
<p>25 x 7 x 2<br />
 25 x 17 x 2<br />
 38 x 7 x 2</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Bordo Toroidale<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/bordotoro.jpg" alt="bordotoro Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em><br />
 <em>finale toroidale con piccolo incavo decorativo</em><br />
 <em>angolo ricavabile tagliando a 45° il bordo &#8220;a&#8221; del pezzo</em></p>
<p>8 x 30 x 3<br />
 8 x 33 x 4        <em>con sottosquadro</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Copertina<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/copertina.jpg" alt="copertina Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em><br />
 <em>finale toroidale con piccolo incavo decorativo</em><br />
 <em>angolo ricavabile tagliando a 45° il bordo &#8220;a&#8221; del pezzo</em><br />
 <em>per coprire superfici curve viene diviso in appositi listelli (eventualmente strambati)</em><br />
 <em>disponibile anche apposita chiusura con tre bordi toroidali</em><br />
 <em>disponibile anche con singolo toro (vedi: gradino)</em></p>
<p>16 x 40<br />
 20 x 30<br />
 40 x 20</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Corrimano<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/corrimano.jpg" alt="corrimano Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em><br />
 <em>finale toroidale con una modanatura</em><br />
 <em>disponibili anche appositi angoli destro e sinistro</em></p>
<p>22 x 17 x 8 x 4<br />
 28 x 23 x 8 x 4<br />
 24.5 x 15.5 x 8 x 4        <em>con doppio toro</em><br />
 28 x 23 x 8 x 4        <em>blocco angolare 28 x 28 x 8</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Coprimuro<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/coprimuro.jpg" alt="coprimuro Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em><br />
 <em>finale toroidale con fascia copri incasso</em><br />
 <em>angolo ricavabile tagliando a 45° il bordo &#8220;b&#8221; del pezzo</em><br />
 <em>disponibile anche apposita chiusura con tre bordi toroidali (e fascia copri incasso su tre lati)</em></p>
<p>19 x 24.5 x 26 x 3.5</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Cornice / Capitello / Basamento<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/cornice.jpg" alt="cornice Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>disponibili in più di 30 forme differenti (vedi: <a href="http://www.antichefornaci.it/">lista dettagliata</a>)</em></p>
<p>9.5 x 6 x 4.5 x 20<br />
 9.5 x 6 x 4.5 x 20<br />
 9.5 x 6 x 4.5 x 20</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Zoccolo Barbacane<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/barbacane.jpg" alt="barbacane Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>disponibile anche appositi angoli destro e sinistro</em></p>
<p>24 x 17 x 12 x 5 x 4<br />
 24 x 17 x 12 x 5 x 4        <em>blocco angolare a tutto tondo 24 x 24 x 12</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Coppo<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/coppo.jpg" alt="coppo Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x spessore</em></p>
<p>18 x 12 x 9.5 x 1.0               pz/mq: 70        <em>coppetto</em><br />
 38 x 17 x 13.5 x 1.3             pz/mq: 10        <em>coppo classico</em><br />
 43 x 18 x 14.5 x 1.3             pz/ml: 2.5<br />
 51 x 25.5 x 21 x 1.7             pz/ml: 2.5        <em>colmo</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Tegola<img style="display:block; float:right;" src="http://www.antichefornaci.it/images/misure/tegola.jpg" alt="tegola Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></h1>
<p><em>a x b x c x spessore</em></p>
<p>11.5 x 17 x 9 x 1.7        pz/mq: 70        <em>tegolino</em><br />
 21 x 40 x 19 x 2<br />
 29 x 39 x 23 x 2            pz/mq: 10        <em>tegola alla romana</em><br />
 34 x 46 x 28.5 x 2<br />
 40 x 56 x 35 x 2<br />
 45 x 70 x 36 x 3</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Forme Speciali</h1>
<p><a>Dettaglio profili delle cornici e rispettivi componenti angolari</a><br />
 <a href="http://www.antichefornaci.it/category/catalogo-prodotti/pezzi-speciali/">Lista completa dei pezzi speciali</a><br />
