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	<title>Antiche Fornaci Giorgi</title>
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	<description>dal 1735 a Ferentino cotto fatto a mano</description>
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		<title>Testi antichi di architettura trasformati in e-book gratuiti: Antiche Fornaci Giorgi digitalizza la propria biblioteca</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Antiche Fornaci Giorgi rilascerà settimanalmente e-book contenenti scansioni di testi antichi di architettura, rinvenuti presso la propria biblioteca. Le prime uscite presenteranno monografie e gruppi di libri scritti da Marco Vitruvio Pollione, Andrea Palladio e Francesco Milizia. A seguire numerosi altri autori italiani e stranieri, tra cui Gustav Adolf Breymann, Rafael Guastavino e Jean Baptiste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antiche Fornaci Giorgi rilascerà settimanalmente <a href="http://www.antichefornaci.it/category/blog/biblioteca/">e-book <em></em>contenenti scansioni di testi antichi di architettura</a>, rinvenuti presso la propria biblioteca.<br />
Le prime uscite presenteranno monografie e gruppi di libri scritti da <a href="http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/marco-vitruvio-pollione-de-architectura-i-secolo-avanti-cristo/">Marco Vitruvio Pollione</a>, <a href="http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/andrea-palladio-le-fabbriche-e-i-disegni-raccolti-ed-illustrati-da-ottavio-bertotti-scamozzi-in-quattro-tomi-1796/">Andrea Palladio</a> e <a href="http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/francesco-milizia-principij-di-architettura-civile-1785/">Francesco Milizia</a>.<br />
A seguire numerosi altri autori italiani e stranieri, tra cui Gustav Adolf Breymann, Rafael Guastavino e Jean Baptiste Rondelet.</p>
<p>Gli e-book sono digitalizzazioni degli originali.<br />
Sono completi e gratuiti, in formato <em>.pdf</em>: possono essere visualizzati su qualsiasi notebook, tablet, smartphone.<br />
Possono essere scaricati, stampati e redistribuiti.<br />
La lista completa è reperibile nella apposita <a href="http://www.antichefornaci.it/category/blog/biblioteca/">categoria biblioteca</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questo servizio l&#8217;azienda vuole fornire ad appassionati, studenti e progettisti la possibilità di <strong>rispolverare la memoria di alcune tecniche costruttive tradizionali che, riportate al giorno d&#8217;oggi e applicate agli stilemi dell&#8217;architettura contemporanea, possono far splendere gli edifici moderni per bellezza dei materiali</strong> <strong>e qualità costruttiva</strong> degli stessi.</p>
<p>Troppo spesso infatti <strong>la produzione industriale ed il marketing hanno creato aberrazioni nella costruzione di edifici</strong>: prodotti nati per essere imitazione dei materiali naturali, dei quali avrebbero dovuto almeno attenuare i difetti, in realtà falliscono tutti i loro compiti, risultando qualitativamente ed esteticamente più scadenti ed economicamente più costosi.</p>
<p><strong>Parlando di cotto fatto a mano, la evidente superiore bellezza nei rivestimenti esterni di edifici corrisponde a valori di isolamento termoacustico concreti, su spessori più ridotti dei tanti surrogati in commercio.</strong> La stessa impronta di sostenibilità è ben più leggera, andando di pari passo con la secolare durabilità.</p>
<p>E questo anche ad un <strong>prezzo inferiore</strong>: ricordiamo infatti che i mattoni fatti a mano Antiche Fornaci Giorgi partono 19€/mq.</p>
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		<title>Leon Battista Alberti: De re aedificatoria tradotto da Cosimo Bartoli, 1784</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; eon Battista Alberti (Genova, 18 febbraio 1404 – Roma, 20 aprile 1472) è stato un architetto, scrittore, matematico ed umanista italiano; fu inoltre crittografo, linguista, filosofo, musicista e archeologo: una delle figure artistiche più poliedriche del Rinascimento. Suo costante interesse era la ricerca delle regole, teoriche o pratiche, in grado di guidare il lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span class="dropcap">L</span><strong>eon Battista Alberti</strong> (Genova, 18 febbraio 1404 – Roma, 20 aprile 1472) è stato un architetto, scrittore, matematico ed umanista italiano; fu inoltre crittografo, linguista, filosofo, musicista e archeologo: una delle figure artistiche più poliedriche del Rinascimento.<br />
Suo costante interesse era la ricerca delle regole, teoriche o pratiche, in grado di guidare il lavoro degli artisti.</p>
<p>Nel <em>De statua</em> espose le proporzioni del corpo umano, nel De pictura fornì la rima definizione della prospettiva scientifica, nel De re aedificatoria descrisse le casistiche relative all&#8217;architettura moderna, sottolineando l&#8217;importanza del progetto e le diverse tipologie di edifici a seconda della loro funzione.</p>
<p>L&#8217;aspetto innovativo delle sue proposte consisteva nel mescolare l&#8217;antico ed il moderno esaltando così la prassi degli antichi e quella moderna inaugurata da Brunelleschi.</p>
<blockquote><p>«&#8230;l&#8217;artista in questo contesto sociale non deve essere un semplice artigiano, ma un intellettuale preparato in tutte le discipline ed i campi».</p></blockquote>
<p>Lavorò al servizio dei committenti più importanti dell&#8217;epoca: il papato, gli Este a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, i Malatesta a Rimini. Come architetto viene considerato, accanto a Brunelleschi, il fondatore dell&#8217;architettura rinascimentale. La differenza essenziale tra i due si colloca soprattutto sul piano geometrico: ove Brunelleschi ideava sempre spazi tridimensionali, Alberti organizzava geometricamente le superfici bidimensionali. Un punto in comune è invece la valorizzazione della tradizione locale, attingendo nella storia del singolo edificio e razionalizzando gli elementi preesistenti.</p>
<div class="one_half"><span class="dropcap">I</span> primi studi furono di tipo letterario, prima a Venezia al seguito del padre che si spostava per i suoi commerci e poi a Padova nella scuola dell&#8217;umanista Gasparino Barzizza. Si trasferì poi all&#8217;Università di Bologna, per studiare diritto canonico, coltivando però parallelamente il suo amore per altre discipline artistiche. Alberti si dedicò all&#8217;attività letteraria sin da giovane. A Bologna scrisse una commedia autobiografica in latino, una lingua della quale possedeva una padronanza assoluta, la Philodoxeos fabula (&#8220;Amante della Gloria&#8221;), con la quale ingannò tutti gli esperti dell&#8217;epoca, che la ritennero originale e la attribuirono a Lepido, nome con il quale Alberti si firmò. Compose dialoghi, sempre in latino, intitolati Intercoenales e, nel 1428, un&#8217;opera chiamata Deifira, dove spiegava come fuggire da un amore iniziato male, probabilmente ispirato a vicende personali.<br />
Dopo la morte del padre, Alberti ritornò temporaneamente a Padova, dove trascorse alcuni anni pieni di difficoltà, entrando in forte contrasto con i parenti che non volevano riconoscere i suoi diritti ereditari né favorire i suoi studi. In questi anni coltivò soprattutto gli studi scientifici, astronomici e matematici. Ritornato nuovamente a Bologna si laureò nel 1428, nonostante le difficoltà economiche e di<br />
difficile situazione personale portò Alberti a maturare la decisione di prendere i voti religiosi per iniziare la carriera ecclesiastica. Visse prevalentemente a Roma, spostandosi per periodi anche lunghi tra Ferrara, Bologna, Firenze, Mantova e Rimini.</div>
<div class="one_half last"><span class="dropcap">D</span>el 1435 è il De Pictura, scritto in latino e tradotto l&#8217;anno seguente in volgare, con una dedica all&#8217;amico Brunelleschi.In questo trattato l&#8217;Alberti si prefiggeva di dare una regola e una sistemazione alle arti figurative, anche attraverso la geometria, e con finalità probabilmente didattiche. Il trattato è organizzato in tre &#8220;libri&#8221;: il primo contiene una delle prime trattazioni dirette al pubblico della prospettiva, nel secondo si tratta di “circonscrizione, composizione, e ricevere di lumi” cioè dei tre principi che regolano l&#8217;arte pittorica: il contorno dei corpi, la disposizione narrativa della scena pittorica, i colori e la luce, il terzo libro è relativo alla figura del pittore di cui si rivendica un ruolo di vero intellettuale e non di artigiano.<br />
Già nei primi anni romani ebbe anche modo di studiare gli antichi resti architettonici di Roma che furono l&#8217;oggetto della sua Descriptio urbis Romae, datata intorno al 1445, in cui tentava, per la prima volta, una ricostruzione della topografia di Roma antica, esemplificata in un disegno oggi perduto. Il suo interesse archeologico lo portò perfino a tentare una spedizione di ricerca e recupero di navi romane affondate nel lago di Nemi.</div>
<div class="clear"></div>
<div class="one_third"><span class="dropcap">D</span>el 1450 è una delle opere più interessanti, il Momus, un romanzo satirico in lingua latina, che tratta in maniera abbastanza amareggiata dei rapporti tra letteratura e politica, un binomio classico per la letteratura.<br />
Dopo l&#8217;elezione di Niccolò V, Alberti, come antico conoscente, entrò nella cerchia ristretta del papa, dal quale ricevette anche la carica di priore di Borgo San Lorenzo. Tuttavia i rapporti con il papa sono piuttosto controversi dagli storici, sia per quel che riguarda gli aspetti politici che per l&#8217;adesione o la collaborazione dell&#8217;Alberti al vasto programma di rinnovamento urbano voluto da Niccolò V. Forse venne impiegato durante il restauro del palazzo papale e dell&#8217;acquedotto romano e della fontana dell&#8217;Acqua Vergine, disegnata in maniera semplice e lineare, creando la base sulla quale, in età Barocca, sarebbe stata costruita la Fontana di Trevi.</div>
<div class="one_third"><span class="dropcap">I</span>ntorno al 1450 Alberti cominciò ad occuparsi attivamente di architettura con progetti da eseguire fuori Roma, a Firenze, Rimini e Mantova, città in cui si recò varie volte durante gli ultimi decenni della sua vita. In tal modo dopo la metà del secolo Alberti fu la figura guida dell&#8217;architettura, succedendo a Brunelleschi.<br />
Le sue riflessioni teoriche trovarono espressione nel De re aedificatoria, un trattato di architettura in latino, scritto a Roma, completato nel 1450 e rivolto non solo ad un pubblico specialistico, ma anche al pubblico colto di educazione umanistica. Il trattato fu concepito sul modello dei dieci libri del De Architectura di Vitruvio, allora circolanti in copie manoscritte e non ancora corrette filologicamente. L&#8217;opera, considerata il trattato architettonico più significativo della cultura umanista, è divisa anch&#8217;essa in dieci libri: nei primi tre si parla della scelta del terreno, dei materiali da utilizzare e delle fondazioni (potrebbero corrispondere alla categoria vitruviana della firmitas); i libri IV e V si soffermano sui vari tipi di edifici (utilitas); il libro VI tratta la bellezza architettonica (venustas), intesa come un&#8217;armonia esprimibile matematicamente grazie alla scienza delle proporzioni, con l&#8217;aggiunta di una trattazione sulle macchine per costruire; i libri VII, VIII e IX parlano della costruzione dei fabbricati, suddividendoli in chiese, edifici pubblici ed edifici privati; il libro X tratta dell&#8217;idraulica.<br />
Nel trattato si trova anche uno studio basato sulle misurazioni dei monumenti antichi per proporre nuovi tipi di edifici moderni ispirati all&#8217;antico, fra i quali le prigioni, che cercò di rendere più umane, gli ospedali ed altri luoghi di pubblica utilità.<br />
Il trattato fu stampato, grazie al mecenatismo di Lorenzo il Magnifico ed a cura del Poliziano solo nel 1485 e fu poi tradotto in varie lingue diventando un&#8217;opera imprescindibile per molti uomini di cultura.<br />
Nel De re aedificatoria, Alberti affronta anche il tema delle architetture difensive ed intuisce come le armi da fuoco rivoluzioneranno l&#8217;aspetto delle fortificazioni. Per aumentare l&#8217;efficacia difensiva indica che le difese dovrebbero essere &#8220;costruite lungo linee irregolari, come i denti di una sega&#8221; anticipando così i principi della fortificazione alla moderna.</div>
<div class="one_third last"><span class="dropcap">S</span>u commissione del Rucellai, intorno al 1456 progettò il completamento della facciata della basilica di Santa Maria Novella, lasciata incompiuta dal 1365 al primo ordine di arcatelle, caratterizzate dall&#8217;alternarsi di fasce di marmo bianco e di marmo verde, secondo la secolare tradizione fiorentina. I lavori iniziarono intorno al 1460.<br />
Si presentava il problema di integrare, in un disegno generale e classicheggiante, i nuovi interventi con gli elementi esistenti di epoca precedente: in basso vi erano gli avelli inquadrati da archi a sesto acuto e i portali laterali, sempre a sesto acuto, mentre nella parte superiore era già aperto il rosone, seppur spoglio di ogni decorazione. Alberti inserì al centro della facciata inferiore un portale di proporzioni classiche, inquadrato da semicolonne, in cui inserì incrostazioni in marmo rosso per rompere la dicromia. Per terminare la fascia inferiore pose una serie di archetti a tutto sesto a conclusione delle lesene.<br />
Poiché la parte superiore della facciata risultava arretrata rispetto al basamento (un tema molto comune nell&#8217;architettura albertiana, derivata dai monumenti della romanità) inserì una fascia di separazione a tarsie marmoree che recano una teoria di vele gonfie al vento, l&#8217;insegna personale di Giovanni Rucellai; il livello superiore, scandito da un secondo ordine di lesene che non hanno corrispondenza in quella inferiore, sorregge un timpano triangolare.<br />
Ai lati, due doppie volute raccordano l&#8217;ordine inferiore, più largo, all&#8217;ordine superiore più alto e stretto, conferendo alla facciata un moto ascendente conforme alle proporzioni; non mascherano come spesso si è detto erroneamente gli spioventi laterali che risultano più bassi, come si evince osservando la facciata dal lato posteriore. La composizione con incrostazioni a tarsia marmorea ispirate al romanico fiorentino, necessaria in questo caso per armonizzare le nuove parti al già costruito, rimase una costante nelle opere fiorentine dell&#8217;Alberti.</div>
<div class="clear"></div>
<div class="one_third"><span class="dropcap">S</span>econdo Rudolf Wittkower: &#8220;L&#8217;intero edificio sta rispetto alle sue parti principali nel rapporto di uno a due, vale a dire nella relazione musicale dell&#8217;ottava, e questa proporzione si ripete nel rapporto tra la larghezza del piano superiore e quella dell&#8217;inferiore&#8221;. La facciata si inscrive infatti in un quadrato avente per lato la base della facciata stessa. Dividendo in quattro tale quadrato, si ottengono quattro quadrati minori; la zona inferiore ha una superficie equivalente a due quadrati, quella superiore a un quadrato. Altri rapporti si possono trovare nella facciata tanto da realizzare una perfetta proporzione. Secondo Franco Borsi: &#8220;L&#8217;esigenza teorica dell&#8217;Alberti di mantenere in tutto l&#8217;edificio la medesima proporzione è qui stata osservata ed è appunto la stretta applicazione di una serie continua di rapporti che denuncia il carattere non medievale di questa facciata pseudo-protorinascimentale e ne fa il primo grande esempio di eurythmia classica del Rinascimento&#8221;.</div>
<div class="one_third"><span class="dropcap">I</span>l trattato De Statua, scritto in latino, relativo alla teoria della scultura completa la trilogia sulle arti maggiori insieme con il De re aedificatoria (architettura) e il De pictura (pittura) ed è generalmente datato intorno al1464. Nel De statua, Alberti rielaborò profondamente le concezioni e le teorie relative alla scultura tenendo conto delle innovazioni artistiche del Rinascimento, attingendo anche ad una rilettura critica delle fonti classiche e riconoscendo, tra i primi dignità intellettuale alla scultura, prima di allora sempre condizionata dal pregiudizio verso un&#8217;attività tanto manuale.<br />
Relativamente al metodo da utilizzare per raggiungere il fine ultimo della scultura, che è l&#8217;imitazione della natura, Alberti distingue: la dimensio (misura) che definisce le proporzioni generali dell&#8217;oggetto rappresentato mediante l’exempeda, una riga diritta modulare atta a rilevare le lunghezze e squadre mobili a forma di compassi (normae), con cui misurare spessori, distanze e diametri; la finitio, definizione individuale dei particolari e dei movimenti dell&#8217;oggetto rappresentato, per la quale Alberti suggerisce uno strumento da lui ideato: il definitor o finitorium, un disco circolare cui è fissata un&#8217;asta graduata rotante, da cui pende un filo a piombo. Con esso si può determinare qualsiasi punto sul modello mediante una combinazione di coordinate polari e assiali, rendendo possibile un trasferimento meccanico dal modello alla scultura.<br />
Alberti sembra anticipare i temi relativi alla raffigurazione &#8216;scientifica&#8217; della figura umana che è uno dei temi che percorre la cultura figurativa rinascimentale, aspetti dell&#8217;industrializzazione ed addirittura della digitalizzazione, visto che il definitor trasformava i punti rilevati sul modello in dati alfanumerici.<br />
I sistemi di definizione meccanica dei volumi proposti da Alberti, appassionarono Leonardo che approntò, come si può rilevare dai suoi disegni, dei sistemi alternativi, sviluppati a partire dal trattato albertiano.</div>
<div class="one_third last"><span class="dropcap">A</span>lberti fu anche un celebrato crittografo per gli standard della sua epoca, ed inventò un metodo per generare messaggi criptati con l&#8217;aiuto di un apparecchio, il disco cifrante. Sua fu infatti l&#8217;idea di passare da una crittografia con tecnica &#8220;monoalfabetica&#8221; (Cifrario di Cesare) ad una con tecnica &#8220;polialfabetica&#8221;, codificata teoricamente parecchi anni dopo da Blaise de Vigenère. Tra le altre attività di Alberti ci fu anche la musica, per la quale fu considerato uno dei primi organisti della sua epoca. Disegnò anche delle mappe e collaborò con il grande cartografo Paolo Toscanelli.</div>
<div class="clear"></div>
<p>&nbsp;</p>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Leon_Battista_Alberti_Della_Architettura_tradotto_da_Cosimo_Bartoli_1833.pdf">SCARICA | Leon Battista Alberti: Della Architettura tradotto da Cosimo Bartoli</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Leon_Battista_Alberti_I_dieci_libri_di_architettura_tradotti_da_Cosimo_Bartoli_1784.pdf">SCARICA | Leon Battista Alberti: I dieci libri de l'Architettura tradotti da Cosimo Bartoli</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Leon_Battista_Alberti_I_dieci_libri_de_l_architettura_1546.pdf">SCARICA | Leon Battista Alberti: I dieci libri de l'Architettura</a></pre>