 <a href="http://www.antichefornaci.it/category/catalogo-prodotti/">Catalogo di tutti i prodotti</a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Riepilogo Formati"  title="Riepilogo Formati" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1>Formati Strani per Davvero</h1>
<p>Segue una lista dei formati più strambi che ci siano mai capitati. Alcune delle forme qui elencate risalgono al Settecento e alle ultime decadi dell&#8217;Ottocento (ai tempi di Benedetto XIII o XIV, Pio IX (?) e X), altre recano quel che resta di una particolare marchiatura a fuoco con il simbolo papale (Giovanni XXIII e Paolo VI). Altre ancora sono irrimediabilmente tarlate. Ok: le rifacciamo nuove appena possibile!</p>
<p>8 x 35 x 3<br />
 8 x 50 x 2<br />
 8 x 57 x 5<br />
 10 x 15 x 5<br />
 11 x 25 x 5<br />
 15 x 100 x 3<br />
 20 x 50 x 4<br />
 25 x 125 x 3.5<br />
 26 x 28 x 3<br />
 35 x 35 x 2.5<br />
 35 x 120 x 4<br />
 47 x 47 x 5<br />
 50 x 140 x 5<br />
 58.5 x 58.5 x 5<br />
 68 x 78 x 4<br />
 33 x 21 x 4 con toro ad angolo<br />
 50 x 50 x 4 con toro ad angolo</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pavimenti a Disegno</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/pavimenti/pavimenti-a-disegno/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 11:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pavimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Possibili disegni per pavimentazioni.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Possibili disegni per pavimentazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/posa-in-opera-cotto-fatto-a-mano/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/posa-in-opera-cotto-fatto-a-mano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 06:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>

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		<description><![CDATA[Le fasi di esecuzione possono esser divise in posa in opera, riempimento delle fughe, lavaggio e finitura.
Ci occuperemo in questa pagina delle prime due.



Considerazioni preliminari
- Il sottofondo deve essere planare, e all&#8217;esterno prevedere un corretto drenaggio. Il ristagno di umidità può provocare efflorescenze ed al peggio sfaldamenti.
- Nelle pose in interni ed esterni con elevato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le fasi di esecuzione possono esser divise in posa in opera, riempimento delle fughe, <a href="http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/trattamento-cotto-fatto-a-mano/">lavaggio</a> e <a href="http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/trattamento-cotto-fatto-a-mano/">finitura</a>.<br />
Ci occuperemo in questa pagina delle prime due.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano"  title="Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Considerazioni preliminari</h3>
<p>- Il sottofondo deve essere planare, e all&#8217;esterno prevedere un corretto drenaggio. Il ristagno di umidità può provocare efflorescenze ed al peggio sfaldamenti.<br />
- Nelle pose in interni ed esterni con elevato potenziale di umidità di risalita è auspicabile prevedere l&#8217;isolamento del sottofondo con guaina.<br />
- Quando il piano è poco stabile va stesa una rete elettrosaldata che eviti movimenti e spaccature dovuti ad assestamenti del massetto.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano"  title="Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Le due facce del mattone</h3>
<p><strong>I pezzi prodotti da Antiche Fornaci Giorgi presentano due facce differenti: una ruvida</strong>, corrispondente al lato del pezzo che viene posato in terra ad asciugare; <strong>l&#8217;altra liscia</strong>, corrispondente al gesto di chiusura effettuato dall&#8217;artigiano del mattone: la <i>manata</i> funge da firma, e permette di rendere orizzontale la superficie del mattone, eliminando gli ultimi residui d&#8217;argilla dai bordi dello stampo prima dell&#8217;estrazione del pezzo.</p>
<p><strong>La superficie ruvida garantisce una maggiore aderenza, risultando di fatto antiscivolo</strong>. E&#8217; consigliata ad esempio come bordo piscina, essendo anche gradevole al tatto.<br />