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		<title>Heinrich Von Poppe: Anleitung zur allgemeinen Technologie, 1821</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/heinrich-von-poppe-anleitung-zur-allgemeinen-technologie-1821/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:35:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ohann Heinrich Moritz von Poppe (nato il 16 gennaio 1776 a Göttingen, morto il 21 febbraio 1854 in Tübingen) è stato un matematico e fisico tedesco. Divulgatore scientifico fin da giovane, scrisse libri sulla tecnologia degli orologi e trattati matematici sulle curve. Dal 1818 è stato professore di tecnologia presso la Università di Tübingen. Ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="dropcap">J</span><strong>ohann Heinrich Moritz von Poppe</strong> (nato il 16 gennaio 1776 a Göttingen, morto il 21 febbraio 1854 in Tübingen) è stato un matematico e fisico tedesco. Divulgatore scientifico fin da giovane, scrisse libri sulla tecnologia degli orologi e trattati matematici sulle curve. Dal 1818 è stato professore di tecnologia presso la Università di Tübingen. Ha spesso utilizzato lo pseudonimo di Jacob.</p>
<p>Poppe è storicamente uno dei primi tedeschi influenti nel campo dell&#8217;ingegneria, avendo scritto diverse opere seminali sulla tecnologia e le costruzioni.<br />
Tra i suoi libri:<br />
- <em>Enciclopedia dell&#8217;ingegneria meccanica tutta</em>, Lipsia 1820-1826 in 8 volumi<br />
- <em>Handbook of Technology</em>, Heidelberg 1806-10 in 4 volumi<br />
- <em>Storia della tecnologia</em>, Göttingen 1807-11, in 3 volumi<br />
- <em>Lexicon tecnologica, con una descrizione dettagliata di tutte le arti meccaniche, per l&#8217;artigianato, la produzione e le fabbriche</em>, Lipsia 1816-20, in 5 volumi<br />
- <em>Guida generale alla tecnologia</em>, Stoccarda 1821</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Heinrich_Moritz_Poppe_Manuale_di_Tecnologia_1821_Vol1.pdf">SCARICA | Heinrich Moritz Von Poppe: Manuale di teconologia - Volume 1</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Heinrich_Moritz_Poppe_Manuale_di_Tecnologia_1821_Vol2.pdf">SCARICA | Heinrich Moritz Von Poppe: Manuale di teconologia - Volume 2</a></pre>
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		<title>Rafael Guastavino: Prolegomenos or function of masonry in modern architectural structures, 1893</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/rafael-guastavino-prolegomenos-function-of-masonry-in-modern-architectural-structures/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/rafael-guastavino-prolegomenos-function-of-masonry-in-modern-architectural-structures/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 20:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div class="one_half"><span class="dropcap">R</span><strong>afael Guastavino Moreno</strong> (nato a Valencia, Spagna nel 1842 e morto ad Asheville, North Carolina nel 1908) fu un costruttore reso celebre da un brevetto ottenuto negli Stati Uniti nel 1885 per costruire archi e volte autoportanti, utilizzando mattoni di terracotta con una posa ad incastro. In realtà queste strutture sono molto diffuse nell&#8217;area mediterranea, a partire dai Trulli, ma non erano conosciute oltreoceano: da qui il suo grande successo.</div>
<div class="one_half last">Sbarcato a New York da Barcellona nel 1881, ricevette la prima vera commessa per il cantiere della Libreria Pubblica di Boston (McKim, Mead e White) nel 1889. Associatosi con William Blodgett, nel 1890 ottenne di lavorare con George W. Vanderbilt per costruire le arcate di casa Biltmore ad Asheville, North Carolina.</div>
<div class="clear"></div>
<div class="one_third"><span class="dropcap">N</span><strong></strong>el 1900, gli architetti newyorkesi Heins &amp; LaFarge chiamarono Guastavino per la costruzione della stazione di City Hall, che divenne un punto di partenza per la metropolitana di New York City. La stazione fu abbandonata nel 1945, divenendo una reliquia leggendaria della Manhattan sotterranea.<br />
Guastavino lavorò anche al soffitto del Manhattan Municipal Building, costruito tra il 1907 ed il 1914.</div>
<div class="one_third">Alcuni degli edifici più rappresentativi del movimento Beaux-Arts a New York e numerosi edifici in tutti gli Stati Uniti portano la firma della sua azienda: la Rockefeller Chapel all&#8217;Università di Chicago, la Grand Central Terminal, la Carnegie Hall e l&#8217;American Museum of Natural History a New York, il Nebraska State Capitol.</div>
<div class="one_third last">La <em>Guastavino Fireproof Construction Company</em> ha eseguito il suo ultimo progetto nel 1962, utilizzando vari altri nomi, tra cui <em>Akoustolith</em>.</div>
<div class="clear"></div>
<p>&nbsp;</p>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Guastavino_Essay_on_the_theory_and_history_of_cohesive_construction_applied_especially_to_the_timbrel_ vault.pdf">SCARICA | Rafael Guastavino: Essay on timbrel vault</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Guastavino_Prolegomenos_function_of_masonry_in_modern_architectural_structures_Part_1.pdf">SCARICA | Rafael Guastavino: Prolegomenos - function of masonry - Volume 1</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Guastavino_Prolegomenos_function_of_masonry_in_modern_architectural_structures_Part_2.pdf">SCARICA | Rafael Guastavino: Prolegomenos - function of masonry - Volume 2</a></pre>
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		<title>Siamo al Moa Casa 2012 Padiglione 2</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/moa-casa-2012-padiglione-2/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/blog/moa-casa-2012-padiglione-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 13:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Antiche Fornaci Giorgi esporrà i propri prodotti con un piccolo allestimento al Moa Casa &#8211; padiglione 2, presso la Nuova Fiera di Roma &#8211; Ingresso Est, dal 28 Aprile al 6 Maggio 2012. Dal Lunedì al Venerdì la fiera è aperta dalle ore 16:00 alle ore 21:00, con ingresso gratuito. Sabato e Domenica la fiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antiche Fornaci Giorgi</strong> esporrà i propri prodotti con un piccolo allestimento al <strong>Moa Casa &#8211; padiglione 2</strong>, presso la Nuova Fiera di Roma &#8211; Ingresso Est, dal 28 Aprile al 6 Maggio 2012.</p>
<p>Dal Lunedì al Venerdì la fiera è aperta dalle ore 16:00 alle ore 21:00, con ingresso gratuito.<br />
Sabato e Domenica la fiera apre alle ore 10:00 e chiude alle ore 20:00, il costo dell&#8217;ingresso è di €7.</p>
<p>I pezzi sono esposti per invitare i visitatori a ragionare sulla possibilità di realizzare qualsiasi oggetto tramite una composizione di mattoni: colonne, scale, camini, comignoli, cucine, fontane, pozzi, aiuole.<br />
Viene mostrato un confronto tra l&#8217;impasto dei nostri mattoni fatti a mano e quello di industriali: si nota come l&#8217;eccessivo numero di grani ed impurità presente all&#8217;interno dei mattoni industriali, ne inficia le proprietà meccaniche.<br />
Parimenti, è possibile toccare e pesare i mattoni, notarne le naturali sfumature di colore e le diverse fattezze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img title="Allestimento Antiche Fornaci Giorgi - Ferentino" src="http://www.antichefornaci.it/images/2012_moa_casa_roma_allestimento.jpg" alt="2012 moa casa roma allestimento Siamo al Moa Casa 2012 Padiglione 2   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" width="906" height="562" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone" title="Allestimento Antiche Fornaci Giorgi - Ferentino" src="http://www.antichefornaci.it/images/2012_moa_casa_roma_locandina.jpg" alt="2012 moa casa roma locandina Siamo al Moa Casa 2012 Padiglione 2   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gustav Adolf Breymann: Allgemeine bau Constructions Lehre, 1840</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/gustav-adolf-breymann-allgemeine-bau-constructions-lehre/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/gustav-adolf-breymann-allgemeine-bau-constructions-lehre/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 10:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; ustav Adolf Breymann (nato nel 1807 a Blankenburg Harz, morto il 17 agosto 1859 a Stoccarda) è stato un architetto tedesco, professore presso la Scuola Politecnica Reale di Württemberg. La sua pubblicazione Allgemeine bau Constructions Lehre (Trattato generale sulle costruzioni) del 1849, edita da Hoffmann Stuttgart, è stata poi ulteriormente sviluppata da Heinrich Lang, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span class="dropcap">G</span><strong>ustav Adolf Breymann</strong> (nato nel 1807 a Blankenburg Harz, morto il 17 agosto 1859 a Stoccarda) è stato un architetto tedesco, professore presso la Scuola Politecnica Reale di Württemberg. La sua pubblicazione <em><strong>Allgemeine bau Constructions Lehre</strong></em> (Trattato generale sulle costruzioni) del 1849, edita da Hoffmann Stuttgart, è stata poi ulteriormente sviluppata da Heinrich Lang, Otto Warth, Otto Koeniger e Ugo Scholtz.</p>
<p>Non si hanno ampie notizie della sua vita professionale, ma restano numerosi disegni che hanno costituito il corpo dei suoi libri. Breymann progettò la sinagoga di Stoccarda, completata sotto la direzione del suo allievo Adolf Wolff.</p>
<p><span class="dropcap">C</span>on Gustav Adolph Breymann si concretizza la valutazione delle opere di fondazione in termini di equilibrio fra il carico verticale e reazione del terreno. Breymann sviluppa questo approccio iniziando la trattazione di fondazioni elementari per giungere alle fondazioni di murature sottoposte a carichi laterali, imponendo che il “momento rovesciante” sia inferiore al “momento statico” della muratura, analogamente a quanto fatto per i muri di sostegno. Sempre preciso nei calcoli, Breymann applica con chiarezza i principi della scienza delle costruzioni sfruttandoli per dimensionare le fondazioni. Il problema dei plinti è risolto con l’applicazione della formula della compressione assiale, ponendo però sempre in evidenza il problema della pressoflessione. Per l’altezza delle riseghe di una fondazione nastriforme in muratura Breymann suggerisce la semplice regola <em>h = da 1 a 3 volte d</em>, rimasta un punto di riferimento per lunghissimo tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Gustav_Breymann_Allgemeine_bau_Constructions_Lehre_Vol_1_Constructionen_in_Stein.pdf">SCARICA | Gustav Breymann: Constructionen in Stein</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Gustav_Breymann_Allgemeine_bau_Constructions_Lehre_Vol_2_Constructionen_in_Holz.pdf">SCARICA | Gustav Breymann: Constructionen in Holz</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Gustav_Breymann_Allgemeine_bau_Constructions_Lehre_Vol_3_Costructionen_in_Metall.pdf">SCARICA | Gustav Breymann: Costructionen in Metall</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Gustav_Breymann_Trattato_Generale_Costruzioni_Civili_Vol5.pdf">SCARICA | Gustav Breymann: Illustrazioni dal Trattato Generale di Costruzioni Civili</a></pre>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Produzione di elementi su progetto o riproduzioni da campione</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/cotto-fatto-a-mano/produzione-di-elementi-su-progetto-o-riproduzioni-da-campione/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/cotto-fatto-a-mano/produzione-di-elementi-su-progetto-o-riproduzioni-da-campione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 21:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bagni e Cucine in muratura]]></category>
		<category><![CDATA[Bricolage, Hobby, Oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[Camini e Comignoli]]></category>
		<category><![CDATA[Catalogo Cotto fatto a mano]]></category>
		<category><![CDATA[Coperture]]></category>
		<category><![CDATA[Finiture e Decorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pavimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pezzi Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Rivestimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>
		<category><![CDATA[Smalti]]></category>
		<category><![CDATA[Sottotetti e Volte decorate]]></category>
		<category><![CDATA[Targhe e Stemmi]]></category>
		<category><![CDATA[Vasi, Orci, Fioriere]]></category>

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		<description><![CDATA[Antiche Fornaci Giorgi dispone di un laboratorio interno attrezzato per: - realizzazione di stampi in gesso e legno, con possibilità di disporre di piccole presse e estrusori - produzione specialistica a mano di oggetti in cotto, ceramica smaltata, gres, porcellana e altri tipi di materiali ceramici - produzione non specialistica di oggetti in altri materiali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antiche Fornaci Giorgi dispone di un laboratorio interno attrezzato per:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>- realizzazione di stampi in gesso e legno</strong>, con possibilità di disporre di piccole presse e estrusori<strong><br />
- produzione specialistica a mano di oggetti in cotto, ceramica smaltata, gres, porcellana</strong> e altri tipi di materiali ceramici<br />
- <strong>produzione non specialistica di oggetti in altri materiali</strong>, come cemento, bronzo, vetro, resine<br />
- <strong>taglio con disco diamantato, taglio ad idrogetto e fresatura a controllo numerico</strong> per lavorazioni successive di tali oggetti</p>
<p>E&#8217; possibile quindi produrre elementi su progetto o campione per:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- <a title="LeWineOil design workshop 5-11 Marzo 2012" href="#prototipi"><strong>realizzazione di prototipi</strong></a> di design o altri pezzi speciali per architettura<br />
- <a title="LeWineOil design workshop 5-11 Marzo 2012" href="#reintegro"><strong>reintegro di parti mancanti</strong></a> in pavimentazioni, murature, rivestimenti, coperture<br />
- <strong><a title="LeWineOil design workshop 5-11 Marzo 2012" href="#riparazione">riparazione o sostituzione di oggetti</a> </strong>di pregio o di parti mancanti<br />
- <a title="Francesco Milizia: Principij di Architettura Civile, 1785" href="#riproduzione"><strong>riproduzione di elementi non più in commercio</strong></a></p>
<p>Il servizio è rivolto a chiunque: aziende, progettisti, esecutori, accademici, studenti, appassionati.<br />
Antiche Fornaci Giorgi si rende disponibile alla produzione conto terzi, alla cooperazione ed in alcuni casi anche al finanziamento del progetto.<br />
L&#8217;azienda assicura il dispiegamento di tutti i propri saperi ed il massimo impegno nella realizzazione di un prodotto simile all&#8217;originale o ai dati di progetto, ma richiede alla committenza altrettanta flessibilità sui tempi di produzione e consegna, essendo questi impossibili da stimare. <strong>L&#8217;ingegnerizzazione di un nuovo prodotto è infatti il procedimento più complesso che la linea di produzione di una fabbrica possa attraversare</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Indice</h3>
<p><a href="#prototipi">Realizzazione di prototipi</a><br />
<a href="#reintegro">Reintegro di parti mancanti</a><br />
<a href="#riparazione">Riparazione o sostituzione di oggetti</a><br />
<a href="#riproduzione">Riproduzione di elementi non più in commercio</a><a href="#aspetti"><br />
</a><a href="#aspetti">Aspetti del procedimento di creazione di un oggetto</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a name="prototipi"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Realizzazione di prototipi</h3>
<p>Progettisti, accademie e scuole di design hanno spesso bisogno di realizzare oggetti in materiali ceramici da esporre, fotografare, inviare come campioni.<br />
Antiche Fornaci Giorgi si rende disponibile alla <strong>realizzazione di prototipi, tirature limitate e produzione in serie, eventualmente anche in partnership economica e commerciale con la committenza</strong>.<br />
<span style="color: #008000;"><strong>La realizzazione di un prototipo rientra generalmente in una spesa di € 500</strong>, assumendo come già svolta la necessaria fase di progetto, modellazione 3d o disegno cad e rendering fotorealistico. La prototipazione rapida o la realizzazione dell&#8217;oggetto in scala 1:1 con altri materiali è facoltativa ma apprezzata, poichè su tali oggetti è possibile realizzare immediatamente uno stampo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a name="reintegro"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Reintegro di parti mancanti</h3>
<p>Nelle operazioni di restauro capita spesso di incontrare parti mancanti, spaccate o fortemente deteriorate in pavimenti, rivestimenti o coperture in cotto fatto a mano o ceramica smaltata.<br />
Il reintegro avviene riproducendo mattoni delle stesse dimensioni e qualità, sui quali Antiche Fornaci Giorgi riesce a <strong>simulare anche la patina del tempo</strong>, affinchè siano perfettamente camuffati attorno agli originali circostanti.<br />
<span style="color: #008000;">Il procedimento prevede un<strong> lieve sovrapprezzo rispetto ai mattoni in normale produzione, </strong>partendo dai<strong> 50€/mq.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a name="riparazione"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riparazione o sostituzione di oggetti</h3>
<p>E&#8217; possibile <strong>ricomporre oggetti di pregio rotti (sculture, vasellame, stoviglieria, mattonelle decorate a mano)</strong>, ricostruendone eventualmente le parti mancanti. Si realizzano altrimenti copie sostitutive.<br />
Questo si applica in particolare a fregi e altre caratteristiche architettoniche esposte alle intemperie, allo smog, ad incidenti e demolizioni.<br />
<span style="color: #008000;"><strong>I costi variano caso per caso</strong>, e sono proporzionali alle dimensioni ed alla complessità dell&#8217;oggetto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a name="riproduzione"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riproduzione di elementi non piu&#8217; in commercio</h3>
<p>Accade spesso che  i <strong>rivestimenti ceramici sulle facciate di un palazzo si distacchino, lasciando dei vuoti</strong>.<br />
Altre volte è necessario <strong>rompere il rivestimento per operazioni di manutenzione</strong> di un tubo murato.<br />
Altre ancora si vuole <strong>realizzare una parte aggiuntiva che sia del tutto simile a quelle già presenti</strong>.<br />
In questi casi <strong>sostituire completamente i prodotti già presenti risulta antieconomico.</strong><br />