<strong>La superficie liscia permette di ottenere un particolare effetto</strong>: un mattone posato dalla parte della <em>manata</em> &#8211; più che suggerire &#8211; afferma l&#8217;origine artigianale della pavimentazione. È poi possibile giocare con parti lisce / ruvide per ottenere effetti decorativi, o per staccare visivamente fasce, riquadri o cornici a pavimento.</p>
<p>Le dimensioni, tonalità e pesi descritti nel catalogo devono ritenersi indicativi e non vincolanti. Essendo mattoni fatti a mano, ciò implica che vadano lavorati con argilla molto umida: non è quindi possibile ottenere con impeccabile precisione date caratteristiche per via del ritiro.<br />
Spesso quindi alcuni mattoni su misura vanno lavorati sul posto dal Vostro posatore di fiducia.</p>
<p><strong>Si consiglia poi di miscelare i prodotti, attingendo da più pedane contemporaneamente, per ottenere un effetto cromatico più uniforme.</strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano"  title="Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Posa in opera</h3>
<p>Si consiglia una <strong>posa a malta</strong>, alla vecchia maniera detta <em>a toppa</em>:<br />
- Si stenda uno strato uniforme di malta di 3 cm (<i>caldana</i>, ovvero sottopavimento) rispettando le pendenze qualora si sia in esterno.<br />
- Si cosparga la superficie di un leggero strato di cemento in polvere, procedendo alla posa dei mattoni.<br />
- Eventualmente, si riempia lievemente con malta la parte centrale inferiore del mattone, in modo che lo stesso &#8220;affoghi&#8221; a contatto con lo strato di collante.<br />
- Per compensare eventuali variazioni dimensionali dovute alle oscillazioni termiche, si prevedano giunti di dilatazione ogni 8 metri lineari.<br />
- Si martelli lievemente il pavimento, per migliorare l&#8217;adesione e portare in piano pezzi eventualmente rimasti fuori squadro.<br />
- Si lasci asciugare.</p>
<p>Nella <strong>posa a colla,</strong> possibile con dovute accortezze, si stenda un unico strato di colla, posando i mattoni prima che lo strato si asciughi, creando un sottile film a contatto con l&#8217;aria. Estrema cura va posta nella battitura, perchè conservare la planarità risulta in questo caso più difficile. Tuttavia la posa con adesivi accorcia i tempi di realizzazione del pavimento rispetto alla malta tradizionale, poichè l&#8217;umidità contenuta nei collanti è decisamente inferiore.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano"  title="Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Boiaccatura, detta anche stuccatura o fugatura delle superfici</h3>
<p>Per sigillare i giunti si utilizzi malta di cemento e sabbia, oppure un sigillante sintetico.<br />
I giunti di dilatazione vanno lasciati liberi o colati con apposito collante.<br />
Per stuccare con cemento, si prepari un impasto di cemento grigio 325, sabbia ed acqua: 100 litri di sabbia silicea pura si mescolano con 70 kg di cemento.<br />
È possibile aggiungere all&#8217;impasto appositi coloranti, oppure sabbia rossa di mattone (alla vecchia maniera) per ottenere fughe colorate.</p>
<p>Dopo aver adeguatamente riempito i giunti, con le dita o con le apposite spazzole gommate, <strong>passare immediatamente una spugna umida</strong>, risciacquandola abbondantemente e ripetendo finchè la fuga non risulti pulita.<br />
Questo procedimento è fondamentale perchè permette di lasciar pulito il mattone, evitando antiestetici aloni o &#8211; ancor peggio &#8211; la necessità di scrostare residui di cemento prima del trattamento. A meno che non sia nelle mire del fruitore finale, Antiche Fornaci Giorgi consiglia di <strong>evitare di molare il mattone per rimuovere lo sporco: esistono per questo processo appositi acidi blandi</strong>.</p>
<p>Appena la malta lo permette, eventualmente <strong>stilettare singolarmente ogni fuga</strong>: il gesto consiste nel creare (con uno stiletto, un cacciavite, un dito) un piccolo incavo nella fuga tra un mattone e l&#8217;altro, che scopra lievemente le reali fattezze del mattone.<br />
<strong>Antiche Fornaci Giorgi consiglia di renderlo il più profondo possibile nel caso di rivestimenti a parete</strong>, perchè dona alla superficie una trama tridimensionale e disuniforme che sottolinea la natura artigianale del mattone fatto a mano, distinguendolo dai &#8211; purtroppo diffusi &#8211; pannelli prefabbricati con effetto mattone.<br />
La stilettatura è invece a discrezione del cliente per pavimentazioni a terra. Si ottengono ottimi risultati sia pareggiando la fuga con il mattone, sia scavandola.</p>
<p>Riguardo le dimensioni, si consiglia:<br />
- <strong>una fuga di 1 o 2 mm per copertura di superfici</strong> (es: pavimentazioni, tavelle sottotetto, copertine, bagni e cucine in muratura) ottenibile semplicemente accostando il più possibile i pezzi, già posati sul piano<br />
- <strong>una fuga di 3 mm o 5 mm per listelli da rivestimento</strong> (es: caminetti, imbotti di porte e finestre) poichè rappresenta la giusta proporzione con i listelli, generalmente alti 3 cm<br />
- <strong>una fuga di 7 mm o 1 cm solo per formati grandi (almeno 40&#215;40 cm) e qualora si voglia ottenere un effetto riquadrante, eventualmente con fuga colorata</strong></p>
<p>I prodotti Antiche Fornaci Giorgi sono realizzati con tutte le cure del caso, sono ben orizzontali e squadrati: a meno che non lo vogliate, non sarà necessario eccedere con fughe larghe, che risultano spesso antiestetiche, in particolare su piccole superfici.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano"  title="Posa in Opera del Cotto Fatto a Mano" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Problemi comuni</h3>
<p>- Qualora fosse prevista una gettata di calcestruzzo sopra alla copertura in tavelle sottotetto, è necessario prevedere l&#8217;utilizzo di un&#8217;apposita guaina ad isolamento delle stesse.<br />
- Qualora, in un rivestimento a parete, il mattone risulti per Voi troppo rustico, sbiancato o sporco, è possibile rimuovere lo strato superficiale con una spazzola di metallo. L&#8217;effetto che si ottiene dipende dall&#8217;intensità dell&#8217;abrasione: spazzolando lievemente si può ravvivare il colore del mattone, spazzolando energicamente si può rendere il mattone liscio. E&#8217; possibile applicare lo stesso procedimento per scavare le fughe dopo un breve periodo di asciugatura.<br />
Si ricorda che ai soli fini della pulizia, è consigliabile comunque un acido blando.</p>
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		<title>Trattamento del Cotto Fatto a Mano</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/catalogo-prodotti/trattamento-cotto-fatto-a-mano/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 03:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da sempre le superfici in cotto vengono rifinite con cera d&#8217;api ed olio di lino. A questi estratti naturali, si sono affiancati prodotti chimici con particolari proprietà tecniche. Seguono consigli per il trattamento di cotto fatto a mano e ceramiche smaltate.
Cotto fatto a mano
- Operazioni preliminari
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;- Sottostrato impermeabile per posa all&#8217;esterno
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;- Stuccatura
&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;- Pulizia preliminare
- Effetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre le superfici in cotto vengono rifinite con cera d&#8217;api ed olio di lino. A questi estratti naturali, si sono affiancati prodotti chimici con particolari proprietà tecniche. Seguono consigli per il trattamento di <a href="#cotto">cotto fatto a mano</a> e <a href="#smalto">ceramiche smaltate</a>.</p>
<p><a href="#cotto">Cotto fatto a mano</a><br />
- Operazioni preliminari<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Sottostrato impermeabile per posa all&#8217;esterno<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Stuccatura<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Pulizia preliminare<br />
- Effetti ottenibili<br />
- Manutenzione<br />
- Problemi comuni</p>
<p><a href="#smalto">Ceramiche smaltate</a><br />
- Operazioni preliminari<br />
- Problemi comuni</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Trattamento del Cotto Fatto a Mano"  title="Trattamento del Cotto Fatto a Mano" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h2><a name="cotto"></a>Cotto Fatto a Mano</h2>