Antiche Fornaci Giorgi può riprodurre numerosi prodotti con varie tecniche. Il procedimento risulta lungo e laborioso, ed è spiegato nella seguente sezione <a title="LeWineOil design workshop 5-11 Marzo 2012" href="#aspetti">Aspetti del procedimento di creazione di un oggetto</a>.<br />
<span style="color: #008000;">La realizzazione di un<strong> campione per l&#8217;approvazione presso la committenza varia da €100 a €400.</strong></span><br />
<span style="color: #008000;">Potendo le tirature variare tra le decine e le migliaia di pezzi,<strong> il prezzo del singolo elemento diminuisce con l&#8217;aumentare della quantità richiesta.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="opacity: 100;" title="" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Produzione di elementi su progetto o riproduzioni da campione   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><a name="aspetti"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Aspetti del procedimento di creazione di un oggetto</h3>
<p>Produrre copie fedeli ad un campione è un procedimento non univoco, fatto di numerosi tentativi.<br />
In questa sezione si elencano le fasi di lavorazione per sottolineare come sia <strong>impossibile determinare tempistiche esatte</strong>.<br />
I procedimenti descritti si riferiscono al metodo seguito da Antiche Fornaci Giorgi, ovvero la <strong>produzione di oggetti interamente fatti a mano</strong>. Sistemi di automazione possono essere inseriti nel processo produttivo qualora siano richiesti grandi volumi: superiori alle 20.000 unità per pezzi geometricamente regolari e alle 500 unità per pezzi complessi. Questo <em>trade-off</em> dipende ovviamente anche dal budget disponibile e dal prezzo di vendita dell&#8217;oggetto finito.<br />
Si procede nella seguente maniera:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Analisi del materi</strong><strong>al</strong><strong>e</strong>.</span> Nella creazione di oggetti va studiato il tipo di materiale richiesto, eventualmente tramite una campionatura delle possibili consistenze al tatto e trame superficiali.<br />
Nelle riproduzioni, identificare il materiale originale facilita la realizzazione di colorazioni e trame immediatamente compatibili, ma a volte i componenti non sono riconoscibili tramite una semplice ispezione visiva. Questa fase contempla quindi una eventuale analisi con attrezzature apposite, non disponibili presso Antiche Fornaci Giorgi. Risulta quindi molto apprezzata una analisi preventiva da parte della committenza o quantomeno la comunicazione di modello, produttore e anno di produzione del dato oggetto.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Scelta delle materie prime</strong>.</span> La ceramica è un campo vastissimo, che prevede innumerevoli composti con diverse finiture, consistenze, trame, colorazioni, carratteristiche tecniche. Questi composti non sono sempre immediatamente disponibili o reperibili.<br />
Antiche Fornaci Giorgi dispone di cave di argille ferrose, poco ferrose e non ferrose, con le quali è possibile realizzare qualsiasi mattone fatto a mano per architettura in maniera pressoché immediata. Ma nelle numerosissime varianti del mondo della ceramica, a volte i materiali vanno ordinati presso appositi produttori, con tempi lunghi tra la scelta in cataloghi enciclopedici e la consegna di piccole campionature (tra l&#8217;altro non sempre possibile) tramite corriere presso lo stabilimento. Si tenga in conto che &#8211; per motivi di resistenza, durata, facilità di stampaggio &#8211; a volte si decide di utilizzare anche composti differenti dall&#8217;originale, ricominciando dall&#8217;inizio il procedimento.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Realizzazione dell&#8217;impasto campione</strong>.</span> Si realizza una ricetta riproducibile che cerca di imitare la finitura desiderata e il colore di base della massa dell&#8217;oggetto, con un contenuto di acqua adeguato alla tecnica di realizzazione scelta.<br />
Nelle riproduzioni, qualora l&#8217;oggetto presenti una colorazione a tutta massa specifica a volte si incontrano difficoltà aggiuntive, poiché la ricerca dell&#8217;esatto tipo di colorazione tende a modificare anche i ritiri dell&#8217;intero pezzo. I campioni di impasto vanno cotti per controllare il risultato.<strong></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Realizzazione di un oggetto campione</strong>.</span> Lavorando un panetto di materiale interamente a mano, si costruisce il campione su cui realizzare il primo stampo. Successivamente l&#8217;oggetto padre va rifinito, essiccato e cotto, altrimenti l&#8217;impasto liquido usato per creare lo stampo lo scioglierebbe. Questo oggetto deve essere più grande dell&#8217;originale, per compensare il ritiro del materiale di cui è composto lo stampo e anche il futuro ritiro dell&#8217;oggetto creato tramite lo stampo stesso: la fase del doppio ritiro richiede innumerevoli prove.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Realizzazione di stampi con dimensioni calibrate.</strong></span> Per ottenere la giusta plasticità, l&#8217;impasto contiene una adeguata dose di acqua. Prima della cottura l&#8217;oggetto va fatto completamente essiccare: l&#8217;evaporazione causa ritiri non lineari sulle tre dimensioni, ampiamente variabili anche a seconda dei componenti chimici dell&#8217;impasto (dal 4 al 28%). Analizzati i ritiri, va costruito un nuovo stampo con dimensioni rettificate e ripetuto il procedimento. Su oggetti geometricamente regolari generalmente è garantita l&#8217;ottima corrispondenza di forme e dimensioni.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Prove di cottura</strong>.</span> Vanno calcolati gli esatti tempi e temperature, costruiti cestelli in materiale refrattario per posizionare i pezzi in maniera adeguata, affinché cuociano correttamente, non si attacchino tra loro e non si deformino. Alcuni impasti ritirano ulteriormente durante la cottura, aggiungendo un&#8217;altra variabile difficile da controllare.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Produzione dei pezzi in serie</strong>.</span> Si realizzano più stampi uguali, si producono i pezzi che vanno fatti essiccare e vanno in seguito rifiniti. Per tirature superiori alle 3.000 unità si realizzano anche 100 stampi (anch&#8217;essi rappresentano un costo di tempo e denaro), con una produzione di 100/300 pezzi al giorno. Si consideri infatti che alcuni pezzi vanno lasciati indurire nello stampo prima di essere distaccati, e che non è possibile utilizzare in continuazione un singolo stampo di gesso perché il contenuto di acqua dell&#8217;impasto lo deteriora.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Eventuale lavorazione meccanica.</strong></span> Sia prima che dopo la cottura, ma mai su oggetti smaltati, è possibile eseguire incisioni, marchiature, carteggiatura della superficie, molatura dei bordi, rettifica delle dimensioni o taglio. Qualora sia necessario un oggetto geometricamente regolare di grande precisione, sono possibili tolleranze di 0.8mm grazie ad una successiva lavorazione tramite taglio ad idrogetto, possibile solo su oggetti già cotti.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Prova colore sui pezzi in serie</strong>.</span> E&#8217; il procedimento più laborioso in quanto i risultati della colorazione non sono mai prevedibili a priori, ma solo dopo la cottura. La somma delle reazioni chimiche che avvengono tra substrato, ossidi, composizione dell&#8217;atmosfera interna al forno, residui della lavorazione ed altri eventuali composti indesiderati sono assolutamente imprevedibili e non riproducibili. Questo è il motivo per cui <strong>non è possibile richiedere che la colorazione risultante sia esatta e costante su tutta la produzione</strong>. Con una serie di prove, si sceglie la ricetta che produce il risultato più vicino al campione. Si ricordi inoltre che la patina del tempo trasforma i materiali: non è quindi possibile prevedere come si trasformerà la copia rispetto agli originali, fatto da considerare in particolare nel caso di reintegro di parti mancanti con presenza di elementi circostanti originali.</p>
<p style="padding-left: 30px;">       <span style="color: #008000;"><strong>Eventuali smaltature successive.</strong></span> Per ottenere dati risultati di colorazione o finitura superficiale, non sempre basta una sola smaltatura. L&#8217;oggetto non smaltato va essiccato e cotto ad esempio a 1.100°C; la mano di fondo della smaltatura va essiccata e per vetrificare deve essere cotta con una seconda cottura ad esempio a 980°C; le decorazioni o l&#8217;applicazione di decalcomanie per ceramica vanno eseguite, essiccate e cotte di nuovo con una terza cottura ad esempio a 910°C. Questo significa un grande aumento dei tempi di realizzazione e dei costi di un dato oggetto.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>       Imballaggio</strong>.</span> Anche un accurato imballaggio richiede del tempo. Non tutti gli oggetti infatti possono essere confezionati con le scatole utilizzate nel normale ciclo di lavorazione dell&#8217;azienda, come del resto oggetti prodotti in serie necessitano di apposita confezione ed etichettatura. E non sia mai che dopo tanto lavoro il risultato arrivi a destinazione rotto, quindi anche ideare la maniera giusta per impilare gli oggetti su pallet richiede del tempo.</p>
<p>Per una stima delle tempistiche, si ricordi sempre che <strong>ogni singola prova va fatta essiccare</strong> 48/72 ore e va cotta: per completare una cottura si impiega a volte più di una settimana tra <strong>riempimento del forno</strong> (sarebbe antieconomico cuocere un solo pezzo alla volta, quindi va sfruttato l&#8217;intero volume riempiendolo con altri prodotti), <strong>cottura</strong> (lento aumento della temperatura, stazionamento alla temperatura massima desiderata) e <strong>raffreddamento</strong> (non è possibile aprire il forno immediatamente: è necessario aspettare che la temperatura scenda lentamente onde evitare fratture dei pezzi al suo interno, dovute allo shock termico).</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LeWineOil design workshop 5-11 Marzo 2012</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/lewineoil-design-workshop-5-11-marzo-2012/</link>
		<comments>http://www.antichefornaci.it/blog/lewineoil-design-workshop-5-11-marzo-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 10:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antichefornaci.it/?p=1925</guid>
		<description><![CDATA[Una selezione di trenta architetti e designers, laureati e/o studenti, dovranno mettere in campo le proprie professionalità per  reinterpretare le tecniche artigianali e industriali con uno spirito contemporaneo proponendo nuovi oggetti, complementi e segni destinati al mondo del vino e dell’olio. Gli ambiti in cui proporre le proprie idee sono: - Product: produzione di oggetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una selezione di trenta architetti e designers, laureati e/o studenti, dovranno mettere in campo le proprie professionalità per  reinterpretare le tecniche artigianali e industriali con uno spirito contemporaneo proponendo nuovi oggetti, complementi e segni destinati al mondo del vino e dell’olio.</p>
<p>Gli ambiti in cui proporre le proprie idee sono:<strong></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>- Product</strong>: produzione di oggetti ed accessori che riguardano il vino e l’olio (coltivazione, conservazione, consumo, utensili e accessoristica in genere).<br />
<strong>- Exhibit</strong>: soluzioni di arredo ed allestimento (enoteche, cantine, lounge bar ed altre location inerenti).<br />
<strong>- Visual</strong>: produzioni di grafiche (etichette, packaging, brand, marchi).</p>
<p>La <em>cultura</em> e <em>coltura</em> dell’olivo e della vite nella nostra provincia hanno ormai raggiunto ottimi livelli di crescita e di riconoscibilità, tanto a livello di mercato nazionale quanto internazionale. Grazie all’impegno costante e coraggioso di quelli che da anni, ormai, operano in questi settori, la produzione di olio e vino è senza dubbio uno dei fiori all’occhiello dell’economia ciociara, volano di interessi di notevole entità.<br />
A riprova di quanto detto ci sono gli innumerevoli premi che hanno investito questi due preziosi prodotti, riconosciuti come tali anche da guide e riviste culinarie, gastronomiche ed enologiche di fama internazionale: l&#8217;idea di salvare la qualità dei prodotti delle nostre terre, recuperando modalità di coltivazione tipiche e salvaguardando dalla “globalizzazione” le specie autoctone del nostro territorio, sta dando risultati incoraggianti che rilanciano in termini economici la nostra provincia, con le specializzazioni e le peculiarità vocazionali che la caratterizzano da sempre.</p>
<p>Questo ragionamento andrebbe applicato su scala nazionale a tutte le peculiarità del Bel Paese, con lo scopo di proteggerle ed affermarle per l&#8217;esportazione. <strong>Antiche Fornaci Giorgi</strong> aderisce in toto a questa filosofia, in quanto anche il cotto fatto a mano risulta essere un prodotto misconosciuto, soggetto ad ogni barbarie legislativa ed a numerose imitazioni &#8211; sia in Italia che all&#8217;estero &#8211; che ne deturpano il buon nome.<br />
Assommando queste situazioni, accade che i prodotti <em>veri</em> <em></em><em></em>non riescano ad uscire dalle barriere della piccola impresa con distribuzione locale, e che sia inficiata la stessa fattibilità del modello di business.<br />
Ma il peggiore dei risultati è che all&#8217;estero non viene conosciuto il meglio, ma la sua contropartita di imitazione, che notoriamente è di qualità ben più scadente. Ecco allora una diretta associazione Made in Italy &#8211; prodotto scadente a prezzi esagerati.<br />
La ricetta perfetta per distruggere un sistema economico fatto di specialità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Indice</h3>
<p><a href="#workshop">L&#8217;idea del workshop</a><br />
<a href="#motivazioni">Motivazioni antropologiche, storiche e culturali</a><br />
<a href="#olio">L&#8217;olio</a><br />
<a href="#vino">Il vino</a><br />
<a href="#promotori">Promotori</a><br />
<a href="#convegno">Convegno iniziale</a><br />
<a href="#tutor">Tutor per il workshop</a></p>
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<h3><a name="workshop"></a>L’idea del Workshop</h3>
<p>Da qui l’idea del workshop “<strong>le wINe oIL</strong>” come tentativo di favorire la comunicazione tra il mondo produttivo dell’olio e del vino con le piccole industrie locali, al fine di cercare le modalità che consentano di presentare ed utilizzare al meglio queste risorse.</p>
<p>Le aziende locali possono, senza temere confronti, fornire ai prodotti della nostra terra, olio e vino, quel “cappello” di accessori che vanno dal <em>product</em> (utensili, oggetti, accessoristica, complementi di arredo&#8230;) all’<em>exhibit</em> (spazi espositivi per la vendita, la produzione e la degustazione, spazi per la conservazione, format per lounge eno-bar&#8230;) al <em>visual</em> (brand concept, etichette, cataloghi, packaging…) necessari alla corretta divulgazione e commercializzazione degli stessi.</p>
<p>Le tradizioni locali, nel campo della produzione artigianale, sono assolutamente pregevoli e, pertanto, devono essere opportunamente salvaguardate e ulteriormente valorizzate. Artigianato e piccola produzione industriale sono, in tutto e per tutto, una forma d’arte anche se non sempre riconoscibile nell’immediato e spesso con scarsa visibilità: l’attenzione ai dettagli unita alla maestria degli operatori garantiscono prodotti di qualità.</p>
<p>La finalità del workshop è la ricerca di prodotti innovativi che consentano di affrontare le sfide dell’attuale mercato internazionale, e che siano basati sull’uso di materiali e tecniche della tradizione: architetti e designers sono chiamati a mettere in campo le proprie professionalità per vincere questa sfida.</p>
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<p><img src="http://www.antichefornaci.it/images/2012_lewineoil_workinprogress.jpg" title="LeWineOil design workshop 5 11 Marzo 2012   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" alt="2012 lewineoil workinprogress LeWineOil design workshop 5 11 Marzo 2012   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
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<h3><a name="motivazioni"></a>Motivazioni Antropologiche, Storiche e Culturali</h3>
<p>La scelta di questo argomento è dettata dall’importanza nella storia della civiltà mediterranea di due prodotti, olio e vino, che ne rappresentano elementi simbolici di grande portata, oltre a caratterizzarne notevolmente il paesaggio, attraverso la tipologia di coltivazione.</p>
<p>Basterebbe ricordare l’ampia presenza di questi prodotti già nelle più importanti culture del mondo mediterraneo, quale la greca e l’ebraica. Nella antica Grecia viene riconosciuto nell’olivo il simbolo di Atene e della grecità stessa; in Dioniso e nei culti e riti connessi si colloca tutto il complesso dei simboli legati alla vite e al vino. Nella civiltà ebraica Noè, dopo il diluvio, pianta la vite per trarne il succo del quale si inebria. I riti cristiani assicureranno al vino e all’olio un posto privilegiato, carico di valori paradigmatici; nel medioevo ne verranno riprese tutte le qualità materiali e simboliche.</p>
<p>La conservazione delle colture tradizionali è stata assicurata specie dagli ordini monastici, al pari delle trasposizioni simboliche, trasferite nel rituale cristiano cattolico: basta pensare al valore del vino nel sacrificio della messa ed alla presenza dell’olio nelle varie celebrazioni di unzione (dai re, ai sacerdoti, ai catecumeni).</p>
<p>Nella civiltà moderna, olio e vino conservano tutti i valori simbolici che la tradizione ha loro attribuito e contestualmente rappresentano prodotti fondamentali dell’agricoltura e dell’economia mediterranea.</p>
<p>Tecniche di produzione, modalità di trasporto e di commercializzazione, modi di conservazione, forme di utilizzo e di consumo, per l’alimentazione, la medicina e la cura del corpo, sono attualmente cardini fondamentali nella realtà economica.</p>
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<p><img src="http://www.antichefornaci.it/images/2012_lewineoil_workinprogress2.jpg" title="LeWineOil design workshop 5 11 Marzo 2012   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" alt="2012 lewineoil workinprogress2 LeWineOil design workshop 5 11 Marzo 2012   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
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<h3><a name="olio"></a>L&#8217;olio</h3>
<p>E’ l’unico olio vegetale che si ottiene da un frutto e non da un seme. E’ la sostanza la cui composizione chimica è la più simile al latte materno. L’olio è cibo, medicina, cosmesi: 200 componenti attivi lo rendono un alimento unico che protegge le cellule del nostro organismo rallentandone i processi di invecchiamento, accrescendo la resistenza ai radicali liberi.</p>