<p>Il cotto fatto a mano, essendo un materiale poroso, è soggetto all&#8217;aggressione di vari agenti. Per rendere più agevole il suo utilizzo, in casa o all&#8217;esterno, o per ottenere particolari effetti visivi, è possibile applicare diversi procedimenti chimici (trattamento).</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Operazioni preliminari</h3>
<p><strong>Per posa in opera all&#8217;esterno sono necessarie alcune considerazioni preliminari.</strong><br />
 &#8211; Ricordare che le pendenze devono essere eseguite al di sotto dello strato di impermeabilizzazione e devono essere almeno dell&#8217;1,5 – 2 %. Se non vengono rispettate le pendenze l&#8217;acqua potrebbe stagnare sotto la pavimentazione, sollevando al limite il pavimento o il massetto in caso di forti gelate.<br />
 &#8211; In tutte le pavimentazioni con strato di impermeabilizzazione è poi necessario uno strato di separazione (detto anche di scorrimento) che può consistere anche in un semplice foglio di polietilene. Ha la funzione di impedire il contatto dello strato impermeabilizzante (normalmente aderente al sottofondo o alla soletta) con lo strato legante (massetto): si evita così la lacerazione dello strato impermeabilizzante in seguito alle diverse proporzioni di ritiro dei materiali.</p>
<p><strong>Prima del trattamento della superficie finita, è possibile evitare che il cotto fatto a mano si sporchi durante la boiaccata (o stuccatura). </strong><br />
 &#8211; Durante la posa, pulire la superficie dai residui: generalmente sono sufficienti una spugna ed acqua.<br />
 &#8211; Per evitare che la superficie si sporchi durante la boiaccata, applicare un protettivo isolante provvisorio stendendolo su tutta la superficie con un rullo, o con spruzzo a bassa pressione, o a pennello, oppure con uno straccio.<br />
 &#8211; Dopo tre ore circa sarà possibile stendere la boiacca sulla superficie.</p>
<p><strong>Per superfici in cotto fatto a mano, vanno attesi prima del trattamento 20/25 giorni se la posa é avvenuta con un procedimento a colla, e 40/45 giorni se é avvenuta a spolvero, ossia con il metodo tradizionale (detta anche &#8220;a toppa&#8221;).</strong><br />
 &#8211; Con l&#8217;ausilio di uno spazzolone e uno straccio, o di una monospazzola ed un aspiraliquidi, si procede alla pulizia della superficie per eliminare la fuoriuscita di efflorescenze ed eventuali residui cementizi, utilizzando un disincrostante acido. Prima di applicare qualsiasi prodotto, bagnare la superficie con acqua fino alla saturazione.<br />
 &#8211; Diluire in acqua il prodotto scelto in funzione della quantità e della tipologia dello sporco da ripulire.<br />
 &#8211; Distribuire uniformemente su tutta la pavimentazione con la monospazzola o con lo straccio.<br />
 &#8211; Aspettare per qualche minuto perchè agisca, quindi intervenire con la monospazzola munita del disco opportuno o con uno spazzolone.<br />
 &#8211; Raccogliere i residui con l&#8217;aspiraliquidi o con uno straccio.<br />
 &#8211; Risciacquare tutta la pavimentazione con abbondante acqua.<br />
 &#8211; Nel caso in cui si manifestassero ulteriori efflorescenze usare il disincrostante acido applicandolo puro, direttamente sulle efflorescenze.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Particolari effetti ottenibili sul cotto fatto a mano</h3>
<p><strong>Effetto Bagnato</strong><br />
 Per ottenere un <strong>effetto bagnato</strong> si utilizza un idro-oleorepellente e antisalnitro: l&#8217;effetto è il risultato del trattamento che protegge le superfici dall&#8217;assorbimento di acqua ed olio e che rende il cotto brillante e lucido, facilitando la manutenzione ordinaria (agevola la normale pulizia con lo straccio).<br />
 &#8211; Il trattamento può avere inizio solo quando la superficie da trattare risulta perfettamente asciutta e priva di efflorescenze.<br />
 &#8211; Dopo aver ripulito perfettamente la superficie e dopo averla lasciata asciugare, è necessario trattarla con idrorepellente, antisalnitro, traspirante: se la superficie é una pavimentazione, stendere il prodotto abbondantemente con una pennellessa in maniera uniforme, se la superficie é una parete, utilizzare uno spruzzo verificandone la dose in base all&#8217;assorbimento della stessa superficie.<br />