<p><strong>Italiani, Greci e Spagnoli</strong>, che da sempre consumano olio di oliva, sono dieci volte in meno esposti ai rischi di disturbi cardiovascolari rispetto ai grandi consumatori di grassi animali, cioè le popolazioni del centro – nord Europa e degli USA. Sono circa 500 le <em>cultivar</em>, cioè differenti varietà di ulivi, classificate in Italia, ognuna un profumo, un gusto, un’identità, ponendo l’Italia al primo posto nel mondo nel rappresentare la biodiversità dell’ulivo. L’ulivo vive e cresce in condizioni ideali dal 30° al 45° parallelo nord ma la pianta trova un habitat favorevole ad analoghe latitudini meridionali, così come riesce a far maturare le olive se vive, generalmente non oltre i 700/800 metri di altitudine.<br />
Per produrre un buon extravergine si deve tener conto di: fattori ambientali (clima, terreno, esposizione), fattori agrotecnici (impianto, potatura, cure colturali), scelta varietale (cultivar), fattori umani (tempi e modalità di raccolta, trasporto e conservazione delle olive).</p>
<p><strong>Il viaggio tra i colori dell’olio</strong> parte da un verde intenso brillante al limite del fluorescente, ad un giallo scarico al limite del bianco, passando attraverso l’arancio, ma non deve essere mai incolore. L’emozione è: profumo, gusto, tatto. Il profumo dell’olio buono saprà del frutto che lo anima, quindi di oliva, ma è anche mela verde, mandorla fresca, pomodoro verde, fiori pungenti quando l’olio è fresco e nuovo per diventare poi melone, noce, pinolo o fieno quando l’olio è maturo ma sempre deve essere privo di difetti. Il profumo sarà anche il ricordo della terra da cui proviene, così tanto da avere riconoscimenti varietali, cioè identificativi della cultivar di provenienza. Il gusto può essere dolce, amaro, piccante, con tutte e tre le componenti insieme, dove una prevale sull’altra o dove sono in equilibrio tra loro, ma dovrà regalare dinamicità e lunghezza lasciando una bocca buona, pulita, gustosa. Anche in questo caso si parlerà di gusto varietale, olive differenti regalano gusti differenti. Il tatto cambia la sensazione gustativa: quando l’olio è pieno, ricco ma fluido e poco unto, darà spazio ai caratteri gustativi e non monopolizzerà la bocca con la grassezza; può essere “nervoso” e rivelare così una pasta di oliva concentrata ed essenziale, così come morbido perché maturo ma la sensazione di pulizia dovrà chiudere l’assaggio. Per queste ragioni un extravergine può cambiare il gusto di un piatto, fare la differenza.</p>
<p><strong>I nemici dell’olio</strong> sono la luce, il freddo, l’umidità, il tempo che passa, gli odori esterni.<br />
L’olio ama il buio, la solitudine, il vetro.</p>
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<h3><a name="vino"></a>Il vino</h3>
<p>Il vino è un prodotto; la sua natura, legata intimamente alle condizioni di un luogo, non deve e non può far dimenticare che senza la scoperta dell’uomo, una vera e propria invenzione, il vino non sarebbe mai nato.<br />
Il vino è un prodotto edonistico; la sua vocazione è dare piacere, il suo nutrimento non è paragonabile a quello di altri alimenti fondamentali, come il latte, il pane, i vegetali, si tratta di un apporto profondamente spirituale.<br />
Il vino è un prodotto estetico; sebbene la sua natura imprevedibile sia legata essenzialmente al luogo e alla variabilità delle annate, è indubbia la ricchezza estetica e la capacità del vino di influenzare e far crescere – o regredire – il gusto delle persone; per questo motivo, il produttore ha il dovere di tenere insieme forma e sostanza.</p>
<p><strong>Prodotto, Luogo, e Comunicazione</strong>. Il vino è principalmente sogno; ogni vino è chiamato a restituire un pezzettino del sogno che lo ha generato; non si tratta di una visione dell’autore ma di ciò che alimenta l’immaginazione di chi ne gode; se tra i primi elementi vi sono gli uomini e le donne che sono dietro al prodotto, il punto nodale è la storia, attorno alla quale ruota non solo la tradizione di un vino ma dalla quale scocca la scintilla della passione che avvicina le persone consumatori.<br />
Il vino è genio del luogo; sebbene non sia paragonabile alla definizione latina «genius loci», il vino ha il principale dovere di restituire il luogo da dove deriva; ora, per ottenere questo risultato il produttore non deve fare nulla di più di ciò che serve per ottenere un vino buono, tuttavia la possibilità che il luogo venga colto attraverso l’assaggio del vino è questione da esperti, dunque nel marketing, anche il più economicamente modesto, è indispensabile un’idea brillante che accompagni la presentazione, da quella verbale che ogni produttore fa, quando racconta il proprio lavoro, all’etichetta, passando per la retro etichetta e arrivando fino ai mezzi per confezionarlo e diffonderlo.</p>
<p><strong>Il vino è un prodotto da marketing</strong>: non è un caso che abbia usato il «da» e non il «di», visto che il segreto di un marketing durevole capace di creare affetto, e non effimero stupore, è nel mantenere il vino soggetto del marketing e non cadere nella classica deriva industriale nella quale il prodotto da promuovere, e vendere, col tempo si trasforma in strumento per alimentare il marketing stesso e perde lo “spirito del gioco”. Il vino evoca poesia, memoria, cultura, un marketing sensibile coltiva questa originalità<br />
e rafforza il senso di irripetibilità che ogni assaggio contiene. Il segreto per superare l’attualità e stimolare le persone è leggere meglio nelle caratteristiche organolettiche di ogni prodotto, lasciando intendere che la sua universalità è tale non perché ripercorre il gusto conformista e internazionale ma perché la sua impronta e la sua identità legate al luogo si stagliano senza esitazioni.</p>
<p><strong>Product Design</strong>. Il vino diventa un soggetto da design e da marketing appena prima di entrare in bottiglia, quando è quasi pronto per uscire sul mercato e il produttore ha fatto tutto il possibile per ottenere il miglior risultato rispetto a quella determinata annata. Tutte le volte che il marketing e la sezione commerciale di un’azienda hanno influenzato la produzione, cercando di formare e costruire il prodotto nel vigneto e in cantina, i risultati sono stati deludenti; talvolta si è ottenuto dal mercato un riscontro immediato in termini di visibilità e di reddito, tuttavia poggiando su basi poco solide perché lontane dalla vocazione del luogo e del vitigno utilizzato (o dei vitigni) ha mostrato presto la corda costringendo l’azienda a inventarsi continuamente novità per riaccendere l’interesse. Come detto sopra, il miglior marketing di un vino è insito nel luogo di produzione e nella storia della tipologia, elementi dai quali trarre la principale ispirazione, dalla quale, a sua volta, può discendere una serie di trovate intelligenti.<br />
Il servizio e la conservazione, ad esempio, sono gli ambiti nei quali dovrebbe svolgersi un intenso lavoro sinergico tra alcuni soggetti fondamentali del settore: il produttore del vino, il sommelier e il costruttore di oggetti possono dare al designer elementi fondamentali per immaginare strumenti – bottiglie, cavatappi, contenitori porta bottiglie da tavolo, da sala e da cantina, calici, salvagoccia, tappi che salvaguardano la tenuta della bottiglia aperta dopo che la pompetta aspirante ha levato l’ossigeno, contenitori per raffreddare o riscaldare, ecc. – utili ad alimentare la confidenza col prodotto vino e a rispettarlo integralmente, evitando sterili ridondanze – vedi la ricerca fatta sulle caraffe o il maniacale ricorso a un’innumerevole serie di bicchieri che insegue un ideale difficilmente afferrabile e fissabile – che allontanano dalla verità del liquido.</p>
<p><strong>Exhibit Design.</strong> Se il luogo dove il vino nasce una prima volta, il vigneto, è una questione prettamente contadina, la cantina, nella quale il liquido viene alla luce per la seconda volta, fonde competenze agricole, eco compatibili e una sana architettura “da lavoro”. Negli ultimi anni, alcuni industriali hanno investito in cantine firmate da architetti di grido, capaci di strabilianti innovazioni; questi luoghi soffrono però il limite di essere stati immaginati come delle show room e non come degli ambienti capaci di vivere il vino come l’ospite principale, oserei dire l’unico meritevole. Una grande svolta sarebbe indagare con i produttori naturali – gli industriali del vino e le aziende convenzionali hanno altre esigenze – le reali necessità di spazi e movimento di chi si trova a emancipare una materia nobile come l’uva e a custodirne il mosto durante la fermentazione e il vino durante la maturazione; quindi meno esibizione e più sostanza, una sfida che richiede uno sforzo d’indagine e una competenza superiori alla media di quello che è stato fatto finora. Lo stesso vale per i luoghi dove le bottiglie sono commercializzate, sbicchierate o vendute all’asporto. Maggiore attenzione ai soggetti principali: il vino e la persona consumatore. Nel caso del primo, il punto nodale è esporlo riducendo al minimo le possibilità che si rovini. Luce, calore, vibrazioni, repentine escursioni termiche sono i nemici giurati – non è un caso che le cantine ideali per la conservazione siano buie, fresche, stabili nella temperatura e fono assorbenti – e quindi vanno considerati ogni volta che si progettano scaffali in un’enoteca. Un’idea brillante era stata mettere in mostra le bottiglie vuote e regolarmente abbigliate, ma sono pochi i produttori che hanno la sensibilità di allegare questi “vuoti” ai vetri pieni; dunque ci vorrebbe un sistema che protegge le bottiglie buone e nello stesso tempo permetta al cliente di vedere correttamente tutto ciò che è in vendita.</p>
<p><strong>Visual design.</strong> Come già accennato nella sezione introduttiva, il vino possiede alcuni argomenti di marketing molto forti e, dal momento che è una bevanda edonistica ed estetica, vale la pena spendere nel modo migliore le idee e il denaro per scegliere la bottiglia adatta, vestirla, raccontare il contenuto, produrre una brochure e farla circolare.<br />
È fondamentale che il produttore capisca il legame tra l’estetica del liquido e quella del suo contenitore, con tutti gli annessi collegati. I francesi hanno insegnato che nella tradizione di etichette dall’apparenza semplice c’è il segreto del successo. Negli ultimi anni si è cercato di colpire le persone con dei veri cazzotti: bottiglie pesanti e dalle spalle larghe, capsule ed etichette disegnate da persone lontanissime dal vino (o completamente ubriache) e vogliose di affermare se stesse e non il soggetto, testi sulle etichette e sulle brochure incapaci di raccontare la verità. Partendo dalle radici del prodotto, ognuno ha una nascita irripetibile, si possono incrociare immagini e informazioni per generare l’obiettivo di ogni designer: uno stile inimitabile e durevole. Faccio un esempio: vivendo nel territorio delle Langhe si conosce bene la storia delle prime bottiglie, si possono anche vedere, da lì si ottiene un dato preziosissimo per far evolvere un’idea antica che aveva un senso. E se la cantina è giovane, dunque non può ispirarsi a una consuetudine consolidata, può fondere il patrimonio storico comune con gli spunti del luogo che occupa e nella modernità della struttura, tutte idee che devono<br />
essere presenti sull’etichetta e sulla scatola che contiene le bottiglie, per non parlare delle brochure esplicative. È evidente che c’è una crisi creativa di copy e grafici, se alla fine tutte le comunicazioni del vino si somigliano terribilmente, nonostante la differenza del primissimo impatto. Non è casuale la difficoltà di ricordare la messe di informazioni che ci raggiunge ogni giorno: alla qualità si cerca di sostituire la quantità, quasi che il marketing possa essere misurato e pagato “a peso”. Non si tratta di semplice minimalismo, sebbene in molti casi andrebbe recuperato, è più il tentativo di conoscere così bene il soggetto da raccontare e promuovere al punto da pensare una strategia non<br />
esportabile e capace di rimanere nella memoria nel consumatore. Inoltre, se il vino dentro la bottiglia è buono – restituisce il territorio, ha sintonia col cibo ed è digeribile – lo sforzo di arricchirlo di contenuti “esterni” diventa fatuo e nasconde l’insicurezza del produttore.<br />
Il segreto è, infine, il desiderio di narrare, cercando di superare l’impressione del primo impatto, così che il vino e i suoi accessori di marketing possano marciare insieme.</p>
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<p><img src="http://www.antichefornaci.it/images/2012_lewineoil_press.jpg" title="LeWineOil design workshop 5 11 Marzo 2012   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" alt="2012 lewineoil press LeWineOil design workshop 5 11 Marzo 2012   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
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<h3><a name="promotori"></a>Promotori</h3>
<p><strong><a href="http://www.distrettodeldesign.it/" target="_blank">ADD &#8211; Associazione Distretto del Design</a></strong> di cui Antiche Fornaci Giorgi è fondatrice, assieme ad altre 11 aziende</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Nata nel 2009, grazie alla sinergia tra un team di professionisti lombardi formati al Politecnico di Milano, e un gruppo di aziende del bacino della Media Valle del Liri e Ferentino (Fr) nel 2009, il Distretto del Design tenta di coniugare sapere pratico e sapere intellettuale, al fine di concepire e realizzare prodotti innovativi che riposizionino le aziende, sui nuovi mercati.  In collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Cassino,  (Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione) e al sistema dei Licei artistici provinciali, è stato fondato un Laboratorio Permanente di Comunicazione e Design presso il Polo didattico Universitario di Sora. Dal gennaio 2010 si tengono lezioni di avvicinamento e di sensibilizzazione degli studenti al disegno industriale,  cui spesso partecipano riconosciuti esperti del settore, con il preciso obiettivo di divulgare il design. Numerose sono, inoltre, le iniziative ed i progetti di ADD, legati al mondo della produzione locale, rivolta ormai ai nuovi orizzonti dei mercati nazionali ed esteri.</span></span></p>
<p><a href="http://www.fr.camcom.it" target="_blank"><strong>Camera di Commercio di Frosinone</strong></a></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: xx-small;">La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) di Frosinone è un Ente autonomo di diritto pubblico con funzioni di supporto al sistema delle imprese e di promozione dello sviluppo dell&#8217;economia locale.</span><span style="font-size: xx-small;"> Tali finalità vengono perseguite attraverso la realizzazione di interventi definiti sulla base di esigenze espresse dai principali settori economici, rappresentati nella Camera dalle associazioni di categoria.</span><br />
<span style="font-size: xx-small;"> I più importanti campi d&#8217;intervento sono: internazionalizzazione, formazione, innovazione tecnologica delle imprese, raccolta e diffusione di informazioni destinate agli operatori economici, sviluppo di servizi avanzati alle imprese. I servizi erogati all&#8217;utenza dalla CCIAA di Frosinone sono sostanzialmente riconducibili a due categorie: i servizi istituzionali e i servizi di supporto. I servizi istituzionali sono legati ad una serie di adempimenti che gli imprenditori sono obbligati ad assolvere presso la Camera di Commercio per avviare o modificare qualunque tipo di attività: comprendono la registrazione delle imprese, la gestione di albi, ruoli, elenchi, il rilascio di atti, certificati, autorizzazioni e licenze per interventi in Italia e all&#8217;Estero. I servizi di supporto comprendono interventi finalizzati alla promozione e assistenza per lo sviluppo della locale economia, all&#8217;incentivazione di relazioni d&#8217;affari anche internazionali, al finanziamento di progetti a favore delle nuove imprese, all&#8217;organizzazione di manifestazioni significative, nonché servizi di documentazione quali studi, ricerche e analisi socio-economiche sulla provincia di competenza. L&#8217;Ente ha la sede principale nella città di Frosinone, in viale Roma.</span><span style="font-size: xx-small;"> Uffici periferici sono ubicati nei comuni di Sora e Cassino.</span></p>
<p><a href="http://www.innova.fr.it" target="_blank"><strong>Innova</strong></a></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Il perfezionamento delle capacità e delle tecniche imprenditoriali e manageriali, nonché lo sviluppo e la qualificazione delle professionalità, sono esigenze particolarmente sentite dagli operatori economici che intendono potenziare il proprio vantaggio competitivo ma anche da chi desidera entrare attivamente nel mondo del lavoro. Innova, nata nel 1998 come Azienda Speciale della Camera di Commercio di Frosinone, opera proprio al fine di rispondere a tali bisogni offrendo l&#8217;opportunità di partecipare a corsi, seminari, convegni, e giornate di approfondimento nonché erogando servizi specifici di consulenza ed affiancamento rivolti ai giovani, agli imprenditori, ai dirigenti, ed a quanti operano nelle diverse categorie economiche. Innova pertanto si pone l&#8217;obiettivo di divenire punto di riferimento per la formazione provinciale e luogo di coordinamento e sviluppo delle attività di qualificazione e aggiornamento professionale. L&#8217;attività <strong></strong> si inquadra nell&#8217;ambito dei fini di promozione e sviluppo dell&#8217;economia provinciale, propri della Camera di Commercio. L&#8217;Azienda persegue finalità di interesse pubblico senza scopi di lucro ed è impegnata a fornire servizi reali in ambito formativo e tecnico-gestionale a favore delle imprese; servizi di sviluppo e riqualificazione delle competenze dei lavoratori e dei giovani in cerca di occupazione e servizi per la promozione e lo sviluppo del territorio. </span><br />
</span></p>
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<h3><a name="convegno"></a>Convegno inziale</h3>
<p>Partecipano il 5 Marzo 2012, nello stesso ordine delle fotografie:</p>
<p><strong>Sergio Polano</strong> &#8211; Udine<br />
<strong>Paolo Ulian</strong> &#8211; Designer &#8211; Massa<br />
<strong>Franco Costa</strong> &#8211; Costa Group &#8211; La Spezia<br />
<strong>Leonardo Sonnoli</strong> &#8211; Studio Tassinari Vetta &#8211; Rimini<br />
<strong>Luisa Bocchietto</strong> &#8211; Presidente <a href="http://www.adi-design.org/">ADI Italia</a> &#8211; Biella<br />
<strong>Alessandro Castagnaro</strong> &#8211; Presidenti <a href="http://www.aniai.org/">ANIAI</a> &#8211; Napoli<br />
<strong>Mario Rullo</strong> &#8211; Delegato <a href="http://www.aiap.it/">AIAP</a> Lazio &#8211; Roma<br />