 &#8211; A 24 ore di distanza dal primo trattamento, a superficie perfettamente asciutta, trattare con una prima mano di oleorepellente ad effetto bagnato, applicando il prodotto uniformemente con un pennello.<br />
 &#8211; Ad altre 24 ore di distanza dalla prima mano, procedere con una seconda mano leggera ed incrociata rispetto alla prima, per ottenere un effetto bagnato con una tonalità intensa ed una maggiore lucentezza.</p>
<p><strong>Effetto cerato lucido</strong><br />
 Per un <strong>effetto cerato lucido</strong> idro-oleorepellente ed antisalnitro, si applicano cere in pasta e cere liquide, per ottenere protezione dall&#8217;assorbimento di acqua ed olio ed un&#8217;aspetto lucido e brillante. La pulizia risulta facilitata essendo più agevole e veloce il passaggio dello straccio.<br />
 &#8211; Il trattamento può avere inizio solo quando la superficie da trattare risulta perfettamente asciutta e priva di efflorescenze.<br />
 &#8211; Dopo aver ripulito perfettamente la superficie e dopo averla lasciata asciugare, è necessario trattarla con idrorepellente, antisalnitro e traspirante, stendendo il prodotto abbondantemente con una pennellessa in maniera uniforme.<br />
 &#8211; A 24 ore di distanza dal trattamento, a superficie perfettamente asciutta, la superficie deve essere trattata con una prima mano di cera in pasta, di colore neutro oppure colorata.<br />
 &#8211; Applicare uniformemente la cera pura con un panno asciutto, con uno straccio o con una pennellessa, adoperando le quantità necessarie a trattare piccole superfici per volta.<br />
 &#8211; Nel caso in cui la cera risultasse troppo densa, si consiglia di adoperare una spatola per ammorbidirla mescolandola, e se necessario, di scaldarla a bagnomaria o di avvicinarla ad un termosifone.<br />
 &#8211; A 8 ore di distanza dalla prima mano di cera, trattare la superficie con una seconda mano incrociata rispetto alla prima.<br />
 &#8211; Ad ulteriori 8 ore di distanza dalla seconda mano di cera, stendere una mano di cera liquida per rendere la superficie lucida e brillante. Stendere direttamente la cera pura con un panno morbido e umido.<br />
 &#8211; Attendere 30 minuti circa prima di lucidare con una lucidatrice o con un panno asciutto di lana.</p>
<p><strong>Effetto cristallizzato</strong><br />
 L&#8217;<strong>effetto cristallizzato</strong> dona alle superfici un aspetto vetrificato e lucido.<br />
 &#8211; Trattare la superficie con un idrorepellente e antisalnitro a base d&#8217;acqua, stendendo il prodotto in maniera omogenea con un pennello o con un rullo.<br />
 &#8211; A 24 ore di distanza dal trattamento, la pavimentazione deve essere trattata con una mano di oleorepellente cristallizzante, con un rullo o con un pennello in maniera uniforme.<br />
 &#8211; Ad ulteriori 24 ore di distanza dalla prima mano, trattare la pavimentazione con una seconda mano di oleorepellente cristallizzante.<br />
 &#8211; Il pavimento sarà calpestabile dopo due giorni dall&#8217;applicazione del prodotto.</p>
<p><strong>Altri effetti</strong><br />
Alcune ditte propongono anche un effetto satinato ed uno opaco.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Manutenzione</h3>
<p>I pavimenti di cotto possono essere mantenuti a cera grassa o a cera acrilica. La manutenzione a cera grassa ha il pregio di mantenere una maggiore lucentezza. Le cere acriliche, metallizzate autolucidanti, hanno lucentezza vicina a quella della cera grassa ma sono più robuste. Per la stesura è sufficiente, dopo avere lavato il pavimento, passare con lo straccio bagnato una soluzione di 3/4 di acqua ed 1/4 di cera. Questa asciugherà in pochi minuti autolucidandosi.</p>
<p>Per la <strong>manutenzione ordinaria</strong>, ripetere un passaggio di cera liquida diluita.</p>
<p>Qualora si voglia <strong>rimuovere un vecchio trattamento</strong>, un trattamento sbagliato o per semplice manutenzione, procedere come segue.</p>