<strong>Sebastiano Raneri</strong> &#8211; Presidente <a href="http://www.aipi.it/">AIPI</a> &#8211; Catania<br />
<strong>Francesca Rocchi</strong> &#8211; Presidente <a href="http://www.slowfoodlazio.it/">Slowfood Lazio</a> &#8211; Roma<br />
<strong>Sandro Sangiorgi</strong> &#8211; <a href="http://www.porthos.it/">Porthos</a> &#8211; Roma</p>
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<p><img src="http://www.antichefornaci.it/images/2012_lewineoil_lineup.jpg" title="LeWineOil design workshop 5 11 Marzo 2012   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" alt="2012 lewineoil lineup LeWineOil design workshop 5 11 Marzo 2012   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
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<h3><a name="tutor"></a>Tutor per il workshop</h3>
<p><strong>Product</strong>: Paolo Ulian, Cristian Visentin, Michela Catalano, Raffaello Sanso</p>
<p><strong>Exhibit</strong>: Luca Calselli, Margherita Mazzenga, Luciano Rea</p>
<p><strong>Visual</strong>: Gianni D&#8217;Amico, Donatella Francati, Viviana Furlanetto</p>
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]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Francesco Milizia: Principij di Architettura Civile, 1785</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/francesco-milizia-principij-di-architettura-civile-1785/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 06:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>

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		<description><![CDATA[rancesco Milizia (Oria, 1725 – Roma, 1798) è stato un teorico dell&#8217;architettura, storico dell&#8217;arte e critico d&#8217;arte italiano, è ricordato come principale poligrafo del primo Neoclassicismo. Suo primario campo di interesse fu l&#8217;architettura, alla quale dedicò varie pubblicazioni storiche e teoriche. Egli viene per questo creduto erroneamente un architetto: al contrario &#8220;non esercitava praticamente l&#8217;architettura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="dropcap">F</span><strong>rancesco Milizia</strong> (Oria, 1725 – Roma, 1798) è stato un teorico dell&#8217;architettura, storico dell&#8217;arte e critico d&#8217;arte italiano, è ricordato come principale poligrafo del primo Neoclassicismo.<br />
Suo primario campo di interesse fu l&#8217;architettura, alla quale dedicò varie pubblicazioni storiche e teoriche. Egli viene per questo creduto erroneamente un architetto: al contrario &#8220;<em>non esercitava praticamente l&#8217;architettura, bensì possedeva le dottrine che concorrono a farne un conoscitore</em>&#8220;. Propugnava la necessità di imitare i capolavori dell&#8217;arte greca, poiché questi artisti avevano potuto ispirarsi ad una natura ed a una società non ancora corrotte.</p>
<div class="one_half"><span class="dropcap">F</span>u portavoce di una critica architettonica influenzata dal funzionalismo del francescano Carlo Lodoli, ma con un pragmatismo fondato sullo studio della trattatistica e della saggistica francese sulle arti.<br />
Milizia criticava gli abusi stilistici e propendeva per la semplificazione progressiva degli stili: ad esempio, giudicò la Sacrestia della Basilica di San Pietro in Vaticano commissionata a Carlo Marchionni nel 1776 come la più sontuosa e &#8220;<em>la più irragionevole&#8230; del globo</em>&#8220;.</div>
<div class="one_half last"><span class="dropcap">C</span>ondotto a nove anni a Padova, presso lo zio medico Domenico, studiò &#8211; &#8220;<em>assai male</em>&#8221; egli stesso ammette &#8211; le belle lettere. Disgustato dallo zio dopo sette anni, si rifugiò a Bobbio presso Piacenza. Poi Pavia, Milano e Roma, fino a Napoli, dove studiò logica e metafisica presso l&#8217;abate Genovesi, e fisica e geometria presso il celestino Orlandi. Dopo aver tentato invano di raggiungere la Francia, si fermò a Livorno, per mancanza di mezzi, e ritornò a Oria, dove si ritirò in una casa di campagna per studiare le scienze.</div>
<div class="clear"></div>
<div class="one_third"><span class="dropcap">A</span> 25 anni, sposò Donna Teresa Muzio, nobildonna di Gallipoli, dove risiedette per qualche tempo. Nel 1761 si recò con la moglie a Roma per amministrare gli edifici di proprietà del re di Napoli nello stato pontificio. Mantenne questo incarico per un quarto di secolo, fino al 1786 per dedicare il suo tempo agli studi storici e teorici d&#8217;arte e architettura. Iniziò a studiare architettura &#8220;<em>senza saper neppure disegnare</em>&#8220;. Innamorato di quest&#8217;arte scrisse <strong>Le Vite degli Architetti più celebri</strong>, opera che, insieme a molte altre, ebbe un notevole impatto tra il pubblico.<br />
È a Roma che scrisse le sue opere più importanti e che iniziò a battagliare con gli eruditi del tempo, attirandosi la vigilanza della Santa Sede e l&#8217;ammirazione di molti studiosi. Fu amico del pittore filosofo Mengs, di cui compilò le opere.</div>
<div class="one_third"><span class="dropcap">M</span>alinconicamente così scrive il Gamba: &#8220;<em>Nel 1798, quando Roma era nel disordine, egli viveva tranquillamente nel suo gabinetto, dove, sorpreso da un reuma, che presto si cangiò in polmonite, cessò di vivere nel mese di marzo, compianto dagli amici, dai professori e dagli amatori sinceri delle sue belle arti</em>&#8220;. A sancire il valore elevato del suo ingegno illustri personaggi, tra cui il Gioberti, il quale scrisse: &#8220;<em>Nelle arti il giudizio diritto e sicuro di F. Milizia e l&#8217;ingegno straordinario del Canova, cominciarono un&#8217;età novella e educarono al vero bello il gusto della nazione</em>&#8220;. Un altro illustre teorico del tempo, il Cicognara così seguita a scrivere: &#8220;<em>L&#8217;opera del Milizia rovesciò il sistema di pensare in materia d&#8217;arte</em>&#8220;.</div>
<div class="one_third last"><span class="dropcap">E</span>d, infatti, nei suoi scritti giudicò aspramente le esuberanze barocche e ancor più le fantasie settecentesche, indicando insieme al Winckelmann e al Mengs, come unica forma d&#8217;arte degna di essere chiamata tale, il classicismo. Ardente ammiratore del Rinascimento, in cui vedeva attuati i canoni del <em>bello ideale</em>, di lui si ricordano i giudizi discussi e discutibili su Michelangelo e sul Borromini, definito <em>matto frenetico</em>.<br />
Ciononostante, è il Gamba ad esprimere, meglio di chiunque altro, la sintesi della sua opera e del suo contributo alla cultura italiana ed europea: &#8220;<em>Si rimprovera al Milizia di essere stato ne&#8217; suoi scritti acre e mordace, ma intanto le sue opere si leggono con avidità, le sue teorie hanno fatto nelle arti belle una fortunata rivoluzione, il suo nome è rimasto caro a chiunque o vuoi costruire con gusto, o vuoi viaggiare con frutto, o vuoi erudirsi senza pedanteria</em>&#8220;.</div>
<div class="clear"></div>
<p>Segue la lista delle sue pubblicazioni:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>- Le Vite de&#8217; più celebri architetti d&#8217;ogni nazione e d&#8217;ogni tempo, precedute da un Saggio sopra l&#8217;architettura</strong>. Roma 1768.<br />
<strong>- Memorie degli architetti antichi e moderni</strong>. Parma 1781.<br />
<strong>- Del Teatro</strong>. Roma 1771, Roma 1772, Venezia 1794.<br />
<strong>- Principj di Architettura Civile</strong>. Finale 1781, Parma 1781, Bassano 1785, Genova 1786, Roma 1800, Milano 1832, Milano 1847.<br />
<strong>- Dell&#8217;arte di vedere nelle belle arti del disegno secondo i principj di Sulzer e di Mengs</strong>. Venezia 1781, Genova 1786, Venezia 1792.<br />
<strong>- Roma: Delle belle arti, del disegno, dell&#8217;Architettura Civile</strong>. Bassano 1787.<br />
<strong>- Dizionario delle belle arti del disegno estratto in gran parte dalla Enciclopedia metodica</strong>. Bassano 1797, Milano 1802, Milano 1804, Bassano 1822, Bologna 1827.</p>
<p><span class="dropcap">D</span>all&#8217;incipit di Idea generale dell&#8217;architettura: &#8220;<em>L&#8217;Architettura è l&#8217;Arte di fabbricare: e prende denominazioni differenti secondo le diversità de&#8217; suoi oggetti. Si chiama Architettura Civile, se il suo oggetto si raggira intorno alla costruzione delle fabbriche destinate al comodo, ed ai varj usi degli uomini raccolti in Civil Società. Se lo scopo è di fabbricare nell&#8217;acqua, e di renderne per mezzo di macchine l&#8217;uso più facile, dicesi allora Architettura Idraulica. Quando il suo oggetto è la costruzione di vascelli, e di altre macchine galleggianti, si chiama Architettura Navale. Finalmente vien detta Architettura Militare, se s&#8217;impiega a fortificare i luoghi, per difenderli con solide costruzioni dagli insulti dei nemici, e dagli sforzi degli strumenti marziali&#8221;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Francesco_Milizia_Le_vite_de_piu_celebri_architetti_1768.pdf">SCARICA | Francesco Milizia: Le vite de più celebri architetti</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Francesco_Milizia_Principii_di_architettura_civile_Tomo_1.pdf">SCARICA | Francesco Milizia: Principii di architettura civile - Tomo primo</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Francesco_Milizia_Principii_di_architettura_civile_Tomo_2.pdf">SCARICA | Francesco Milizia: Principii di architettura civile - Tomo secondo</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Francesco_Milizia_Principii_di_architettura_civile_Tomo_3.pdf">SCARICA | Francesco Milizia: Principii di architettura civile - Tomo terzo</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Francesco_Milizia_Principi_di_architettura_civile_1847.pdf">SCARICA | Francesco Milizia: Principii di architettura civile</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Francesco_Milizia_Osservazioni_ed_aggiunte_ai_Principii_di_architettura_civile_1817.pdf">SCARICA | Francesco Milizia: Osservazioni ed aggiunte ai Principii di architettura civile</a></pre>
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		<title>IPEG 2012 San Diego: Antiche Fornaci Giorgi sponsoring R. Coletta Md. with his poster about a low-cost laparoscopic surgery device</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/ipeg-2012-san-diego-antiche-fornaci-giorgi-sponsoring-r-coletta-md-with-his-poster-about-a-low-cost-laparoscopic-surgery-device/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 16:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Antiche Fornaci Giorgi from Ferentino, Italy is sponsoring the appearance of Riccardo Coletta Md. @ IPEG&#8217;s 2012 congress to be held on March 6-10, 2012 at the San Diego Convention Center &#8211; California &#8211; USA. Since 1995 International Pediatric Endosurgery Group is joined by surgeons who practice surgery of children or adolescents with a special [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antiche Fornaci Giorgi from Ferentino, Italy is sponsoring the appearance of <strong>Riccardo Coletta Md. @ IPEG&#8217;s 2012 </strong>congress to be held on March 6-10, 2012 at the San Diego Convention Center &#8211; California &#8211; USA.</p>
<p>Since 1995 <a title="International Pediatric Endosurgery Group" href="http://www.ipeg.org/" target="_blank">International Pediatric Endosurgery Group</a> is joined by surgeons who practice surgery of children or adolescents with a special interest in Minimally lnvasive Surgery or Therapy.<br />
Our poster <em><strong>P079 &#8211; A pediatric low-cost homemade SILS: the One Glove Approach</strong></em> is about using one sterile surgical glove as an isobaric chamber to perform laparoscopic surgery via the umbilical hole.<br />
This approach replaces particularly crafted instruments, that cost $600+, dropping the expenses to a more feasible $150 cost, making it possible to perform smoothly in critic enviroments like those found in emerging countries.<br />
More details asking the author: <a href="mailto: riccardocoletta@ymail.com">dr. Riccardo Coletta</a>.<br />
Full resolution poster <a title="Antiche Fornaci Giorgi sponsoring Riccardo Coletta @ IPEG 2012 San Diego" href="http://www.antichefornaci.it/files/download/sponsor_coletta_ipeg_2012_san_diego.jpg">here</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img title="" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar IPEG 2012 San Diego: Antiche Fornaci Giorgi sponsoring R. Coletta Md. with his poster about a low cost laparoscopic surgery device   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Abstract</h3>
<p><strong>Introduction:</strong> Recent introduction of SILS techniques (<em>Single Incision Laparoscopic Surgery</em>) has improved technical approach and cosmetic impact of pediatric laparoscopic surgery but did not result in cost reduction for the need of expressly designed commercial devices. The present study is the first report on the use of a low-cost homemade alternative SILS device in pediatric patients.</p>
<p><strong>Methods:</strong> An Institutional Board–approved retrospective chart review of all laparoscopic procedure performed between February and August 2011, using a new SILS technique, has been made. Our modified device employed a surgical glove inserted through an umbilical incision into the abdominal cavity: <em>One Glove Approach</em> (OGA). Laparoscope was introduced through the middle finger and other two instruments<br />
through the first and fifth. There were no exclusions for age but only for clinical reasons (diffuse peritonitis, signs of perforation, cardio circulatory instability). Clinical course and outcome was reviewed. Cosmetic satisfaction was measured using 6-point Likert-type questionnaires.</p>
<p><strong>Results:</strong> Our modified one-port technique was employed in thirty-one cases (M / F = 1.06 / 1). Median age was 10 years (range 1 – 16), median operative time 61 minutes (range 26 &#8211; 130), median length of hospital stay 3 days (range 1 &#8211; 9). Sixty eight percent of procedures performed were 21 appendectomies followed by 4 ovariectomies (13%), 2 cholecystectomies (7%), 1 orchidopexis (3%), 1 inguinal hernia repairs (3%), 1 partial nephrectomies (3%) and 1 partial pericistectomy of hepatic hydatid cyst (3%). All patients were discharged after an uneventful postoperative course. Likert score for aesthetic satisfaction was reported excellent.</p>
<p><strong>Conclusions:</strong> Despite the limited number of cases OGA was safe and easy to perform. Inexpensive and easily available supplies like surgical gloves are an attractive alternative to costly devices expressly designed for SILS. OGA was largely employed in pediatric appendectomies but its use can be safely extended to several other procedures.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img title="IPEG 2012 San Diego: Antiche Fornaci Giorgi sponsoring R. Coletta Md. with his paper about a pediatric low-cost laparoscopic surgery device" src="http://www.antichefornaci.it/images/antiche_fornaci_giorgi_coletta_ipeg_2012.jpg" alt="antiche fornaci giorgi coletta ipeg 2012 IPEG 2012 San Diego: Antiche Fornaci Giorgi sponsoring R. Coletta Md. with his poster about a low cost laparoscopic surgery device   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>IVA 10% agevolata non applicabile al cotto fatto a mano</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 09:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Non e&#8217; possibile ottenere i prodotti in cotto fatto a mano Antiche Fornaci Giorgi con aliquota IVA agevolata al 10% all&#8217;atto di vendita. E&#8217; invece possibile ottenere la detrazione IRPEF del 36% sui nostri prodotti per tutti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente (categorie B,C e D senza esclusioni, categoria A solo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Non e&#8217; possibile ottenere i prodotti in cotto fatto a mano Antiche Fornaci Giorgi con aliquota IVA agevolata al 10% all&#8217;atto di vendita. </strong></h3>
<h3><strong>E&#8217; invece possibile ottenere la detrazione IRPEF del 36% sui nostri prodotti per tutti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente (categorie B,C e D senza esclusioni, categoria A solo per manutenzione di parti comuni) fino al 31 Dicembre 2012.</strong></h3>
<p>E&#8217; possibile scaricare qui la <a title="Guida alle agevolazioni fiscali con moduli allegati in calce - fornita da Antiche Fornaci Giorgi" href="http://www.antichefornaci.it/files/guida_agevolazioni_fiscali_con_moduli_allegati.pdf">Guida alle agevolazioni fiscali per l&#8217;edilizia dell&#8217;Agenzia delle Entrate con aggiunta di moduli ed istruzioni in calce</a>, per brevità assemblati in un unico file <em>.pdf</em> a cura di Antiche Fornaci Giorgi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Indice</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#breve">Novità &amp; In breve</a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#tipologie">Tipologie di interventi</a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#responsabilita">Responsabilità del Venditore e del Consumatore</a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#dieci">Aliquota Agevolata al 10% all&#8217;atto di vendita</a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#trentasei">Detrazione IRPEF del 36%</a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#giorgi">Detrazione IRPEF per i <strong>prodotti Antiche Fornaci Giorgi</strong></a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#elettrodomestici">Detrazione IRPEF per l&#8217;acquisto di mobili ed elettrodomestici</a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#energia">Detrazione IRPEF per risparmio energetico</a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#tracciabilita">Pagamenti &amp; Tracciabilità</a><br />
<a href="http://www.antichefornaci.it/blog/aliquota-iva-10-percento-agevolata-non-applicabile-al-cotto-fatto-a-mano/#variazione">Variazione aliquote IVA di Settembre 2011</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="breve"></a><br />
Novita&#8217; &amp; In breve</h3>
<p>La Finanziaria 2010 prevede l&#8217;<strong>istituzione permanente del regime agevolato dell’Iva al 10% nella fase di commercializzazione dei prodotti</strong> (in precedenza era stata invece fissata al 31 dicembre 2011 la data di validità dello stesso) e la possibilità di applicare l&#8217;agevolazione a <strong>tutti i tipi di interventi in edilizia</strong> (A, B, C e D, mentre precedentemente era applicabile solo alle tipologie C e D)<strong> per i soli “<em>Beni Finiti</em>” escludendo sia le materie prime che i semilavorati eventualmente utilizzati</strong>.</p>
<p>La vendita con aliquota agevolata al 10% è possibile unicamente per i materiali che &#8211; anche successivamente al loro impiego &#8211; non perdono la loro individualità, pur venendo incorporati nell’immobile. Questi beni devono costituire parti strutturali dell’opera, quali per esempio sanitari, caminetti (per il solo focolare, non il rivestimento), porte interne e blindate, infissi, porte a scomparsa, vasche da incasso o idromassaggio, box doccia, rubinetterie, minuterie idrauliche, caldaie, lavelli in acciaio, condizionamento, elementi di termosifoni, scaldasalviette, scale a chiocciola.</p>