<p>- <strong>Per cotto fatto a mano trattato con cere o con olio di lino</strong>, allo scopo di riportare la superficie allo stato iniziale utilizzare un decerante a base solvente ad elevato potere solvente, applicando il prodotto uniformemente con un pennello. Dopo l&#8217;applicazione di agire energicamente sulla superficie con l&#8217;aiuto di una monospazzola munita di disco opportuno quindi asportare la cera rimossa con un aspiraliquidi. Ripulita la superficie si può procedere ad una nuova applicazione delle cere.</p>
<p>- <strong>In caso di superfici trattate con cere metallizzate, resine filmanti all&#8217;acqua o cere di manutenzione</strong>, utilizzare un decerante a base d&#8217;acqua per cere diluito. Applicare il prodotto sulla superficie perfettamente asciutta, omogeneamente, con uno straccio. Passare sulla superficie con monospazzola munito di disco opportuno. Asciugare quindi con l&#8217;aspiraliquidi e risciacquare abbondantemente con acqua per asportare la cera rimossa. Ripulita la superficie si può procedere ad un nuovo trattamento.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Problemi comuni per superfici in cotto fatto a mano</h3>
<p><strong>Cotto fatto a mano non trattato</strong><br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano non trattato, se sono comparse <strong>macchie nere</strong> (dovute all&#8217;ossidazione), si sappia che tali macchie non vengono rimosse dall&#8217;acido. Occorre un detergente alcalino particolarmente forte.<br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano non trattato con <strong>macchie d&#8217;olio</strong>, è opportuno spruzzare uno smacchiatore spray, lasciando agire qualche minuto per poi rimuovere i residui con una spazzola.<br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano non trattato, se sono rimasti <strong>residui di stucco</strong>, utilizzare un acido forte.<br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano non trattato, se <strong>sono riapparse efflorescenze</strong> generalmente non si sono rispettati i tempi di lavaggio. Nel caso in cui si dovesse verificare questa circostanza, intervenire con acido forte.</p>
<p><strong>Cotto fatto a mano cerato</strong><br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano cerato, se sono cadute <strong>gocce di olio caldo</strong>, è necessario applicare il più velocemente possibile uno smacchiatore spray, lasciando agire qualche minuto, per poi spazzolare. Lo smacchiatore aggredisce però anche le cere, per cui si deve passare un decerante per rimuovere completamente la cera e successivamente si deve riapplicare sulla zona adeguata cera in pasta neutra o colorata. Se la pavimentazione è all&#8217;esterno, dopo l&#8217;applicazione dello smacchiatore, va ripristinata l&#8217;idrorepellenza e l&#8217;oleorepellenza con gli appositi prodotti.<br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano cerato, se sono cadute <strong>gocce di olio freddo</strong>, basta un detergente.<br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano cerato, se sono cadute <strong>gocce di alcool o di ammoniaca</strong>, applicare un decerante ed eseguire di nuovo il trattamento scelto sulla zona. Si consideri che l&#8217;ammoniaca e l&#8217;alcool sbiancano la cera.<br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano cerato, se sono apparsi <strong>segni neri causati dai tacchi delle scarpe</strong>, applicare detergente. Se il fenomeno si verifica con una certa frequenza significa che la cera in pasta va riapplicata, previa utilizzo di un decerante.<br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano cerato, se sono apparsi <strong>segni bianchi causati dai tacchi delle scarpe</strong>, vuol dire che sulla superficie c&#8217;è cera in eccesso. Lavare con acido ed evitare di passare cera liquida di manutenzione.<br />
 &#8211; Per cotto fatto a mano cerato, se <strong>la cera sotto un vaso é diventata più chiara</strong>, lo sbiancamento potrebbe esser dovuto ai sali trasportati dall&#8217;acqua, e sarà sufficiente rimuoverli con acido. Se invece l&#8217;acqua ha aggredito la cera, sarà necessario decerare, applicare cera in pasta e poi cera liquida a distanza di 8 ore.<strong> </strong></p>
<p><strong>All&#8217;interno</strong><br />