<p><strong>Sono a priori escluse da ogni agevolazione al momento della vendita le materie prime e semilavorate come:</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong> &#8211; materiali di lusso come cotto fatto a mano, ceramica smaltata o decorata a mano, mosaico in ceramica, pietra o pasta di vetro fatto a mano</strong><br />
<strong> &#8211; materiali economici come gres porcellanato, laterizio forato, cemento e manufatti in cemento, prodotti dell&#8217;industria lapidea come pietra, marmo, granito, marmette, agglomerati</strong><br />
<strong> &#8211; collanti ed altri materiali per la posa in opera</strong><br />
<strong> &#8211; parquet, battiscopa, mobili e accessori da bagno, elettrodomestici</strong></p>
<p>Ecco perchè i prodotti Antiche Fornaci Giorgi non possono essere venduti con aliquota IVA agevolata al 10%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="tipologie"></a><br />
Tipologie di interventi</h3>
<p>Oltre alle <strong>Nuove</strong> c<strong>ostruzioni di case di abitazione non di lusso</strong> (art.13 L. 408/49) ed a quelle r<strong>urali con destinazione abitativa </strong>(art.21-bis), il legislatore ha definito <strong>Interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente</strong> (art.31 co.1 L. 5.8.1978 n. 457) i seguenti:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Manutenzione Ordinaria (lettera “A” L.457/78)</strong><br />
sostituzione dei sanitari, rifacimento dei pavimenti, piastrellatura bagni, riparazione impianti, tinteggiatura, sostituzione caldaie, apertura/chiusura di porte interne, installazione di porte blindate</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Manutenzione Straordinaria (lettera “B” L. 457/78)</strong><br />
sostituzione di infissi esterni, serramenti o persiane con modifica di materiale, realizzazione di opere accessorie che non comportino aumento dei volumi o di superfici utili, realizzazione di volumi tecnici, nuova realizzazione di servizi igienico-sanitari senza alterazione dei volumi e delle superfici, rifacimento integrale impianti di riscaldamento, rifacimento scale, sostituzione dei solai con materiali diversi, interventi finalizzati al risparmio energetico<strong></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Restauro e Risanamento Conservativo (lettera “C” L. 457/78)</strong><br />
consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, modifiche tipologiche delle singole unità immobiliari per una più funzionale distribuzione, ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio, adeguamento delle altezze dei solai con il rispetto delle volumetrie esistenti apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali, demolizione e ricostruzione di strutture interne di un fabbricato</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Ristrutturazione Edilizia (lettera “D” L. 457/78)</strong><br />
riorganizzazione distributiva degli edifici e delle unità immobiliari, del loro numero e delle loro dimensioni, mutamento di destinazione d’uso, trasformazione dei locali accessori in locali residenziali, recupero abitativo del sottotetto, realizzazione solai, apertura finestre e porte finestre</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="responsabilita"></a><br />
La Responsabilita&#8217; del Venditore e del Consumatore</h3>
<p>E’ necessario sottolineare che il Ministero delle Finanze già con la Risoluzione 361705 del 05.01.1979, puntualizza<strong> </strong>che<strong> </strong>chi commercializza ed effettua la cessione &#8220;<strong>deve assicurarsi in concreto che sussistano i presupposti per l’applicazione dell’IVA ridotta, non avendo carattere esimente da gravose sanzioni l’eventuale dichiarazione rilasciata dall’acquirente circa la sussistenza dei requisiti per la concessione del beneficio fiscale applicabile</strong>”. Ancora con le Circolari n.1/E del 2.03.94 e n.22/E del 30.03.98 lo stesso dicastero ribadiva che “<strong>l’applicazione delle aliquote ridotte è subordinata al rilascio da parte dell’acquirente e sotto la sua responsabilità di una dichiarazione circa l’utilizzazione dei beni acquistati per uno degli interventi agevolati (Restauro, Risanamento, Ristrutturazione) accompagnata da copia del Titolo Abilitativo (Permesso di Costruire o DIA), in modo da poter effettuare i necessari riscontri tra quanto dichiarato dal cliente e l’effettivo impiego dei beni acquistati”.</strong></p>
<p>Va inoltre sottolineato che l’acquirente nel caso in cui venga meno la destinazione agevolata, è tenuto a comunicare tale variazione al venditore affinché questo possa emettere nota di addebito ai fini del pagamento della maggiore imposta dovuta (ex art. 26 comma 1 D.P.R. 633/72).<strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="dieci"></a><br />
Prestazioni di Servizi con Aliquota Agevolata al 10%</h3>
<p><strong>L’aliquota agevolata al 10% è applicabile sia alle prestazioni di lavoro che alla fornitura di materiali purche’ questi non costituiscano una parte significativa del valore complessivo della prestazione</strong>.</p>
<p>I <strong>beni “significativi”</strong> sono espressamente individuati (decreto 29.12.99) e <strong>su questi l’aliquota del 10% si applica solo fino alla concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi:</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>Sanitari e Rubinetterie</li>
<li>Infissi esterni ed interni</li>
<li>Caldaie</li>
<li>Condizionamento</li>
<li>Impianti di sicurezza</li>
<li>Ascensori</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Esempio:</strong> Costo Totale Intervento € 10.000 di cui: Mano d’Opera €.4.000 e Beni Significativi €.6.000.<br />
Sul costo del beni significativi, l’IVA al 10% si applica solo su € 4.000 cioe’ sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello dei beni significativi (€ 10.000 – € 6.000 = € 4.000).<br />
Sul valore residuo dei beni (€ 2.000) l’IVA si applica nella misura ordinaria del 21%.</p>
<p><strong>Non si puo’ applicare l’IVA al 10%:</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>ai materiali o beni forniti da un soggetto diverso da chi esegue i lavori</li>
<li>ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente</li>
<li>alle prestazioni professionali anche se effettuate nell’ambito di interventi finalizzati al recupero edilizio</li>
</ul>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="trentasei"></a><br />
La Detrazione IRPEF del 36%</h3>
<p><strong>Fino alla fine del 2012 sarà possibile</strong>, purche’ ricorrano alcune condizioni, manutenere o ristrutturare un immobile residenziale e le relative pertinenze godendo di una detrazione fiscale da spalmare in 10 anni, del 36% sulle spese sostenute su un limite massimo di spesa di € 48.000 per ogni unità immobiliare oggetto di intervento (per uno sconto massimo di € 17.280) e nei limiti di capienza del contribuente.</p>
<p>L’importo massimo di spesa va riferito alla singola unità immobiliare e non piu’ ad ogni persona fisica; di conseguenza tale ammontare va eventualmente suddiviso fra tutti i soggetti aventi diritto alla detrazione (ad esempio marito e moglie cointestatari di un’abitazione possono calcolare la detrazione spettante sull’ammontare complessivo di spesa di € 48.000), come il proprietario, il titolare di un diritto reale, l’affittuario, gli imprenditori individuali limitatamente agli immobili che non rientrano fra quelli strumentali.</p>
<p>Ha diritto anche il promissorio acquirente purche’ abbia provveduto alla registrazione del compromesso; va precisato inoltre che trattasi di detrazione e non di un rimborso, proporzionato all’imposta dovuta per l’anno in questione.</p>
<p>L’agevolazione riguarda le spese per eseguire <strong>interventi di manutenzione ordinaria (solo quando riguardano le parti comuni), straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione su singoli appartamenti e per immobili condominiali, realizzazione di autorimesse o posti auto, eliminazione di barriere architettoniche, cablatura e risparmio energetico, contenimento dell’inquinamento acustico, adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.</strong></p>
<p>Le Spese Detraibili sono:<strong><br />
</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>spese per l’esecuzione</li>
<li>spese di progettazione e prestazioni professionali connesse</li>
<li>spese per adeguamenti</li>
<li>spese per l’acquisto di materiali</li>
<li>spese per perizie</li>
<li>imposta sul valore aggiunto, diritti concessori, autorizzazioni e DIA</li>
<li>oneri di urbanizzazione</li>
</ul>
</blockquote>
<p><span style="color: #008000;"><strong><a name="giorgi"></a><br />
Con particolare riferimento al cotto fatto a mano prodotto da Antiche Fornaci Giorgi</strong>, sono ammessi alla detrazione IRPEF del 36% :</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"> &#8211; listelli fatti a mano per il <strong>rivestimento delle facciate</strong> di edifici</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; gradini fatti a mano per <strong>rivestimento di scale interne ed esterne</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; rifacimento del <strong>lastrico solare</strong> con pavimentazione in cotto fatto a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; costruzione di <strong>scale interne ed esterne</strong> in mattoni pieni fatti a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; costruzione <strong>marciapiede</strong> su suolo privato con pavimentazione e bordo in cotto fatto a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; costruzione di <strong>muri di cinta</strong> in muratura piena o rivestiti di mattoni fatti a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; costruzione di <strong>parapetti e balconi</strong> in muratura piena o rivestiti di mattoni fatti a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; realizzazione di <strong>pavimentazione esterna</strong> in cotto fatto a mano modificando superfici e materiali</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; realizzazione di <strong>pianerottolo </strong>con pavimentazione in cotto fatto a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; realizzazione di <strong>piscina </strong>con pavimentazione o bordi in cotto fatto a mano e rivestimento in ceramica o mosaico</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; opere finalizzate al <strong>risparmio energetico</strong>: tramezzi in muratura piena, cappotto per l&#8217;intero edificio rivestito in mattoni fatti a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; opere finalizzate a <strong>sicurezza statica ed antisismica</strong>: cordoli e murature portanti piene in cotto fatto a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; sostituzione dei <strong>solai</strong> di copertura con tavelle in cotto fatto a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; modifiche interne ed esterne dei <strong>sottotetti</strong> con tavelle in cotto fatto a mano senza modificarne la destinazione d&#8217;uso</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; sostituzione della <strong>copertura del tetto</strong> con coppi e tegole fatti a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; rifacimento di <strong>terrazzi</strong> con pavimentazione in cotto fatto a mano, purchè con dimensioni o piano differenti da quelli preesistenti</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; sostituzione dell&#8217;intera <strong>copertura del tetto</strong>, modifica della pendenza delle falde con o senza aumento di volume</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; sostituzione dello <strong>zoccolo esterno di una facciata</strong> con rivestimento in cotto fatto a mano</span><br />
<span style="color: #008000;"> &#8211; rifacimento degli <strong>intonaci esterni</strong> con prodotti tradizionali Antiche Fornaci Giorgi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong><a name="elettrodomestici"></a><br />
La Detrazione IRPEF per l’Acquisto di Mobili ed Elettrodomestici</strong></h3>
<p>Il bonus relativo ad una <strong>detrazione del 20%</strong> (d.l. 5/2009 convertito in legge 9 aprile 2009 n.33) riguarda i contribuenti che hanno sostenuto spese di ristrutturazione per le quali possono beneficiare della detrazione del 36% (Circolare A.d.E. 35/E 16.07.09); gli interventi devono essere stati avviati dopo il 1° luglio 2008 cosi’ come inviato nella comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate. La detrazione va calcolata su un importo massimo di €.10.000 (ripartita in un massimo di 5 anni per un limite annuo di € 400)<strong>. </strong></p>
<p><strong>Fondo a Sostegno della Domanda nei settori in crisi</strong></p>
<p>Il decreto emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico nel corso del Febbraio 2010 stabilisce i criteri di assegnazione del Fondo di Sostegno: 60 milioni di euro per i contributi per la sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici ad incasso ad alta efficienza, 50 milioni di euro per i contributi per la sostituzione di lavastoviglie, forni elettrici, piani cottura, cucine di libera installazione, scaldacqua elettrici.</p>
<p>Le risorse del fondo sono erogate (fino alla disponibilità dello stesso) mediante contributi nelle percentuali di costo indicate, sotto forma di riduzione del prezzo di vendita praticato da cedente all’atto dell’acquisto, al netto dei costi di gestione:<strong> per il 10 %</strong> <strong>del costo e nel limite massimo di singolo contributo pari a € 1.000</strong> per la sostituzione dei mobili per cucina in uso con nuove cucine componibili ed elettrodomestici da incasso da alta efficienza energetica (i prodotti dovranno rispondere a specifiche caratteristiche e schede prodotto).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="energia"></a><br />
La Detrazione IRPEF per il Risparmio Energetico</h3>
<p>In alternativa a quelli del 36% sulla ristrutturazione nel caso di sostituzione di impianti o di interventi comunque finalizzati al risparmio energetico c’è anche la possibilità di ottenere bonus piu’ sostanziosi, pari al 55% della spesa, recuperabile in soli 5 anni: il provvedimento agevola gli interventi che aumentino il livello di efficienza energetica.</p>
<p>Gli interventi devono risponedere a specifiche tecniche identificate dai decreti ministeriali. Il limite massimo di detrazione varia a seconda della tipologia dell’intervento eseguito. Peraltro nel caso in cui gli interenti realizzati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potraà fruire per le medesime spese solo dell’uno o dell’altro beneficio fiscale.</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Riqualificazione Energetica di Edifici Esistenti: detrazione massima di € 100.000 (55% di € 181.818,18)</li>
<li>Involucro di Edifici con finestre e infissi: detrazione massima di € 60.000 (55% di € 109.090,90)</li>
<li>Pannelli Solari: detrazione massima di €. 60.000 (55% di € 109.090,90)</li>
<li>Climatizzazione: detrazione massima di € 30.000 (55% di € 54.545,45)</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Le condizioni per poter fruire della detrazione IRPEF del 55% sono:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>redazione da parte di tecnico abilitato del Certificato di Asseverazione che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti</li>
<li>redazione e trasmissione all’ENEA entro 90 gg. dalla fine dei lavori dell’Attestato di Certificazione Energetica (non necessario per la sostituzione di finestre ed infissi in singole unità immobiliari)</li>
<li>redazione di scheda informativa</li>
<li>pagamento a mezzo bonifico bancario.</li>
</ul>
</blockquote>
<h3></h3>
<h3><strong><a name="tracciabilita"></a><br />
Pagamenti &amp; Tracciabilita&#8217;</strong></h3>
<p>Le spese devono essere effettuate tramite bonifico bancario o postale.<br />
Fanno eccezione: le spese relative agli oneri di urbanizzazione; le ritenute di acconto operate sui compensi corrisposti ai professionisti (ivi compresa la ritenuta del 4% operata dal condominio, in qualità di sostituto d&#8217;imposta); l&#8217;imposta di bollo; i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori.</p>
<p>Nel bonifico devono essere indicati: l&#8217;indirizzo dell&#8217;immobile oggetto dei lavori; la causale del versamento (ad esempio, lavori di ristrutturazione o detrazione del 36% o l&#8217;indicazione degli estremi della legge istitutiva del 36% ovvero &#8220;Articolo 1, legge 449/97&#8243;); il nome e il codice fiscale del beneficiario della detrazione; il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto (impresa o professionista) a favore del quale il bonifico viene effettuato.</p>
<p>Al fine di ottemperare alla normativa corrente, si comunica che qualsiasi transazione commerciale <strong>a partire da € 1.000 (IVA compresa)</strong> non potrà essere piu’ effettuata con pagamento in contanti, ma unicamente con titoli bancari, postali, bonifico o con moneta elettronica. Pertanto per contratti di importo a partire da € 1.000 (IVA compresa) tutta la transazione esclude il pagamento cash. Si conferma inoltre l’obbligo per gli operatori commerciali di richiedere all’acquirente (per acquisti superiori a € 3.500 IVA compresa) una copia del Documento di Identità e del Codice Fiscale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong><a name="variazione"></a><br />
Variazione Aliquote IVA</strong></h3>
<p>Con l’aumento delle Aliquote IVA rispettivamente all’11% ed al 21% (17.09.11 Gazzetta Ufficiale 148/11) occorre considerare il momento fiscalmente rilevante dell’operazione. Per la <strong>Cessione di Beni Mobili</strong> tale fattispecie si realizza al momento della consegna e/o della spedizione a prescindere da quale fosse l’aliquota applicata al momento della sottoscrizione del contratto.  Le Nuove Aliquote sono<strong>: 4% “Prima Casa”</strong><strong>, 11% “Recupero e Ristrutturazione”</strong><strong>, 21% “Manutenzione Ordinaria e Straordinaria”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Andrea Palladio: Le Fabbriche e i Disegni illustrati in quattro tomi, 1796</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 20:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; ndrea Palladio, pseudonimo di Andrea di Pietro (Padova, 30 novembre 1508 – Maser, 19 agosto 1580), è stato un architetto, teorico dell&#8217;architettura e scenografo italiano del Rinascimento. Influenzato dall&#8217;architettura greco-romana, anzitutto da Vitruvio, è considerato una delle personalità più influenti nella storia dell&#8217;architettura occidentale. Fu l&#8217;architetto più importante della Repubblica di Venezia, nel cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span class="dropcap">A</span><strong>ndrea Palladio, pseudonimo di Andrea di Pietro</strong> (Padova, 30 novembre 1508 – Maser, 19 agosto 1580), è stato un architetto, teorico dell&#8217;architettura e scenografo italiano del Rinascimento. Influenzato dall&#8217;architettura greco-romana, anzitutto da Vitruvio, è considerato una delle personalità più influenti nella storia dell&#8217;architettura occidentale.</p>