 &#8211; Spesso quando si usano cere metallizzate <strong>si accumulano con il tempo strati di cera</strong> da manutenzione. In questi casi é sufficiente decerare e ripristinare lo strato ceroso con la cera idonea.<br />
 &#8211; Se la pavimentazione, malgrado la manutenzione, <strong>ha perso l&#8217;originaria bellezza</strong> é necessaria una manutenzione straordinaria con decerante e successivo ripristino dello strato ceroso.<br />
 &#8211; Se il pavimento, dopo la manutenzione, <strong>risulta opaco</strong>, è sufficiente passare un panno di lana o la lucidatrice.</p>
<p><strong>All&#8217;esterno</strong><br />
 &#8211; All&#8217;esterno, in casi limite, un trattamente impermeabilizzante eccessivo può annullare la naturale traspirazione del materiale, e quindi l&#8217;evaporazione dell&#8217;umidità sottostante. E&#8217; quindi generalmente consigliato di evitare il trattamento di cotto fatto a mano destinato a pavimentazioni esterne.<br />
 &#8211; All&#8217;esterno, se la pavimentazione si è<strong> annerita a causa degli agenti atmosferici</strong>, è sufficiente applicare una acido opportunamente diluito.<br />
 &#8211; All&#8217;esterno, se la pavimentazione si è <strong>annerita a causa dei pneumatici dell&#8217;auto</strong>, intervenire con decerante o detergente.<br />
 &#8211; All&#8217;esterno, se sono <strong>cadute gocce di olio caldo</strong>, applicare smacchiatore, ripristinare poi l&#8217;idrorepellenza ed eventualmente l&#8217;oleorepellenza.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Trattamento del Cotto Fatto a Mano"  title="Trattamento del Cotto Fatto a Mano" /></p>
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<h2><a name="smalto"></a>Ceramica Smaltata</h2>
<p>Lo smalto superficiale delle ceramiche protegge da usura e sporco, sono per questo indicate in bagni e cucine.</p>
<p> &#8211; <strong>Il trattamento può avere inizio solo quando la superficie risulti perfettamente asciutta.</strong><br />
 &#8211; E&#8217; fondamentale <strong>ripulire gli smalti dai residui di posa e dallo sporco da cantiere</strong> subito dopo la posa: si procede applicando un disincrostante acido, diluito in un rapporto 1:10, con l&#8217;ausilio di uno spazzolone e uno straccio o di una monospazzola ed un aspiraliquidi.<br />
 &#8211; Dopo averlo distribuito uniformemente su tutta la superficie, aspettare qualche minuto affinchè l&#8217;acido agisca, quindi intervenire con la monospazzola munita del disco opportuno o con uno spazzolone. Raccogliere i residui con l&#8217;aspiraliquidi o con uno straccio.<br />
 &#8211; Risciacquare tutta la pavimentazione con abbondante acqua.<br />
 &#8211; Dopo aver lasciato asciugare per 24 ore circa, è necessario trattare la ceramica craquelè con un protettivo antimacchia, stendendo il prodotto abbondante ed uniforme con una pennellessa.<br />
 &#8211; La ceramica rustica può essere invece trattata con oleorepellente più un cristallizzante, steso con un rullo o con un pennello in maniera uniforme.<br />
 &#8211; La superficie è utilizzabile dopo due giorni dall&#8217;applicazione dei prodotti.</p>
<p>Per la <strong>manutenzione ordinaria</strong> è sufficiente un detergente delicato diluito in acqua, con l&#8217;aiuto di uno straccio ben strizzato, passato più volte.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Problemi comuni per superfici ceramiche smaltate</h3>
<p> &#8211; Se le <strong>fughe del pavimento assorbono sporco o umidità e si macchiano</strong>, pulirle a fondo con un detersivo in polvere ed una spugna metallica. Proteggere in seguito le fughe un protettivo antimacchia.<br />
 &#8211; Se la superficie presenta il <strong>fenomeno del cavillo</strong>, ovvero screpolature della ceramica che rendono assorbente la superficie, è opportuno intervenire con un protettivo idrorepellente.<br />
 &#8211; Se la ceramica smaltata si è <strong>macchiata con sporchi colorati</strong> come inchiostro, caffè, vernice, vino rosso, applicare un detergente concentrato e sciacquare abbondantemente con acqua.</p>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 16:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bagni e Cucine in muratura]]></category>
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