<p>Fu l&#8217;architetto più importante della Repubblica di Venezia, nel cui territorio progettò numerose ville che lo resero famoso. Numerose chiese e palazzi si rinvengono prevalentemente a Vicenza, dove si formò e visse. Pubblicò il trattato <em>I quattro libri dell&#8217;architettura</em> nel 1570, segnando profondamente lo stile occidentale, tanto che l&#8217;imitazione del suo stile diede origine ad un movimento destinato a durare per tre secoli, il <em>palladianesimo</em>, che si richiama ai principi classico-romani. La città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto sono uno dei patrimoni dell&#8217;umanità <em>UNESCO</em>. Di lui, durante la sua permanenza a Vicenza, Goethe disse:</p>
<blockquote><p>«V&#8217;è davvero alcunché di divino nei suoi progetti, né meno della forza del grande poeta, che dalla verità e dalla finzione trae una terza realtà, affascinante nella sua fittizia esistenza.»</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div class="one_third"><span class="dropcap">A</span>ndrea nacque nel 1508 a Padova, che allora faceva parte della Repubblica di Venezia, da una famiglia di umili origini: il padre Pietro, detto &#8220;della Gondola&#8221; era mugnaio e la madre Marta detta la Zota (&#8220;la zoppa&#8221;) una donna di casa.<br />
A tredici anni Andrea iniziò a Padova l&#8217;apprendistato di scalpellino, presso Bartolomeo Cavazza[7]: vi spese diciotto mesi, fino a quando, nel 1523, la famiglia si trasferì a Vicenza. Qui nel 1524 Andrea risulta già iscritto alla fraglia dei muratori: lavorò infatti &#8211; rimanendovi per una dozzina d&#8217;anni &#8211; nella bottega del costruttore Giovanni di Giacomo da Porlezza e dello scultore Girolamo Pittoni, con laboratorio in Pedemuro San Biagio, nella parte settentrionale di Vicenza.</div>
<div class="one_third last"><span class="dropcap">T</span>ra il 1535 e il 1538 avviene l&#8217;incontro fondamentale con il nobile vicentino Giangiorgio Trissino, che avrà grande importanza per l&#8217;attività di Palladio. Andrea conosce Trissino mentre lavora nel cantiere della sua villa suburbana di Cricoli. Giangiorgio Trissino, poeta e umanista, lo prenderà sotto la sua protezione. Sarà lui a conferirgli l&#8217;aulico soprannome di Palladio, lo guiderà nella sua formazione culturale e allo studio della cultura classica, conducendolo più volte a Roma. In questi anni Palladio realizza le sue prime opere significative, fra cui la villa di Gerolamo Godi (1537) a Lonedo di Lugo di Vicenza.</div>
<div class="clear"></div>
<p><span class="dropcap">P</span>alladio morì nel 1580 a 71 anni, godendo di una condizione economica assai modesta. Le circostanze della sua morte rimangono sconosciute: non è nota né la causa, né il luogo, che comunque la tradizione identifica con Maser, dove forse stava lavorando al tempietto di Villa Barbaro. I funerali furono celebrati senza clamore a Vicenza, dove l&#8217;architetto fu sepolto presso la chiesa di Santa Corona. Nel 1844 fu realizzata una nuova tomba in una cappella a lui dedicata nel Cimitero Maggiore di Vicenza su progetto dell’architetto Bartolomeo Malacarne, grazie ad un lascito del conte Girolamo Egidio di Velo. Il monumento funebre fu scolpito da Giuseppe De Fabris.</p>
<div class="two_third"><span class="dropcap">L</span>a formazione culturale di Andrea Palladio avvenne sotto la guida e tutela dell&#8217;umanista Gian Giorgio Trissino, probabilmente l’intellettuale più in vista in una città in cui l’artista più noto era Valerio Belli, cesellatore in rapporti con Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio, e la cui casa aveva tanto stupito il Vasari.<br />
Gian Giorgio Trissino, nobile colto e raffinato, letterato studioso della lingua italiana, architetto per diletto ristrutturò un palazzetto preesistente in una proprietà acquistata dalla famiglia agli inizi del Cinquecento non lontano dalla città di Vicenza: nel disegnare la facciata principale esposta a sud si richiamò alle soluzioni di Raffaello per Villa Madama, con una loggia a doppie arcate posta tra due torrette una delle quali preesistente: la torre a lato di un corpo composto da un portico con loggia al piano superiore è uno schema tipico dell’architettura vicentina quattrocentesca. Il Trissino rompe con questa tradizione e, in adesione allo spirito umanistico e neoplatonico, compone gli spazi interni seguendo uno schema rigorosamente proporzionale e simmetrico, anticipando quel modello che diventerà poi un tratto significativo dell’organizzazione delle stanze in Palladio. La tradizione vuole che tra le maestranze impiegate nei lavori vi fosse il giovane Andrea, notato dal Trissino per la sua abilità.<br />
Da qui in poi la vita artistica del Palladio si dipana con una rarissima effervescenza ed una incredibile quantità di opere realizzate, prima fra tutte la Basilica Palladiana che segna la piazza principale di Vicenza, villa Capra detta la Rotonda a pochi chilometri dalla città, forse l&#8217;edificio palladiano più noto ed infine lo splendido Teatro Olimpico, primo esempio di teatro stabile coperto realizzato in epoca moderna nel mondo occidentale e ancor oggi capolavoro<br />
Palladio collaborò con Daniele Barbaro, patriarca di Aquileia, che stava traducendo dal latino e commentando il <em>De architectura</em> di Vitruvio, disegnando le illustrazioni per il trattato. </div>
<div class="one_third last">Daniele Barbaro, profondo studioso d&#8217;architettura antica, divenne mentore di Palladio dopo la morte di Trissino nel 1550. Nel 1554 Palladio compì un viaggio a Roma con Barbaro &#8211; assieme anche a Giovanni Battista Maganza e Marco Thiene &#8211; per preparare la prima edizione e traduzione critica del trattato di Vitruvio, che venne stampata a Venezia nel 1556. Grazie all&#8217;influenza dei Barbaro, Palladio iniziò lavorare a Venezia, soprattutto nell&#8217;architettura religiosa. Nel 1570 fu nominato alla prestigiosa carica di Proto della Serenissima, ovvero architetto capo della Repubblica Veneta, subentrando a Jacopo Sansovino. Nello stesso anno pubblicò a Venezia <em>I quattro libri dell&#8217;architettura</em>, il trattato a cui aveva lavorato fin da giovane e in cui viene illustrata la maggior parte delle sue opere. I Quattro libri furono il più importante di numerosi testi che Palladio pubblicò nella seconda parte della sua vita, corredandoli delle proprie illustrazioni. Nel 1574 diede alle stampe i <em>Commentari di Cesare</em>.</div>
<div class="clear"></div>
<div class="one_third"><span class="dropcap">A</span>lla sua morte nel 1580 buona parte delle architetture di Palladio erano solo parzialmente realizzate; alcuni cantieri furono proseguiti da Vincenzo Scamozzi, mentre altre opere furono completate solo molti anni dopo, sulla base dei disegni pubblicati ne <em>I Quattro libri</em> <em>dell&#8217;architettura</em>.</div>
<div class="two_third last">Palladio affronta il tema, dibattuto nel Cinquecento, del rapporto fra civiltà e natura e lo risolve &#8220;<em>affermando il profondo senso naturale della civiltà, sostenendo che la suprema civiltà consiste nel raggiungere il perfetto accordo con la natura senza perciò rinunciare a quella coscienza della storia che è la sostanza stessa della civiltà</em>&#8220;. Questo spiega l&#8217;enorme fortuna che il pensiero e l&#8217;opera del Palladio avranno nel Settecento, quando i filosofi dell&#8217;Illuminismo sosterranno il fondamento naturale della civiltà umana. Sono infatti neopalladiani molti edifici costruiti nei neonati Stati Uniti d&#8217;America come la <em>Casa Bianca</em> ed il <em>Campidoglio</em> a Washington o certi edifici di Monticello in Virginia. Neopalladiani sono pure la <em>Redwood Library</em> (1747) e la <em>Marble House</em> a Newport, l&#8217;<em>Università della Virginia</em> a Charlottesville, la <em>Piantagione Woodlawn</em> ad Assumption in Louisiana.</div>
<div class="clear"></div>
<p><span class="dropcap">S</span>econdo Palladio le dimensioni di un edificio pubblico o di una villa, dei suoi elementi costruttivi (archi, travi, colonne) e dei suoi elementi stilistici (capitelli, fregi, balaustre, decorazioni) potevano essere ricavati in proporzione dalle tavole del trattato. Indica di far riferimento al diametro della colonna di un edificio come unità di misura di riferimento (detta modulo) per proporzionare tutti gli altri elementi costruttivi e stilistici della costruzione. Ad esempio lo spessore di una trave di ordine tuscanico poteva essere dimensionato come i 3/4 del diametro della colonna, l&#8217;altezza della colonna come 7 volte il suo diametro e la lunghezza della trave come 5 volte il diametro della colonna.<br />
In modo analogo anche per gli altri ordini architettonici sono definite le relative proporzioni: per l&#8217;ordine dorico, ionico, corinzio e per l&#8217;ordine composito. Ad esempio per l&#8217;ordine composito Palladio indica di dimensionare lo spessore della trave e delle cornici superiori come il doppio del diametro della colonna (2 moduli) e di dimensionare l&#8217;altezza della colonna come 10 volte il suo diametro (10 moduli). Questo modo di presentare gli aspetti formali ed estetici degli elementi architettonici, impostati con canoni formali ben precisi, fu denominata teoria delle proporzioni ed ebbe ampi sviluppi sia nei trattatisti dell&#8217;architettura rinascimentale, che in quella neoclassica e di altre epoche.</p>
<p><span class="dropcap">I</span>l trattato di Palladio è stato fino ad oggi un modello classico insuperato per comporre un edificio con precise regole formali e proporzionali. Queste proporzioni permettono di attribuire alle architetture classiche un carattere monumentale maestoso e allo stesso tempo organico ed integrato con gli altri aspetti stilistici delle decorazioni pittoriche e scultoree. In Inghilterra si ispirarono al suo stile Inigo Jones e Christopher Wren. Un altro suo ammiratore fu l&#8217;architetto Richard Boyle, più noto come Lord Burlington, che &#8211; con William Kent &#8211; progettò <em>Chiswick House</em>. Con la <em>Risoluzione n. 259 del 6 dicembre 2010</em> il <em>Congresso degli Stati Uniti d&#8217;America</em> ha riconosciuto Palladio come padre dell&#8217;architettura americana.</p>
<p>Segue un elenco delle sue opere (la data iniziale si riferisce al progetto dell&#8217;opera):</p>
<p style="padding-left: 30px;">1531: Portale della chiesa di Santa Maria dei Servi, Vicenza (attribuito)<br />
1534: Villa Trissino a Cricoli, Vicenza (attribuita per tradizione ma progettata da Gian Giorgio Trissino)<br />
1537-1542: Villa Godi (per Girolamo, Pietro e Marcantonio Godi), Lonedo di Lugo di Vicenza<br />
1539 circa: Villa Piovene, Lonedo di Lugo di Vicenza (VI) (attribuito)<br />
1540-1542 circa: Palazzo Civena, Vicenza<br />
1540 circa-1566 circa: Palazzo Poiana, Vicenza (attribuito)<br />
1542 &#8211; Villa Valmarana, Vigardolo di Monticello Conte Otto (VI)<br />
1542-1556 circa: Palazzo Thiene, Vicenza (probabilmente su progetto di Giulio Romano)<br />
1542: Villa Gazzotti (per Taddeo Gazzotti), Bertesina, Vicenza<br />
1542 circa: Villa Caldogno (per Losco Caldogno), Caldogno (VI) (attribuito)<br />
1542: Villa Pisani (per Vettore, Marco e Daniele Pisani), Bagnolo di Lonigo (VI)<br />
1542: Villa Thiene (per Marcantonio e Adriano Thiene), Quinto Vicentino (VI) (probabile modifica di un progetto di Giulio Romano)<br />
1543: Villa Saraceno (per Biagio Saraceno), Finale di Agugliaro (VI)<br />
1544 circa-1552: Palazzo Porto (per Iseppo De&#8217; Porti), Vicenza<br />
1546-1549: Logge del Palazzo della Ragione (Basilica Palladiana), Vicenza (completata postuma nel 1614)<br />
1546 circa-1563 circa: Villa Pojana (per Bonifacio Pojana), Pojana Maggiore (VI)<br />
1546 circa: Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (PD) (attribuita)<br />
1547: Villa Arnaldi (per Vincenzo Arnaldi), Meledo di Sarego (VI) (incompiuto)<br />
1548: Villa Angarano, Bassano del Grappa (VI) (barchesse; corpo centrale riedificato da Baldassarre Longhena)<br />
1550-1557: Palazzo Chiericati (per Girolamo Chiericati), Vicenza (completato postumo nel 1680 circa)<br />
1550: Villa Chiericati (per Giovanni Chiericati), Vancimuglio di Grumolo delle Abbadesse (VI) (completata postuma nel 1584 da Domenico Groppino)<br />
1552: Villa Cornaro (per Giorgio Cornaro), Piombino Dese (PD)<br />
1552 circa: Villa Pisani (per Francesco Pisani), Montagnana (PD)<br />
1554-1563: Villa Badoer detta La Badoera (per Francesco Badoer), Fratta Polesine (RO)<br />
1554: Villa Porto (per Paolo Porto), Vivaro di Dueville (VI)(attribuita)<br />
1554: Villa Barbaro (per Daniele e Marcantonio Barbaro), Maser (TV)<br />
1554 ?: Villa Zeno (per Marco Zeno), Donegal di Cessalto (TV)<br />
1555 circa: Palazzo Dalla Torre, Verona (solo parzialmente realizzato; parzialmente distrutto da un bombardamento nel 1945)<br />
1556: Arco Bollani, Udine<br />
1556 circa: Palazzo Antonini, Udine (alterato da vari interventi successivi)<br />
1556: Barchessa di Villa Thiene, Cicogna di Villafranca Padovana (PD) (incompleto)<br />
1557: Villa Repeta, Campiglia dei Berici (VI)(distrutta da un incendio e ricostruita in altra foggia)<br />
1558: Facciata per la basilica di San Pietro di Castello, Venezia (completato postumo)<br />
1558: Villa Emo (per Leonardo Emo), Fanzolo di Vedelago (TV)<br />
1558: Cupola della Cattedrale di Vicenza, Vicenza (distrutta in un bombardamento nella seconda guerra mondiale e ricostruita)<br />
1559: Villa Foscari detta La Malcontenta, Malcontenta di Mira (Italia)<br />
1559: Casa Cogollo (per Pietro Cogollo), nota come Casa del Palladio, Vicenza (attribuito)<br />
1560-1563 circa: chiostro dei cipressi e refettorio del monastero di San Giorgio Maggiore, Venezia<br />
1560: Convento della Carità, Venezia (realizzati solo chiostro e atrio distrutto nel 1630 in un incendio)<br />
1560: Palazzo Schio (per Bernardo Schio), Vicenza<br />
1563 circa: Portale laterale della Cattedrale di Vicenza<br />
1563 circa: Villa Valmarana, Lisiera di Bolzano Vicentino (VI)<br />
1564: Facciata della chiesa di San Francesco della Vigna, Venezia<br />
1564: Palazzo Pretorio, Cividale del Friuli (UD) (progetto, attribuito)<br />
1565: chiesa del monastero di San Giorgio Maggiore, Venezia (conclusa postuma tra il 1607 e il 1611 con una diversa facciata)<br />
1565: Teatro ligneo nel cortile del convento della Carità, Venezia (distrutto nel 1570 in un incendio)<br />
1565: Loggia del Capitanio, Vicenza<br />
1565: Palazzo Valmarana (per Isabella Nogarola Valmarana), Vicenza<br />
1565: Villa Serego (per Marcantonio Serègo), Santa Sofia di Pedemonte, San Pietro in Cariano (VR)<br />
1565 circa: Villa Forni Cerato (per Girolamo Forni), Montecchio Precalcino (VI)<br />
1566: Villa Capra detta La Rotonda (per Paolo Almerico), Vicenza (completata postuma nel 1585 da Vincenzo Scamozzi)<br />
1567 circa: Barchesse di Villa Trissino, Meledo di Sarego (VI) (unica parte superstite del progetto mai compiuto per una villa)<br />
1568: Ponte di Bassano, Bassano del Grappa (ricostruito nel 1748 e dopo la seconda guerra mondiale)<br />
1569-1575: Palazzo Barbaran da Porto (per Montano Barbarano), Vicenza<br />
1569: Ponte sul Tesina, Torri di Quartesolo (VI) (attribuito)<br />
1570: Villa Porto (per Iseppo Porto), Molina di Malo (VI)<br />
1571: Palazzo Porto in piazza Castello, Vicenza (incompiuto; parzialmente completato nel 1615 da Vincenzo Scamozzi)<br />
1572 ?: Palazzo Thiene Bonin Longare, Vicenza<br />
1574-1577: Interventi nelle sale di Palazzo Ducale, Venezia<br />
1574: studi per la facciata della Basilica di San Petronio, Bologna<br />
1576 circa: Cappella Valmarana (per Isabella Nogarola Valmarana) nella chiesa di Santa Corona, Vicenza<br />
1577: chiesa del Redentore, Venezia<br />
1578: chiesa di Santa Maria Nova, Vicenza (attribuito, progetto, completato postumo nel 1590)<br />
1579: Porta Gemona, San Daniele del Friuli (UD)<br />
1580: chiesa di Santa Lucia, Venezia (disegni per l&#8217;interno; demolita)<br />
1580: Tempietto di Villa Barbaro, Maser<br />
1580: Teatro Olimpico, Vicenza (completato postumo dal figlio Silla e nel 1585 da Vincenzo Scamozzi per la scena)</p>
<p>&nbsp;</p>
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<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Andrea_Palladio_Le_Fabbriche_e_i_disegni_Tomo_3.pdf">SCARICA | Andrea Palladio: Le Fabbriche e i Disegni, Tomo Terzo</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Andrea_Palladio_Le_Fabbriche_e_i_disegni_Tomo_4.pdf">SCARICA | Andrea Palladio: Le Fabbriche e i Disegni, Tomo Quarto</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Andrea_Palladio_I_quatro_libri_dell_architectura_1601.pdf">SCARICA | Andrea Palladio: I quattro libri dell'architettura</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Andrea_Palladio_L_antichita_di_Roma_1554.pdf">SCARICA | Andrea Palladio: L'Antichità di Roma</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Andrea_Palladio_Le_antichita_dell_alma_citta_di_Roma_1620.pdf">SCARICA | Andrea Palladio: Le Antichità dell'alma città di Roma</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Andrea_Palladio_Le_Terme_dei_Romani_1732.pdf">SCARICA | Andrea Palladio: Le Terme dei Romani</a></pre>
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		<title>Eccezionale nevicata a Ferentino</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/eccezionale-nevicata-a-ferentino/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 10:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[La città di Ferentino si è ritrovata sommersa di neve nella notte tra Venerdì 3 e Sabato 4 Febbraio 2012. Da misurazioni presso Antiche Fornaci Giorgi, si sono raggiunti i 110cm di manto nevoso, superando ampiamente l&#8217;unica nevicata degna di tal nome, risalente al 1956. Il laghetto ha ghiacciato per uno spessore di 10cm. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La città di Ferentino si è ritrovata sommersa di neve nella notte tra Venerdì 3 e Sabato 4 Febbraio 2012.<br />
Da misurazioni presso Antiche Fornaci Giorgi, si sono raggiunti i <strong>110cm di manto nevoso</strong>, superando ampiamente l&#8217;unica nevicata degna di tal nome, risalente al 1956. Il laghetto ha ghiacciato per uno spessore di 10cm.<br />
In una zona in cui raramente nevica in inverno, i danni sono stati ingenti: capannoni industriali divelti dall&#8217;eccessivo peso delle coperture, alberi caduti, linee elettriche e telefoniche interrotte, forniture di acqua bloccate.</p>
<p><strong>Presso Antiche Fornaci Giorgi si sono verificate interruzioni di corrente elettrica e della linea telefonica da Venerdì 3 a Giovedì 9 Febbraio 2012, quindi ci scusiamo per eventuali disagi e ritardi che questa situazione sta comportando.<br />
La strada inoltre è pienamente agibile solo da Lunedì 20 Febbraio 2012, quindi da questa data riprenderanno le consegne del materiale.</strong></p>
<p>Nonostante l&#8217;ampio preavviso, certificato anche dai dati della <a title="Meteo Ferentino presso Antiche Fornaci Giorgi" href="http://www.antichefornaci.it/meteo" target="_blank">stazione meteo gestita da Paolo Affinati</a> a cui Antiche Fornaci Giorgi si affida nella propria pagina Meteo, il Comune di Ferentino non è riuscito ad organizzare zone di raccolta, un sistema di spalaneve e spargisale ed in generale degni soccorsi ed interventi, in particolare nelle zone di campagna, anche se &#8211; nei giorni immediatamente successivi alla nevicata &#8211; il Corpo dei Vigili Urbani si è adoperato per ridurre i disagi ai cittadini oltre le proprie possibilità.</p>
<p>Seguono foto e video di quella che resterà una situazione memorabile: con code in piazza per il pane, gente per strada che torna a scambiarsi due chiacchiere dopo anni di giornate vissute di fretta, una città silenziosa e senza traffico, il focolare casalingo senza televisione ed internet e le sue serate a lume di candela&#8230; e tanti cittadini ad inveire e rivangare le tante malefatte dei nostri amministratori, spesso poco ferrati sulle aree di responsabilità che gli vengono affidate. E alla domanda sul perchè siano stati eletti&#8230; si risponde che questa <em>è una particolarità tutta italiana</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="opacity: 100;" title="" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/files/fotografie/2012_neve_ferentino.jpg" alt="2012 neve ferentino Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" width="906" height="299" title="Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/files/fotografie/2012_neve_cava.jpg" alt="2012 neve cava Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  title="Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/files/fotografie/2012_neve_impasto.jpg" alt="2012 neve impasto Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" width="906" height="247" title="Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/files/fotografie/2012_neve_laghetto.jpg" alt="2012 neve laghetto Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  title="Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/files/fotografie/2012_neve_strada.jpg" alt="2012 neve strada Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  title="Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/files/fotografie/2012_neve_pietro_giorgi.jpg" alt="2012 neve pietro giorgi Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  title="Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p><img src="http://www.antichefornaci.it/files/fotografie/2012_neve_alessandra.jpg" alt="2012 neve alessandra Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  title="Eccezionale nevicata a Ferentino   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ECYqBYewdD4" frameborder="0" width="906" height="644"></iframe></p>
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		<title>Marcus Vitruvius Pollio: De Architectura trascritto a mano, I secolo a.C.</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/blog/biblioteca/marco-vitruvio-pollione-de-architectura-i-secolo-avanti-cristo/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 20:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; arco Vitruvio Pollione (in latino Marcus Vitruvius Pollio) è stato un architetto e scrittore romano, attivo nella seconda metà I secolo a.C., considerato il più famoso teorico dell&#8217;architettura di tutti i tempi. Ingegnere e architetto, probabilmente Vitruvio faceva parte, in qualità di scriba armamentarius degli apparitores, il personale tecnico che collaborava con chi aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span class="dropcap">M</span><strong>arco Vitruvio Pollione</strong> (in latino <strong>Marcus Vitruvius Pollio</strong>) è stato un architetto e scrittore romano, attivo nella seconda metà I secolo a.C., considerato il più famoso teorico dell&#8217;architettura di tutti i tempi. Ingegnere e architetto, probabilmente Vitruvio faceva parte, in qualità di <em>scriba armamentarius</em> degli <em>apparitores</em>, il personale tecnico che collaborava con chi aveva responsabilità politiche all’interno dell’amministrazione pubblica.<br />
Fu innovativo &#8211; più che nel merito &#8211; per lo sforzo di organizzare conoscenze accumulate nel corso dei secoli fino a tutto il periodo ellenistico.</p>
<div class="two_third">Assolutamente incerto è il suo luogo di origine: di volta in volta sono state indicate le città di Roma, Fano, Fondi, Verona, Formia, l&#8217;area campana in genere e addirittura la Numidia. Anche dello svolgersi della sua vita si hanno scarse notizie, tutte dedotte da note autobiografiche inserite nel suo trattato. Dovrebbe essere stato ufficiale sovrintendente alle macchine da guerra sotto Giulio Cesare e poi architetto e ingegnere sotto Augusto, anche se l&#8217;unica opera che lui stesso si attribuisce di aver progettato e costruito è la basilica di Fano.</div>
<div class="one_third last">L&#8217;importanza di Vitruvio è dovuta al suo trattato <em><strong>De architectura</strong></em> in 10 libri, dedicato ad Augusto, scritto probabilmente tra il 29 e il 23 a.C., anni in cui Augusto progettava un rinnovamento generale dell&#8217;edilizia pubblica.</div>
<div class="clear"></div>
<p>Il <em>De architectura</em> presenta la seguente scansione:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Libro I</em>: formazione dell’architetto e scelta del luogo<br />
<em>Libro II</em>: tecniche edificatorie, origine e sviluppo<br />
<em>Libro III e IV</em>: edifici sacri<br />
<em>Libro V</em>: edifici pubblici<br />
<em>Libro VI e VII</em>: edifici privati, descritti per luogo, tipologia, intonaci, pavimenti<br />
<em>Libro VIII</em>: Idraulica<br />
<em>Libro IX</em>: orologi solari, digressione astronomica e astrologica<br />
<em>Libro X</em>: meccanica per costruzione di gru, macchine idrauliche e belliche</p>
<p><span class="dropcap">V</span>itruvio ci informa di una pratica amministrativa elaborata da lui stesso, per la quale i privati dovevano pagare una tassa basata su un contratto tra lo Stato e l’utente, al fine di limitare gli allacciamenti abusivi e le concessioni individuali e gratuite. Jerôme Carcopino nella sua opera <em>La vita quotidiana a Roma all’apogeo dell’impero</em> dichiara che, nonostante le grosse canalizzazioni di piombo portassero l’acqua degli acquedotti nelle abitazioni private, solo i pianterreni delle <em>insulæ</em> dove abitavano i più facoltosi vi avevano accesso. Gli abitanti dei piani alti erano costretti a procurarsi l’acqua alla più vicina fontana e questo rendeva difficile la cura della pulizia. Giovenale nelle sue <em>Satire</em> cita spesso i portatori d’acqua (<em>aquarii</em>), necessari alla vita collettiva d’ogni stabile. In effetti nessuna costruzione ci ha ancora rivelato le colonne montanti che avrebbero permesso di portare l’acqua ai diversi piani.</p>
<p><span class="dropcap">D</span>al punto di vista architettonico, i Romani ebbero il merito di utilizzare due nuovi elementi costitutivi: l’arco e la volta. Grazie anche alla selezione dei materiali e alla qualità risultante, essi raggiunsero picchi di assoluta rilevanza, come nel caso del <em>Pantheon</em>: costruito dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C., rimase insuperato per oltre 1500 anni per le dimensioni della propria cupola, che raggiunge i 43,3 metri di diametro.</p>
<p>La gerarchia organizzativa nell’ambito dei lavori pubblici era strettamente legata a quella religiosa: due figure fondamentali come il <em>rex auger</em> e il <em>pontifex maximus</em>, in effetti svolgevano funzioni sia religiose sia politiche. Il <em>pontifex</em> sovrintendeva alla costruzione delle maggiori opere civili &#8211; quali appunto i ponti &#8211; ma si curava anche della divinazione ritenuta necessaria perché i migliori auspici vigessero al momento dell’inaugurazione dell’opera.</p>
<div class="one_third">Il <em>De architectura</em> è l&#8217;unico testo latino di architettura giunto integralmente a noi: la sua importanza è testimoniata dai riferimenti all&#8217;opera presenti in autori successivi come Frontino, ma pare che il trattato non abbia esercitato alcuna influenza sull&#8217;architettura per tutto il medioevo, anche se suscitò interesse filologico presso la corte di Carlo Magno, in Petrarca (che annotò di sua mano una copia oggi conservata a Oxford) e in Boccaccio. Poggio Bracciolini riscoprì il testo nel 1414 a Montecassino e contribuì alla sua diffusione.</div>
<div class="one_third">Nel XV secolo la conoscenza e l&#8217;interesse per Vitruvio crebbero per merito di Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini, Raffaello Sanzio, Fabio Calvo, Paolo Giovio e Fra Giocondo da Verona. Nel 1490 il trattato fu pubblicato a stampa per la prima volta da Sulpicio da Veroli. Nel 1521 uscì la prima edizione tradotta in italiano da Cesare Cesariano. Subito dopo apparvero varie traduzioni ed edizioni in altri paesi europei.</div>
<div class="one_third last">Dal XV secolo fino alla fine del XIX secolo, il trattato era proposto tra i fondamenti teorici dell&#8217;architettura occidentale.</div>
<div class="clear"></div>
<p>&nbsp;</p>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Marco_Vitruvio_Pollione_De_architectura.pdf">SCARICA | Marco Vitruvio Pollione: De architectura</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Marco_Vitruvio_Pollione_Galiani_De_architectura_tradotto_e_commentato_1790.pdf">SCARICA | Conte Galiani: L'Architettura tradotta e commentata</a></pre>
<pre><a class="bigbutton " href="http://www.antichefornaci.it/files/biblioteca/Marco_Vitruvio_Pollione_Gwilt_De_Architectura_translated_1826.pdf">SCARICA | Joseph Gwilt: The Architecture translated in english</a></pre>
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		<item>
		<title>Confronto tra Serie Classica e Serie Eco</title>
		<link>http://www.antichefornaci.it/cotto-fatto-a-mano/confronto-tra-serie-classica-e-serie-eco/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 21:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo Cotto fatto a mano]]></category>

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		<description><![CDATA[Antiche Fornaci Giorgi produce esclusivamente mattoni fatti a mano, divisi in due serie: Classica ed Eco. Lo scopo di questo articolo è rispondere a tutti i clienti che si interrogano sulla differenza di prezzo: tutto risiede nell&#8217;accuratezza della fattura e nella qualità della materia prima. Essendo i mattoni veramente fatti a mano, è la manodopera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antiche Fornaci Giorgi produce esclusivamente mattoni fatti a mano, divisi in due serie: <a href="#classica">Classica</a> ed <a href="#eco">Eco</a>.</p>
<p><strong>Lo scopo di questo articolo è rispondere a tutti i clienti che si interrogano sulla differenza di prezzo: tutto risiede nell&#8217;accuratezza della fattura e nella qualità della materia prima.<br />
</strong>Essendo i mattoni <em>veramente</em> fatti a mano, è la manodopera ad influire pesantemente sul prezzo: è per questo che nella produzione della tipologia Eco si saltano alcuni passaggi e si riduce la scelta dei formati possibili.</p>
<p>Altro discorso è il <strong>confronto tra il mattone industriale e quello fatto a mano</strong>: non molti sanno che, a fronte di una spesa doppia, il mattone fatto a mano fornisce vantaggi dieci volte superiori in termini di bellezza e durata nel tempo. Su questo tema si legga l&#8217;articolo &#8220;Confronto tra il mattone fatto a mano Antiche Fornaci Giorgi ed altri mattoni presenti sul mercato&#8221;.</p>
<p>Normalmente nessuna azienda svela nel dettaglio i segreti dei propri processi produttivi.<br />
<strong>Con questo articolo Antiche Fornaci Giorgi spera che i suoi clienti riescano ad apprezzare la passione che mettiamo in ogni mattone, assegnando il giusto valore economico al lavoro manuale, alla qualità e alla tradizione italiana.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="opacity: 100;" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  title="Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><a name="classica"></a><br />
<h1>&nbsp;</p>
<h1>Serie Classica</h1>
<p>Il processo produttivo della serie Classica deriva dalla lunga tradizione di Antiche Fornaci Giorgi: sono mattoni fatti a mano di qualità superiore. Le principali caratteristiche dei mattoni Classici sono:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- ottime qualità meccaniche, superficie ruvida, colore rosato chiaro<br />
- numerose forme, formati e combinazioni: possibilità di realizzare mattoni su disegno<br />
- accurata fattura dei bordi e delle superfici: i pezzi possono essere accostati con ridottissima fuga<br />
- impasto di qualità: il basso contenuto di impurità assicura una minima incidenza di calcinello</p>
<p>Si opera nella seguente maniera:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- impasto lungo con doppio filtraggio delle impurità<br />
- selezione delle argille<br />
- degassazione dell&#8217;impasto di argilla<br />
- formatura a mano del mattone<br />
- battitura per una perfetta planarità<br />
- rifinitura a mano dei bordi e delle asperità<br />
- essiccazione naturale<br />
- controllo conformità<br />
- cottura<br />
- controllo di qualità<br />
- eventuale finitura</p>
<p>Si nota facilmente come ci siano varie operazioni volte a rendere i mattoni migliori.<br />
Seguono dettagli fotografici. I files ad alta risoluzione sono disponibili nell&#8217;<a href="http://www.antichefornaci.it/files/prodotti/" target="_blank">Archivio Fotografie Prodotti</a>.</p>
<p><img title="mattone classico - confronto tra faccia superiore ed inferiore" src="http://www.antichefornaci.it/images/confronto_mattoni/classico_confronto_sopra_sotto_c.jpg" alt="classico confronto sopra sotto c Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p><img title="mattone classico - foto perpendicolare faccia superiore" src="http://www.antichefornaci.it/images/confronto_mattoni/classico_sopra_perpendicolare_c.jpg" alt="classico sopra perpendicolare c Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p><img title="mattone classico - foto perpendicolare faccia inferiore" src="http://www.antichefornaci.it/images/confronto_mattoni/classico_sotto_perpendicolare_c.jpg" alt="classico sotto perpendicolare c Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="opacity: 100;" src="http://www.antichefornaci.it/bar.png" alt="bar Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  title="Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><a name="eco"></a><br />
<h1>&nbsp;</p>
<h1>Serie Eco</h1>
<p>Il processo produttivo della serie Eco è stato studiato per mantenere le stesse qualità meccaniche, risultando però più breve: questo consente di tenere basso il prezzo ma si ottiene un risultato estetico differente.<br />
A favore del cliente facciamo notare che la maggior parte dei mattoni fatti a mano presenti sul mercato sono realizzati come la serie Eco: su questo tema si legga l&#8217;articolo &#8220;Confronto tra il mattone fatto a mano Antiche Fornaci Giorgi ed altri mattoni presenti sul mercato&#8221;.<br />
Le principali caratteristiche dei mattoni Eco sono:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- ottime qualità meccaniche, superficie più aspra, colore rosso con lineamenti marroni, dovuti alla maggiore presenza di ferriti<br />
- ridotto numero di formati standard: quadrati e rettangoli<br />
- prezzo contenuto: ideale per grandi superfici, sconti su quantità<br />
- impasto meno accurato: presenza di granulosità sulla superficie e all&#8217;interno del mattone</p>
<p>Si opera nella seguente maniera:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- impasto breve con singolo filtraggio delle impurità<br />
- degassazione dell&#8217;impasto di argilla<br />
- formatura a mano del mattone<br />
- essiccazione mista naturale e forzata<br />
- rifinitura a mano dei bordi<br />
- cottura<br />
- controllo di qualità<br />
- eventuale finitura</p>
<p>Vengono quindi saltate varie operazioni, presenti invece nella produzione del mattone Classico, con una notevole velocizzazione del ciclo produttivo ed una conseguente riduzione del costo di manodopera.<br />
Seguono dettagli fotografici. I files ad alta risoluzione sono disponibili nell&#8217;<a href="http://www.antichefornaci.it/files/prodotti/" target="_blank">Archivio Fotografie Prodotti</a>.</p>
<p><img title="mattone eco - confronto tra faccia superiore ed inferiore" src="http://www.antichefornaci.it/images/confronto_mattoni/eco_confronto_sopra_sotto_c.jpg" alt="eco confronto sopra sotto c Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p><img title="mattone eco - foto perpendicolare faccia superiore" src="http://www.antichefornaci.it/images/confronto_mattoni/eco_sopra_perpendicolare_c.jpg" alt="eco sopra perpendicolare c Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p><img title="mattone eco - foto perpendicolare faccia inferiore" src="http://www.antichefornaci.it/images/confronto_mattoni/eco_sopra_perpendicolare_c" alt=" Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
<p><img title="mattone eco - dettaglio angolo" src="http://www.antichefornaci.it/images/confronto_mattoni/eco_sopra_angolo_c.jpg" alt="eco sopra angolo c Confronto tra Serie Classica e Serie Eco   Antiche Fornaci Giorgi 1735 Ferentino Frosinone"  /></p>
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		<title>Misto cava</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
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€</p>
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		<title>Brecciolino di cava granulometria 10/20</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brecciolino di cava granulometria 10/20 €]]></description>
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		<title>Brecciolino di cava granulometria 5/10</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:52:52 +0000</pubDate>
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		<title>Brecciolino di cava granulometria 1/5</title>
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		<title>Argilla in pani</title>
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		<title>Argilla in polvere</title>
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		<title>Grassello di fossa stagionato</title>
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		<title>Sabbia di cava macinata</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:50:55 +0000</pubDate>
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